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Lo sai che? Se l’atto dell’Agenzia delle Entrate non è firmato dal capo ufficio

Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 aprile 2014

Se il capo team non ha ricevuto la delega dal capo ufficio, l’atto impositivo del fisco è nullo: onere della prova sempre a carico dell’Agenzia delle Entrate.

Si apre sempre di più il filone del contenzioso nei confronti dell’Agenzia delle Entrate per atti impositivi notificati nei confronti dei contribuenti e, tuttavia, privi dei requisiti di validità perché non firmati dal direttore dell’ufficio, bensì da personale privo dei poteri necessari.

Al di là, infatti, della questione che, a breve, dovrebbe essere decisa dalla Corte Costituzionale, circa la validità della nomina a dirigente di 767 funzionari privi di qualifica, che avrebbero ottenuto la posizione senza il concorso pubblico – questione suscettibile di invalidare anche un gran numero di cartelle esattoriali di Equitalia (leggi l’articolo “Dirigenti falsi all’Agenzia Entrate: cartelle Equitalia e avvisi di accertamento nulli!”) – resta la questione, tutta interna a ogni singolo ufficio, per cui alcune sedi dell’Agenzia sono solite far firmare gli accertamenti a soggetti diversi dal direttore, senza però la delega espressa di quest’ultimo. Ed è solo la delega, invece, che può rendere valido l’atto. Tale delega, peraltro, deve essere prodotta al giudice in caso di contestazioni da parte del contribuente. Diversamente, il ricorso deve essere accolto.

Di recente, la Commissione Tributaria di Palermo [1] aveva espresso tale avvertimento (ne abbiamo parlato nell’articolo: Nulli avvisi di accertamento e cartelle Equitalia se sottoscritti dal capo senza delega”); ma non è la sola.

Abbiamo così raccolto una serie di massime, di recente pubblicazione, che ribadiscono il principio appena esposto.

La Commissione Tributaria Provinciale di Messina [2] ha ricordato che è illegittimo l’avviso di accertamento sottoscritto da soggetto diverso dal direttore dell’ufficio qualora non risulti provata la delega conferita per la firma dell’atto impositivo.

In caso di contestazione da parte del contribuente, dovrà essere l’Agenzia a dimostrare la presenza di tale delega, senza che ad essa possa sostituirsi alcun potere istruttorio del giudice. Quest’ultimo è terzo e imparziale e non può sostituirsi a nessuna delle due parti negli oneri istruttori.

Il collegio tributario di secondo grado della Sicilia [3] ha ricordato come lo Statuto del contribuente sia una diretta promanazione della Costituzione e, pertanto, i suoi principi non possono subire deroghe. Dunque, in caso di mancata delega alla firma dell’avviso di accertamento, quest’ultimo è affetto da nullità insanabile.

Anche la Commissione Tributaria Provinciale di Asti è sulla stessa linea e, anzi, aggiunge qualcosa in più: la necessità che la delega sia motivata.

In una recente sentenza [4] si legge, infatti, che è illegittimo l’atto impositivo emesso dal capo team delegato dal dirigente dell’ufficio qualora la delega, anche se prodotta in sede di giudizio, non motivi adeguatamente le ragioni di servizio che hanno determinato la sua formazione e che comunque risulti essere stata conferita in via permanente anziché temporanea.

La dimostrazione

Non è, però, sufficiente la presenza della delega. È altresì necessario che della stessa si dia dimostrazione in giudizio.

La Commissione Tributaria Provinciale di Torino ha precisato, a riguardo, che è illegittimo il ruolo emesso senza che venga poi provata la firma che lo ha reso esecutivo e l’eventuale delega conferita al funzionario che lo ha firmato [5].

Idem per la Commissione di Terni [6]. Anche secondo quest’ultima è nullo l’avviso di accertamento che non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del capo dell’ufficio titolare ma di un funzionario (direttore tributario di nona qualifica funzionale) spetta all’ente impositore dimostrare, in caso di contestazione, l’esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell’ufficio.

La costituzione in giudizio da parte dell’Agenzia delle Entrate

La costituzione in giudizio da parte dell’ufficio, non nella persona del legale rappresentante ma di quella non identificata che firma per il dirigente senza documentazione giustificativa in proposito e senza alcuna delega alla sottoscrizione, non rientra tra le ipotesi di errore materiale, ma costituisce vizio tale da comportare la nullità dell’atto [7].

L’accertamento è nullo se l’avviso non reca:

1) la sottoscrizione (o la delega al funzionario sottoscrittore);

2) le motivazioni della delega (almeno secondo la CTP di Asti);

3) le indicazioni dell’imponibile accertato, delle aliquote applicate e delle imposte liquidate, al lordo e al netto delle detrazioni, delle ritenute e dei crediti d’imposta;

4) la motivazione della pretesa;

5) l’allegazione di altri atti non conosciuti né ricevuti dal contribuente, salvo che non sia riprodotto il loro contenuto essenziale.

La Cassazione ha chiarito che se non viene esibita la delega l’accertamento è nullo.

note

[1] CTP Palermo, sent. n. 1429 del 31.03.2014.

[2] CTP Messina, sent. n. 449 del 14 giugno 2013.

[3] CTR Sicilia, sent. n. 134 del 15.09.2011.

[4] CTP Asti, sent. n. 86 del 11.04.2011.

[5] CTP Torino, sent. n. 33 del 14.03.2011.

[6] CTP Terni, sent. n. 195 del 10.11.2010.

[7] CTP Trento, sent. n. 79 del 22.07.2013.

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. E quando un atto è sottoscritto solo con una sigla illeggibile, che non fa risalire a chi appartenga, l’atto è nullo?

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