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Con la separazione i coniugi devono restituire l’abitazione avuta in prestito


Con la separazione i coniugi devono restituire l’abitazione avuta in prestito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 aprile 2014



Il comodato resta in vita finché l’immobile viene destinato all’uso per il quale era stato concesso: con la conseguenza che, cessata la convivenza, cessa anche il comodato e subentra l’obbligo di restituire l’immobile.

I coniugi che, durante il matrimonio, abbiano abitato una causa ottenuta in comodato per l’uso familiare (in genere dai genitori dell’uno o dell’altro), in caso di separazione e in assenza di figli minori o autosufficienti, devono restituire l’immobile al legittimo titolare.

Lo ha detto il Tribunale di Caltanissetta in una recente sentenza [1].

La vicenda

I genitori avevano dato al figlio, in occasione delle sue nozze, un appartamento per le necessità di famiglia, affinché vi vivesse, quindi, con la moglie. Con la separazione però, posto che i coniugi non avevano avuto figli, il tribunale non aveva disposto l’assegnazione della casa (altrimenti sarebbe intervenuta l’assegnata in favore del collocatario dei minori).

Ma l’appartamento era rimasto di fatto occupato dalla moglie che non era proprietaria e non aveva ricevuto l’assegnazione. I suoceri avevano allora promosso azione di rilascio nei suoi confronti, ma la donna aveva eccepito che, dato il vincolo di destinazione impresso sul bene, l’immobile doveva essere restituito solo col divorzio.

La sentenza

Il tribunale ha dato ragione ai suoceri. Il vincolo di destinazione dato all’immobile – ossia come casa familiare – fa sì che il rapporto si sciolga finché il comodatario fa l’uso effettivo al quale era destinato detto bene.

Di conseguenza, l’uso dell’immobile destinato a casa familiare è correlato all’effettiva convivenza dei coniugi. Una volta cessata la convivenza e in mancanza di un provvedimento giudiziale di assegnazione del bene, questo deve essere restituito al comodante.

Non bisogna, quindi, attendere la definizione del giudizio di separazione né di quello di divorzio perché, dopo l’ordinanza presidenziale di separazione, l’immobile non rappresenta più il punto di riferimento e il centro di interessi del nucleo familiare già disgregato.

In questi casi, è possibile anche ottenere il risarcimento dei danni per il mancato godimento dell’immobile, trattenuto oltre la data dell’ordinanza presidenziale. Per tale fine è necessario che i proprietari dimostrino quale alternativo utile impiego ne avrebbero potuto fare in quel periodo.

note

[1] Trib. Caltanissetta, sent. del 19.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. In tema: Cass. Civ., Sez. III, ordinanza interlocutoria 17/06/2013, n. 15113 (chiede la rimessione alle Sezioni Unite), su Il diritto di famiglia e delle persone, n. 4/2013 (ott.-dic. 2013). Marco Rossi

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