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Lo sai che? Chi si distacca dal riscaldamento centralizzato paga le spese dell’impianto

Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 1 maggio 2014

Il contributo per il carburante risulta ancora dovuto quando il mancato uso dell’impianto da parte del singolo condomino non ha ridotto i costi per i restanti proprietari esclusivi.

Salvo che non lo vieti il regolamento contrattuale di condominio, il condomino può sempre rinunciare all’impianto centralizzato di riscaldamento, e distaccarsi da esso anche senza l’autorizzazione dell’assemblea. Egli potrà, insomma, rinunciare all’uso del riscaldamento centralizzato e distaccare le diramazioni della sua unità immobiliare dall’impianto termico comune, senza necessità di autorizzazione o approvazione degli altri condomini. Tuttavia egli deve provare che dal distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tali casi, infatti, il distacco non è più possibile.

Partecipazione alle spese

Chi si distacca resta comunque tenuto a contribuire alle spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma [1] a meno che non venga esonerato da tutti gli altri condomini (è cioè necessario il voto favorevole dell’assemblea all’unanimità).

Non solo. In generale il rinunciante non è tenuto a contribuire alla spesa per il funzionamento ordinario dell’impianto (per esempio, quella per l’acquisto del combustibile), ma ciò ad una sola condizione: che il suo distacco abbia comportato una riduzione dei costi per gli altri condomini. Al contrario, permane il suo obbligo di pagamento delle spese per la conservazione dell’impianto, e di quelle di gestione, se il suo distacco non abbia comportato una diminuzione degli oneri del servizio di cui continuano a godere gli altri condomini. A dirlo è una recente sentenza della Cassazione [3].

In parole molto semplici: va bene distaccarsi e non partecipare alle spese di gestione ordinaria, ma solo se tale distacco abbia comportato una effettiva diminuzione delle spese di consumo anche per gli altri condomini. Se invece non si registra alcun decremento di spesa, il rinunciante è tenuto a pagare anche il normale funzionamento dell’impianto.

In tali casi, è dunque consigliabile chiedere sempre una verifica dei consumi dell’impianto e confrontare gli anni precedenti al distacco con quelli successivi: se il riscontro non porta variazioni sensibili, allora il distaccante resta tenuto anche alle spese per l’acquisto del combustibile, ferma restando – comunque e in ogni caso – la sua partecipazione alle spese straordinarie.

note

[1] Art. 1118 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 9526 del 30.04.14.

Autore immagine: 123rf.com

Chi rinuncia al riscaldamento centralizzato è tenuto a pagare non solo le spese di manutenzione straordinaria dell’impianto, ma anche le spese ordinarie qualora, dopo il distacco, gli altri condomini non risparmino sui consumi.


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2 Commenti

  1. se il condomino distaccato dal riscaldamento risulta mororso e questa ed altre morosità contribuiscono al distacco della fornitura di metano all’intero condominio, le spese di riallaccio le deve pagare anche lui?
    grazie.

  2. Comunque sia per esempio : se su una palazzina di sei piani un condomino del quarto piano si dovesse staccare dall’impianto centralizzato usufruirebbe comunque del calore che si trasmette attraversi i muri che a loro volta sono attraversati dalle colonne montanti che alimentano i piani superiori ecc. ecc. Insomma se la temperatura esterna avesse una media di 5 gradi e l’appartamento dovesse rimanere disabitato per un mese, usufruirebbe comunque del calore irradiato dai muri sottostanti avendo anche il passaggio delle colonne montanti e la copertura dell’appartamento soprastante che è riscaldato. Mi sembra irragionevole che non contribuisca ad un minimo di spese di gestione.

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