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Pagamento nei contratti internazionali

25 Marzo 2015 | Autore:
Pagamento nei contratti internazionali

Una guida per l’imprenditore che deve riscuotere crediti dall’estero e deve confrontarsi con problemi di valuta, di pagamenti anticipati o posticipati, forme, luoghi e banche.

Una corretta e appropriata scelta delle modalità di pagamento assume, specialmente nell’ambito dei contratti internazionali, una importanza fondamentale in quanto entrano in gioco svariati fattori suscettibili di pregiudicare il buon fine dell’accordo commerciale. E ciò per quanto riguarda sia la parte che deve effettuare il pagamento sia per quella che lo deve ricevere. Ecco le preliminari avvertenze di carattere generale.

 

Le prime domande che l’imprenditore si deve porre sono le seguenti:

1 | Quando dovrà essere effettuato il pagamento.

 

Al riguardo tre sono le ipotesi da valutare: pagamento anticipato, contestuale o posticipato. Tale scelta assume grande importanza nel contratto internazionale di vendita di merci e particolarmente per quanto concerne il venditore.

In tale tipo di contratto infatti il pagamento anticipato è da considerare la forma più consigliabile in quanto la spedizione della merce verrà effettuata solo dopo l’accredito dell’importo della fornitura.

Nell’ipotesi di pagamento contestuale invece la dazione della somma dovuta dal compratore avviene nel momento della consegna della merce; tale forma, definita nella prassi del commercio internazionale con la denominazione COD (cash on delivery), viene attuata mediante un apposito mandato conferito dal venditore al proprio spedizioniere o vettore di subordinare la consegna dietro pagamento della merce stessa in contanti oppure mediante altri mezzi (assegni, cambiali, ecc.)

Nel caso di pagamento posticipato è il venditore che viene a trovarsi nella situazione più sfavorevole in quanto, dopo aver spedito la merce, corre il rischio del mancato o ritardato pagamento da parte del compratore.

Sarà quindi assolutamente necessario che l’esportatore valuti preventivamente tale evenienza apprestando una clausola di pagamento che lo preservi al massimo dai rischi sopra delineati.

 

2 | Quale dovrà essere la valuta di pagamento

Nel contratto dovrà essere espressamente indicata la moneta di pagamento tenendo  ben presente che, ove sia prevista una valuta diversa dall’Euro, l’impresa italiana potrà essere esposta al rischio di cambio.

Difatti nel caso in cui la suddetta si trovi nella veste di soggetto creditore l’effettivo incasso in moneta nazionale (Euro) potrà essere inferiore a quello atteso.

Nell’opposta ipotesi in cui la ditta italiana si trovi invece nella veste di soggetto debitore l’effettivo esborso nella suddetta moneta nazionale potrà essere superiore a quello previsto.

 

 

3 | In quale luogo dovrà esser effettuato il pagamento

 

Il pagamento potrà avvenire:

 

– nel Paese della parte creditrice presso una banca in cui detta parte intrattiene un rapporto di conto;

 

– nel Paese della stessa parte debitrice presso una banca estera nel caso di pagamenti trasmessi attraverso circuiti elettronici di incasso, mediante utilizzo di conti accentrati di banche italiane all’estero oppure mediante l’utilizzo di un conto corrente intestato alla parte creditrice nel Paese estero;

presso una banca estera nell’ipotesi di pagamento mediante credito documentario utilizzabile presso banche estere designate dalla parte debitrice o in Paesi terzi.

 

 

4 | Quali banche dovranno intervenire nell’operazione

 

È noto che nel commercio internazionale il pagamento di somme di denaro viene effettuato, in via prevalente, ma non esclusiva attraverso la rete interbancaria. Vengono al riguardo utilizzati sistemi di pagamento che consentono di veicolare i regolamenti monetari tra banca e banca con notevole sicurezza, velocità e sulla base di un linguaggio uniforme.

In tale ambito sono da ricordare il sistema Swift ( Society for Worl-wide interbank financial telecomunication) e Sepa ( Single Euro Payments Area).

Ciò impone alle imprese l’esigenza di avvalersi di una banca italiana che   possa  offrire il miglior supporto tecnico, tale da assicurare una assistenza di elevato livello professionale in modo da scongiurare i rischi derivanti da una errata o carente esecuzione delle operazioni di pagamento.

 

 

5 | Quale forma tecnica dovrà essere utilizzata

 

La scelta della forma tecnica da utilizzare per i pagamenti internazionali assume una grande importanza, specialmente nell’ambito dei contratti di vendita e, in particolare, per l’azienda che opera in qualità di esportatore.

In tale ipotesi la scelta in esame dovrà essere effettuata molto accuratamente al fine di scongiurare e prevenire il rischio di mancato o ritardato incasso del credito derivante dalla fornitura della merce.

L’individuazione della forma più adeguata fra quelle in uso nel commercio internazionale dovrà essere operata in relazione ai vari fattori che caratterizzano il contesto in cui si pone l’accordo commerciale quali, ad esempio, la distanza e la nazionalità della controparte (rischio paese), l’entità economica dell’affare l’affidabilità della banca straniera che interverrà nell’operazione di trasferimento dei fondi, ecc.

Occorrerà al riguardo definire con terminologia appropriata la forma tecnica di pagamento avendo già le idee chiare in merito alle possibili soluzioni da negoziare preliminarmente con la controparte estera evitando di lasciare a quest’ultima la piena discrezionalità su tale scelta.

In ogni caso, anche per quanto riguarda la forma tecnica di pagamento, si pone il problema della determinazione della legge applicabile a detta operazione che comunemente viene attuata mediante il conferimento di un mandato di pagamento a una banca, mandato che riveste i connotati di un vero e proprio contratto internazionale, oppure mediante l’utilizzo di titoli di credito.

Nel caso di utilizzo del mandato di pagamento la legge applicabile sarà determinata, nell’ambito della UE, dal regolamento CE n. 593/2008 Roma I.

Nell’ipotesi in cui la controparte contrattuale appartenga invece ad un Paese extra UE occorrerà individuare, caso per caso, le disposizioni ivi vigenti in materia di diritto internazionale privato tenendo presente che, in mancanza di scelta della legge applicabile al contratto, essa sarà determinata dal Giudice davanti al quale sarà radicata la controversia.

Nel caso in cui il pagamento sia previsto mediante un titolo credito è esclusa l’applicazione di detto regolamento talché dovrà farsi riferimento alle disposizioni di diritto internazionale privato e alle eventuali convenzioni internazionali in materia.

Le principali e più usate forme di pagamento nelle transazioni internazionali sono le seguenti:

– Il bonifico bancario;

– La rimessa di assegni bancari e il rilascio di cambiale internazionale;

– L’incasso documentario;

– L’incasso semplice;

– L’apertura di credito documentario senza conferma o con conferma.


note

Autore immagine: 123rf com


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