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Nuova mediazione assistita, processo telematico e altri virus della giustizia

28 aprile 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2014



Caro Direttore,

Dopo aver letto l’articolo “Nuovi compiti e funzioni per gli avvocati”, Ti scrivo, sia per ringraziarTi della, come sempre, preziosa informativa, sia per manifestare, pubblicamente, per quanto possibile, il mio allarmato disappunto su quanto il Potere costituito va armeggiando in materia di Giustizia.

Come sai, sono un anziano avvocato; oggi più anziano che avvocato.

Per spirito di appartenenza, però, intendo ancora interessarmi di quel che capita alla nostra professione.

Premetto che tutto il disegno, ivi compreso anche tutto quanto si è disposto sinora, in tema di media conciliazione, mi sembra offensivo per i magistrati; infatti, pare, stando a quanto si prospetta di disporre, che il disastro per i tempi della giustizia e per il sacrosanto diritto dei cittadini ad una ragionevole durata dei processi, sia il passaggio innanzi il Giudice.

In verità, per quel che ricordo, anche da parte di alcuni, tra noi avvocati, c’è, talvolta, l’impegno a frenare la corsa del treno.

Quella che ora sia annuncia è una forma di privatizzazione del processo.

Francamente, la trovo un’idea balzana.

È esperienza comune di noi avvocati il fatto che ci siano persone alle quali si deve procurare la sentenza, anche per far loro accettare che il sole sorge ad oriente.

Si tratta, di solito, della birba, di quello che ha fatto un torto; figuriamoci quanto sia disposto ad evitare lungaggini, chi, sulla lungaggine lucra, con la permanenza della situazione antigiuridica, talvolta specificamente illecita che egli stesso ha creato.

Anche le coppie senza figli minori, non è che scoppino per la cordialità di rapporti.

Oggi come oggi, siamo alla vigilia dell’era del processo telematico; al proposito, ho letto con attenzione l’intervista al Collega Piana (“La vera portata del processo telematico, La legge per tutti del 23.4.2014”): “adattarsi o perire” è suonato alle mie orecchie  come una minaccia, quale in effetti era ed è.

Almeno questa rivoluzione telematica dovrebbe mettere in moto un circolo virtuoso del servizio Giustizia.

Contemporaneamente, si annuncia un’altra rivoluzione: quella appunto della mediazione assistita, senza intervento del Giudice (cattivone! Fa perdere sempre tempo).

Due rivoluzioni, in contemporanea!

Forse è troppo.

Io lo ricordo perfettamente, in quanto ero in piena  attività professionale, la legge 533/73 (riforma processo del lavoro) fu annunciata come il rimedio dei rimedi, il non plus ultra.

Poi, per quel che ne so da non lavorista, le cose non è che siano andate nel migliore dei modi.

Evidentemente, sarebbe necessario avere più giudici e più cancellieri, ufficiali giudiziari, commessi e così via.

Magari, anche qualche aula in più, qualche studio per il giudice.

Chi ha dimenticato i GOA?

Sono anni che il legislatore si batte, con frenesia scoordinata, contro il sovraccarico di affari giudiziari, tentando di aggirare l’ostacolo.

Cerca la soluzione da un’altra parte.

Mi ricorda, il tutto, un gustoso  aneddoto tratto da “Istruzioni per rendersi infelici” di Paul Watzlawich,Milano,1984:

Sotto un lampione c’è un ubriaco che sta cercando qualcosa. Si avvicina un poliziotto e gli chiede che cosa ha perduto. “La mia chiave” risponde l’uomo, e si mettono a cercare tutti e due .Dopo aver guardato a lungo, il poliziotto gli chiede se è proprio sicuro  di averla persa lì. L’altro risponde: “No, non qui, là dietro; solo che là è troppo buio “.

Con sincera cordialità.

Avv. Vincenzo Farro

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Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. Salve,
    sono parzialmente d’accordo con quanto scrive il collega, il punto nel nostro paese è che nè l’ubriaco, nè il poliziotto, hanno la ben che minima idea di cosa di come sia fatta quella chiave. Il punto se la mediazione o il processo telematico siano o meno una rivoluzione non mi appassiona, perchè il vero snodo è questo: che noi continuiamo ad accettare lo svilimento, il raffazzonamento, della cultura giuridica, con conseguente ammorbamento dell’ordinamento e dei suoi attori.
    Cari saluti

  2. Io ho sepmpre sostenuto che è necessario partire dalla fine, potenziando la fase esecutiva.
    Solo la certezza della applicazione della sentenza, scoraggerebbe tecniche e tattiche dilatorie.
    Rendendo efficace ed efficente il processo esecutivo, il contenzioso si ridurrebbe subito del 30/50 %.
    Personalmente ritengo la mediazione un inutile esercizio per rinviare il problema.

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