Stretta su autovelox: manutenzione annuale, sostituzione dopo 20 anni, stop costi aggiuntivi

1 maggio 2014


Stretta su autovelox: manutenzione annuale, sostituzione dopo 20 anni, stop costi aggiuntivi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 maggio 2014



Le multe non potranno più addebitare al trasgressore costi aggiuntivi non afferenti alla multa e alla sua notifica, come le spese di recupero del credito e di assistenza legale.

Stop agli autovelox solo per fare cassa a favore delle disastrate tesorerie degli enti locali. In corso di approvazione da parte della Conferenza Stato-Città, il nuovo decreto interministeriale recante “Disposizioni in materia di destinazione dei proventi delle sanzioni a seguito dell’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità” sarà una piccola rivoluzione in materia di autovelox e speed check.

Vediamo, dunque, le singole misure che si apprestano ad essere varate.

Incassi delle multe per metà al gestore della strada

La questione principale attiene alla ripartizione dei proventi delle multe che, sebbene già prevista dalla riforma del codice della strada del 2010 [1], è sempre rimasta lettera morta per assenza di un decreto attuativo.

Ebbene, a partire dalle contravvenzioni accertate nel 2014, gli importi delle contravvenzioni saranno divisi a metà tra il proprietario della strada (in genere il Comune) e l’organo accertatore. Ma ciò, inspiegabilmente, riguarderà solo le polizie locali e non invece gli organi di polizia stradale dello Stato.

Obbligo di rendicontazione

I Comuni avranno un obbligo di rendicontare l’utilizzo dei proventi delle multe che deve avvenire entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello cui il rendiconto si riferisce. La comunicazione dovrà avvenire per via telematica, attraverso un portale che ancora non è pronto.

Stop ai costi aggiuntivi

Al trasgressore non potranno essere addebitati, con la multa, oneri ulteriori rispetto alla contravvenzione e alla sua notifica come, per esempio, le spese di assistenza legale e di recupero del credito. Sino ad oggi, invece, non esistevano paletti per cui ogni amministrazione faceva un po’ come le andava a genio.

Proprio per evitare aggravi sulle multe non dovuti, i costi dovranno essere documentabili e analiticamente indicati e non potranno mai includere quelli che non concorrono direttamente all’individuazione del trasgressore o alla notifica.

Tutor: vale la porta di uscita

In materia di accertamento della velocità media attuata con strumenti come il tutor (e, quindi, con due rilevamenti: uno in entrata sul tratto interessato e l’altro in uscita) viene finalmente chiarito che il luogo della commessa violazione dovrà essere considerato quello dove è posizionato il secondo portale di controllo.

Scadenza dopo 20 anni e manutenzione ordinaria

Gli strumenti di misurazione elettronica della velocità non potranno essere più utilizzati, né commercializzati, dopo 20 anni dalla loro approvazione.

Quanto, invece, alla manutenzione ordinaria degli strumenti essa sarà definita dai manuali d’uso, ma per gli apparecchi utilizzati in modalità automatica sarà sempre necessaria una verifica metrologica almeno annuale.

Questo vuol dire che l’automobilista che abbia proposto ricorso davanti al giudice di pace contro la sanzione amministrativa potrà sempre esigere l’esibizione dei certificati dell’apparecchiatura, in modo da verificare che tali disposizioni siano state rispettate. Diversamente si profilerebbero nuove ipotesi di nullità dei verbali.

Postazioni di controllo temporanee

Un ultimo capitolo viene destinato agli armadietti dissuasori della velocità che, secondo un parere espresso dal Ministro qualche settimana fa, sarebbero pericolosi per il traffico (leggi l’articolo “I finti box autovelox utilizzati dai comuni non sono in regola”). Per quanto riguarda la segnalazione delle postazioni di controllo temporanee i segnali stradali potranno essere collocati in modo permanente solo in caso di impiego sistematico programmato della postazione.

note

[1] L. 120/2010.

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