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Lo sai che? Equitalia notifica le cartelle esattoriali con PEC: addio vizi di notifica?

Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2014

Cartelle di pagamento e notifiche ai contribuenti obbligati alla posta elettronica certificata: se la cartella usa la Pec conta la data di ricezione, mentre i termini decorrono dall’arrivo dell’atto e non dalla lettura.

Equitalia ha avviato le notifiche delle cartelle di pagamento tramite PEC (Posta elettronica certificata): ossia quel particolare meccanismo che conferisce all’email un valore certo, al pari di una raccomandata, in merito sia al contenuto, che alla data e all’ora di invio e di ricezione della stessa.

L’invio delle cartelle esattoriali tramite Pec è partito in via sperimentale nel giugno 2013. Inizialmente Equitalia ha notificato tali atti soltanto alle società di alcune Regioni (v. Molise, Toscana, Lombardia).

Poco alla volta, però, tale modalità di notifica si sta estendendo nei confronti di altri soggetti (anche persone fisiche) obbligati per legge a dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (v. professionisti, ditte individuali, ecc.).

La data di notifica

Può sorgere, a questo punto, il problema di definire, per le notifiche tramite Posta Elettronica Certificata, la data di consegna delle cartelle: data che, un tempo, come noto, coincideva col giorno – riportato sulla busta stessa – in cui il postino notificava il plico al destinatario o questi lo andava a ritirare alle poste. Individuare tale momento è fondamentale per la decorrenza dei termini di opposizione e definire altre strategie difensive.

Ebbene, nel caso di notifica tramite Pec, conta la data di ricezione (e non quella di effettiva lettura della email certificata): dunque, si prescinde dal giorno in cui il contribuente ne prende visione.

A decorrere dalla data di ricezione (e non di lettura) scattano, infatti, i termini per decidere se pagare o meno, presentare ricorso, chiedere l’annullamento in autotutela.

Le “gravi” conseguenze

La notifica via PEC ridurrà enormemente tutto quel contenzioso contro Equitalia basato sul difetto di notifica della cartella o su eventuali errori o omissioni del postino. Inoltre, imporrà al contribuente un comportamento molto più attento e prudente, con un netto cambio di abitudini. Chiunque, infatti sia, già dotato di posta elettronica certifica dovrà prendere “il vizio” di consultarla assiduamente: la sola presenza della mail nella casella di posta – a prescindere dalla sua concreta apertura per essere letta – farà decorrere i termini dell’impugnazione.

Dunque, in caso di mancato controllo della propria casella di posta elettronica certificata, le conseguenze per il contribuente potrebbero essere davvero pesanti, a cominciare dal mancato rispetto dei termini per proporre un ricorso o per pagare senza ulteriori aggravi di costi, quali interessi di mora e spese per eventuali procedure esecutive.

Le modalità tradizionali

La modalità di invio della cartella tramite Pec si distingue dagli altri metodi di notifica, pur sempre validi e ancora largamente utilizzati, per l’immediatezza e l’assenza di ulteriori obblighi e adempimenti da parte del notificatore. Oltre all’invio tramite Pec, la cartella può essere notificata più “tradizionalmente” nelle mani del contribuente, o presso il suo domicilio fiscale o, ancora, presso il domiciliatario (per esempio il professionista) eventualmente indicato o, infine, tramite il servizio postale tradizionale con raccomandata ar (leggi l’articolo: “Equitalia non ha bisogno della relata di notifica: basta la raccomandata a.r”).

note

Autore immagine: 123rf.com


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