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Le Guide Comunione dei beni tra coniugi e beni personali: cosa vi rientra

Le Guide Pubblicato il 1 maggio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 1 maggio 2014

Pratica guida sulla comunione legale e sui beni personali: rientrano tra l’altro nella comunione anche le azioni o quote di partecipazione di società effettuati dai coniugi, insieme o separatamente.

In questa breve guida ricorderemo quali beni dei coniugi rientrano nella cosiddetta “comunione dei beni” e cosa, invece, rientra tra i beni personali.

 

Cos’è la comunione dei beni

Il Codice civile [1] dispone che, se i coniugi non dispongono diversamente, il regime patrimoniale legale della famiglia è, in automatico, quello della comunione dei beni. Ciò significa che, in mancanza di un differente accordo, il matrimonio comporta come regola generale la comunione dei beni tra i coniugi. Così, se i coniugi, al momento del contrarre le nozze, decidono di non specificare nulla circa il destino dei futuri acquisti, questi, per legge, rientreranno nel regime legale della comunione; in altre parole, i coniugi saranno proprietari pro quota (al 50%) di tutti i beni acquistati dopo il matrimonio anche da uno solo di loro.

Rientrano nella comunione:

1. Gli acquisti compiuti dai due coniugi, insieme o separatamente, durante il matrimonio, esclusi quelli relativi ai beni di uso strettamente personale. Dunque tutti i beni comprati in costanza di matrimonio, anche se nell’atto di compravendita (e quindi nella nota di trascrizione) viene indicato solo il nome di uno dei coniugi, diventano di proprietà anche dell’altro coniuge per la metà indistinta e indivisa.

Se uno dei coniugi ha concluso un preliminare di compravendita di un immobile prima del matrimonio, ma ha stipulato il contratto definitivo dopo le nozze, il bene entrerà nella comunione, dal momento che il preliminare non comporta ancora il trasferimento di proprietà del bene.

2. I frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi.

3. I proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi purché non siano stati consumati al momento dello scioglimento della comunione. Si tratta della cosiddetta comunione differita, che scatta a seguito degli eventi che determinano, appunto, lo scioglimento di essa, e cioè il decesso di uno dei coniugi oppure la loro separazione personale. Vi rientrano, per esempio, i saldi attivi dei depositi in conto corrente su cui sono confluiti i guadagni di uno o di entrambi i coniugi, che così spetteranno per il 50% a ciascuno di essi. Secondo la Cassazione [2] possono far parte della comunione differita esclusivamente beni mobili o diritti di credito verso terzi, con esclusione, dunque, degli immobili.

4. Nella comunione legale tra coniugi rientrano anche gli acquisti relativi ad azioni o quote di partecipazione di società effettuati dai coniugi, insieme o separatamente, durante il matrimonio.

Queste forme di investimento sono equiparabili ad altre forme di impiego fruttifero di risparmio e costituiscono incrementi patrimoniali riconducibili alla disciplina dei beni in comunione.

A dirlo è il Tribunale di Milano in una recente sentenza [3].

5. Le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio, mentre, qualora si tratti di aziende già appartenenti a uno dei coniugi prima del matrimonio ma poi gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Attenzione, però: la circostanza che uno dei coniugi abbia conferito all’altro una procura per essere rappresentato nella gestione dell’azienda commerciale di sua proprietà esclusiva non basta a dimostrare che quell’azienda sia gestita da entrambi i coniugi né, quindi, che gli utili aziendali vadano tra essi ripartiti [4].

L’acquisto da parte dei genitori

Se i genitori vogliono acquistare la casa per il figlio, quest’ultima non rientrerà nella comunione solo se il pagamento avviene direttamente al venditore; in tal caso, infatti, il figlio acquista la proprietà per effetto di una donazione. Viceversa, se il denaro necessario al pagamento del prezzo passa dal conto corrente del figlio, l’oggetto della donazione sarebbe solo il denaro e il successivo acquisto della casa rientrerà nella comunione legale.

I beni che non rientrano nella comunione

Non rientrano, invece, nella comunione legale dei coniugi tutti quei beni che già erano nella sfera di disponibilità di uno dei due prima del matrimonio.

Nel dettaglio, i beni personali sono:

 

1. i beni di proprietà del soggetto, già prima del vincolo matrimoniale;

 

2. i beni acquistati da un coniuge con il provento di una eredità o di una donazione, quando nell’atto di donazione o nel testamento non sia specificato, al contrario, che il bene si deve considerarsi parte della comunione legale (per es.: i soldi che i coniugi hanno in banca e che sono stati donati loro dai genitori prima delle nozze);

3. i beni di uso strettamente personale del singolo coniuge e i beni che sono funzionali all’esercizio della professione del coniuge; in ogni caso ricadono nella comunione i beni che servono a condurre l’azienda familiare. si pensi, ad esempio, ai vestiti o ai beni utilizzati per interessi e svaghi personali. In questi casi, il valore dei beni dovrebbe essere irrilevante al fine di valutare se un bene è personale o rientra nella comunione. Tuttavia, un bene avente un valore particolarmente elevato può essere inteso come investimento, piuttosto che come bene per uso personale, rientrano in tal caso in comunione: si pensi ad una pelliccia pregiata, a un gioiello;

4. i beni frutto di un risarcimento del danno, nonché le pensioni che scaturiscono dalla perdita totale o parziale della personale capacità lavorativa di un coniuge;

5. i beni acquistati con il ricavato della vendita di uno dei beni precedentemente indicati, ma solo se ciò è espressamente dichiarato nell’atto di acquisto.

Acquisti tramite usucapione

I beni che uno dei coniugi acquista per usucapione rientrano nella comunione a condizione che gli effetti dell’acquisto si realizzino durante il matrimonio. Ad esempio, se uno dei coniugi possiede un immobile per 20 anni (termine necessario per acquisire il bene mediante usucapione) ed il ventesimo anno di possesso si compie durante il matrimonio, l’immobile usucapito entra nella comunione, nonostante l’inizio del possesso sia anteriore al matrimonio.

Acquisti per accessione

Nel caso in cui i coniugi facciano costruire, con il denaro di entrambi, un fabbricato su un terreno di proprietà di uno solo dei coniugi, il fabbricato diviene di proprietà esclusiva del coniuge proprietario del terreno e, quindi, non ricade nella comunione. I coniugi possono tuttavia prevedere che il fabbricato rientri nella comunione. In caso contrario, l’altro coniuge ha diritto di ottenere la restituzione di una somma pari alla metà di quella spesa per la costruzione dell’immobile.

 

note

[1] Art. 159 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 4273/1996.

[3] Trib. Milano, sent. n. 180/2014.

[4] Cass. sent. n. 23170/2010.

Autore immagine: 123rf.com


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4 Commenti

  1. devo cedere azione di srl con atto notarile sono in comunione dei beni e quindi occorre anche la firma del coniuge. occorre che presenti documentazione che attestii la comunione dei beni?

  2. Nostra figlia ha la nuda proprietà dell’immobile in cui viviamo e di cui abbiamo l’usufrutto . Essendo : tutti i mobili , elettrodomestici e arredi di proprietà di Ns figlia che tipo di dichiarazione dobbiamo sottoscrivere per usufruirne ??

  3. volevo solo porre una domanda: un conto corrente personale stipulato prima del matrimonio rientra nei beni comuni? oppure rientrano solo gli interessi del conto? e l’accumulo di quel conto negli anni?

  4. nel caso in cui uno dei coniugi e/o entrambi voglio conferire nella comunione legale un bene immobile acquistato prima di contrarre matrimonio. Ti di atto.

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