Diritto e Fisco | Articoli

Colpo di frusta e ferite lievi da incidente stradale: iter più facile

27 aprile 2014


Colpo di frusta e ferite lievi da incidente stradale: iter più facile

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 aprile 2014



In caso di lesioni micropermanenti, la possibilità di chiedere l’indennizzo diretto al proprio assicuratore dovrebbe tagliare i tempi per ottenere la somma.

In caso di incidente stradale, la vittima che abbia riportato lesioni di lieve entità (leggi la guida sulle “lesioni micropermanenti”) può accedere a una forma di risarcimento più veloce [1].

La lesione tipica tra quelle che possono essere ricondotte alle cosiddette “micropermanenti” è il colpo di frusta, meglio definito come distorsione del rachide cervicale, spesso invocato in seguito al più classico dei sinistri stradali: il tamponamento.

Le statistiche riferiscono di un’anomalia tutta italiana determinata da una casistica di accadimento mediamente doppia o tripla rispetto agli altri Paesi europei e l’ammontare complessivo dei risarcimenti riferiti a tale microlesione ha un’incidenza diretta e inevitabile sul costo dei premi assicurativi, con conseguenze quindi di portata macroeconomica e sociale.

La vittima di un sinistro stradale che abbia riportato lesioni lievi come un colpo di frusta, a differenza della vittima di un danno grave, beneficia oggi di un iter diretto e più semplice per ottenere il risarcimento del danno, potendo rivolgersi al proprio assicuratore in forza della disciplina cosiddetta del “risarcimento diretto” (leggi la nostra guida “Incidente stradale: tutto su CID, risarcimento e indennizzo diretto”).

Una lesione da colpo di frusta semplice (2/3% di danno biologico) viene mediamente compensata dai tribunali con una somma che può oscillare tra 1.419 e 2.786 euro (persona di quarant’anni), a seconda della effettiva incidenza della lesione e secondo il valore definito nel decreto ministeriale del 17 giugno 2011, valore che può essere incrementato al massimo di un quinto “con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato” [2].

La procedura di indennizzo diretto – così come, in realtà, tutta la fase stragiudiziale nei confronti delle compagnie assicurative – non richiede necessariamente dell’assistenza di un avvocato, potendo l’infortunato curarla da solo. L’ausilio del legale – le cui spese, comunque, nella prassi, vengono sostenute dall’assicurazione e non dal cliente – è comunque consigliabile nei casi più delicati, quando vi sono ferite gravi, contestazioni di controparti, contravvenzioni o altre sanzioni accessorie da impugnare.

 

note

 

[1] Il ristoro viene regolamentato dall’articolo 139 del Codice delle Assicurazioni e dal decreto ministeriale che contiene la tabella che da anni propone gli indici di valutazione di tale danno minore.

[2] Art. 139, comma III, del Codice delle Assicurazioni.

Autore immagine: 123rf.com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. In una pratica del genere,può l’avvocato chiedere al cliente parte del risarcimento come spese sue? Si può chiedere all’assicurazione che emette il pagamento un resoconto di quanto ha pagato al danneggiato e quanto al legale?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI