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Hacker e pacchi bomba contro Equitalia: la solita guerra per il grano

22 Gennaio 2012 | Autore:
Hacker e pacchi bomba contro Equitalia: la solita guerra per il grano

Dopo i pacchi bomba recapitati alle varie sedi di Equitalia (Roma su tutte), mercoledì scorso ci si sono messi anche gli hacker, con un attacco informatico che ha costretto il sito della società di riscossione alla chiusura per 24 ore.

Lo ha comunicato la stessa Equitalia che ha fatto sapere: “Equitalia informa la propria utenza che, a causa di un attacco di hacker informatici, il sito internet potrebbe non essere accessibile nelle prossime 24 ore. La corretta funzionalità del servizio sarà ripristinata nel più breve tempo possibile”.

Dal sito di Equitalia, fortunatamente, non passa alcuna transazione economica. Tutti i dati sono salvi. Per cui il danno si è limitato a un disservizio ai danni del solo cittadino. Nient’altro. Alcuna utilità per gli aggressori, se non quella di manifestare un crescente disagio della popolazione nei confronti della pressione fiscale.

Equitalia paga colpe non sue, ma di uno Stato esoso. I cittadini confondono il braccio con la mente: la società di riscossioni non fa che agire per come le è imposto dalla legge.

Sulle questioni poi attinenti agli strumenti di coercizione (pignoramenti, ipoteche, fermi, ecc.), anch’essi comunque previsti dalle ordinarie procedure esecutive, la magistratura sta fornendo valide precisazioni sulla tutela del cittadino (primo tra tutti il sistema di notifica degli atti).

In questo, si inseriscono questioni di carattere apparentemente ideologico. Le rivendicazioni non provengono mai da debitori o da evasori fiscali: piuttosto da gruppi ora anarchici, ora appartenenti alla destra estrema.

Il malcontento, comunque, ha tanti nomi e infinite maschere. L’impressione, comunque, è che dietro ogni contestazione popolare vi sia sempre la guerra per il grano.

 




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