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Se il commercialista ritarda a restituirti le carte è appropriazione indebita

1 Maggio 2014
Se il commercialista ritarda a restituirti le carte è appropriazione indebita

Risponde di appropriazione indebita e rischia la reclusione il commercialista che si rifiuta di restituire al cliente i libri contabili: tale comportamento manifesta l’intenzione di tenere per sé, come propria, la documentazione.

Come l’avvocato, al termine della causa, è tenuto a restituire, al proprio cliente, tutto il fascicolo con i documenti in originale (leggi l’articolo: “Condannato l’avvocato che non restituisce la documentazione processuale” e “Avvocato trattiene il fascicolo del cliente: addio avvocato, addio privacy” ), altrettanto deve fare il commercialista che è obbligato a ridare le scritture contabili. I professionisti non possono, infatti, rinviare all’infinito il proprio cliente, adducendo scuse di vario tipo (per esempio, il mancato pagamento degli onorari, il trasferimento dello studio, ecc.).

Secondo, peraltro, una recente sentenza della Cassazione [1], il commercialista che non rispetta tale dovere risponde del reato di appropriazione indebita aggravata, rischiando addirittura la reclusione e una salata multa.

Il rifiuto del professionista di restituire al cliente la documentazione ricevuta in precedenza costituisce un comportamento che eccede i limiti del possesso originario.

In tali casi, il delitto di appropriazione indebita si consuma già dal momento in cui il possessore ha compiuto un atto di dominio sulla “cosa”, manifestando l’intenzione di tenerla come propria.

Il reato, dunque, scatta semplicemente con la mancata restituzione della contabilità dal commercialista al cliente: a tal fine basta una semplice richiesta di restituzione avanzata da parte del cliente. Si consiglia – al fine di mantenere la prova di tale richiesta – di inoltrare la domanda di restituzione attraverso raccomandata a.r. o di consegnarla alle stesse mani del commercialista, avendo cura di farsela controfirmare per ricevuta. In tal modo, si potrà dimostrare, nel corso di un eventuale giudizio penale, di aver espressamente fatto richiesta di restituzione della documentazione e che la richiesta non è stata rispettata.

La sentenza chiarisce infine che il conto alla rovescia per la prescrizione del reato di appropriazione indebita parte dal momento in cui si mette in atto la condotta indebita, a prescindere dal fatto che il danneggiato ne venga a conoscenza.


note

[1] Cass. sent. n. 18027 del 30.04.14.

Autore immagine: 123rf.com


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