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Acquisti online: i diritti e le garanzie dell’acquirente

28 Aprile 2014


Acquisti online: i diritti e le garanzie dell’acquirente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Aprile 2014



Shopping sul web: diritto di recesso, garanzia per vizi e tutele di ordine pratico per evitare frodi quando si acquista online.

La crisi economica ha reso gli acquisti molto più responsabili. Almeno quando si tratta di entrare nei negozi tradizionali. Al supermercato la gente va, ormai, con la lista della spesa già pronta. Ma, quando si tratta di acquistare online, le cose non vanno sempre così.

Tra offertone pubblicizzate da banner allettanti, sparsi un po’ ovunque, e la presunzione che su internet tutto è sempre più conveniente, l’ansia a non farsi sfuggire l’affare ha riportato in auge una sorta di acquisto d’impulso sul web. Gli shop sempre aperti e la comodità degli acquisti immediati sono sirene a cui spesso è difficile resistere.

Sembra, infatti, che la gente acquisti più lo sconto che non il prodotto. Con il rischio concreto di diventare “e-shopping addicted” o di essere vittime di brutte sorprese, inganni o truffe.

Chi non ha mai acquistato un prodotto, su internet, di cui poi è rimasto insoddisfatto? Gli importi modesti e la difficoltà di reperire il venditore fanno sì, poi, che molti acquirenti desistano dall’azionare i propri diritti per essere rimborsati.

Ecco perché è sempre bene attivare le sirene d’allarme preventive prima di cliccare sul tasto col “carrellino”.

In questo articolo, vi illustreremo, innanzitutto, le tutele legali successive all’acquisto, affinché – in caso di prodotto non corrispondente a quanto promesso – possiate far valere i vostri diritti; quindi passeremo in rassegna qualche consiglio pratico di carattere “preventivo”, per evitare a monte cattive sorprese.

Tutele legali successive all’acquisto

Quanto alla garanzia, sebbene ci siano siti che indicano termini più brevi (ad esempio, 10 giorni), in realtà anche per gli acquisti fatti tramite internet ci sono due mesi di tempo dalla scoperta degli eventuali difetti della merce per segnalarli al venditore.

In questi casi si deve inviare una raccomandata al venditore in cui si chiede – a scelta dell’acquirente – la sostituzione o la riparazione del prodotto.

Nel caso in cui la sostituzione o la riparazione siano difficoltose o impossibili, si può richiedere uno sconto o, previa restituzione del bene acquistato, il rimborso dei soldi corrisposti. La condizione per poter esercitare tale diritto è di poter dimostrare il difetto (ad esempio la taglia sbagliata o lo smartphone che non funziona), tenendone traccia con foto o video.

Non dimenticatevi che, comunque, a prescindere da vizi del bene, potete sempre esercitare il diritto di recesso che (attualmente di 10 giorni), da giugno sarà di 14 giorni dalla consegna effettiva del bene all’acquirente e di altri 12 mesi nel caso il consumatore non sia stato correttamente informato dell’esistenza del diritto di recesso prima dell’acquisto. In pratica, ciò vi dà diritto a “cambiare idea” sull’acquisto, anche senza fornire motivazioni, magari solo perché avete trovato un’offerta più conveniente di quella prima acquistata.

Questo diritto, però, che non vale per gli acquisti fatti personalizzare o realizzare su misura (ad esempio, una camicia su cui si sono fatte incidere le proprie iniziali) e su quelli fatturati: in questo caso, infatti, si tratta di “vendite commerciali” a cui non si applicano le tutele previste dal Codice di consumo

Proprio per poter esercitare il diritto di recesso può essere importante conservare l’imballo in cui è stato consegnato l’acquisto.

Consigli pratici prima dell’acquisto

Per evitare brutte sorprese, è sempre possibile, prima ancora dell’acquisto, tenere a mente alcune semplici istruzioni.

Uno dei più comuni problemi riscontrati nelle vendite online è la scarsa chiarezza del corrispettivo finale. Non poche volte, infatti, l’acquirente si è trovato a spendere più del previsto e più di quanto indicato nel sito: questo perché, al prezzo “strillato” nelle homepage o sugli e-volantini, vengono sempre aggiunti oneri accessori la cui presenza, tuttavia, è poco chiara nelle condizioni generali di vendita.

Non pochi siti, infatti, non espongono chiaramente le spese di spedizione (talvolta significative) o quelle legate all’uso di alcune carte di credito (in particolare delle ricaricabili) e addebitano al cliente servizi accessori non richiesti (come le assicurazioni di viaggio) sfruttando il principio del silenzio/assenso.

Una regola di prudenza, nel fare acquisti, è di usare il proprio computer, e non quello dell’ufficio o di un internet point: in questo modo si evita di condividere le password di accesso ai vari siti e i dati della carta di credito.

Nella scelta del sito da cui acquistare, è sempre bene, oltre al prezzo, controllare alcuni indici per evitare le frodi. Ogni sito che si rispetti deve illustrare le sue policy in materia di protezione dei dati personali e privacy; deve inoltre fornire al consumatore tutte le informazioni riguardo ai costi e ai tempi di spedizione, alle norme in materia di garanzia post-vendita o di diritto di recesso.

Meglio diffidare di chi chiede troppe informazioni (a partire dal numero di conto corrente) e verificare nella barra degli indirizzi che la Url del sito inizi con “https” (indica trasferimenti riservati di dati nel web) e che nella parte inferiore destra della schermata appaia un lucchetto chiuso, simbolo dell’uso di protocolli di crittografia a tutela dei dati del cliente.

L’affidabilità di un sito di e-commerce emerge anche dalla chiarezza con cui fornisce tutte le informazioni necessarie a identificare l’azienda venditrice (ossa ragione sociale, partita Iva, indirizzo, recapiti telefonici). Questo consente anche di verificare se il venditore è in Europa.

Attenzione alle vendite fuori UE.

Quando si acquista fuori da uno Stato extracomunitario c’è la possibilità che il pacco, una volta arrivato in Italia, venga tassato con Iva e dazio doganale pari a circa il 25% in più del suo valore – aggiunge Dona – Sarà il corriere al momento della consegna a richiedere il pagamento per poter ricevere il pacco. Ma può succedere anche che la dogana decida di trattenere il pacco e di inviare una lettera con la richiesta di informazioni e dati anagrafici». La nazionalità della società venditrice è importante anche per le garanzie post-vendita: nei Paesi Ue valgono norme analoghe a quelle italiane, ma negli altri Paesi ognuno ha le proprie leggi e alcune potrebbero non prevedere il diritto di recesso.

note

Autore immagine: 123rf.com


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