Diritto e Fisco | Editoriale

Compensi avvocati: ammessa la difesa gratuita. Cancellata la quota lite

3 Luglio 2014
Compensi avvocati: ammessa la difesa gratuita. Cancellata la quota lite

Prevista espressamente anche la possibilità di esercitare l’incarico professionale in proprio favore.

La nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense [1] contiene due importanti previsioni in merito al calcolo del compenso per gli avvocati:

1. L’avvocato può esercitare l’incarico professionale in proprio favore.

Si tratta di una novità nell’ordinamento professionale, ma non innovazione dell’ordinamento giuridico. Essa, infatti, non può che essere interpretata nel senso di un riconoscimento, anche con rilevanza deontologica, di quanto già previsto dal Codice di procedura civile [2], che sancisce la possibilità per la parte di stare in giudizio senza il difensore quando abbia la qualità necessaria; principio questo già presente nel diritto romano. Tale previsione, però, incontra un forte e giustificato limite nel divieto posto all’avvocato di avere un interesse proprio all’esito del giudizio e deve essere indubbiamente letta in combinato disposto con la norma che reintroduce il divieto di patto di quota lite [3], norma che riafferma l’autonomia e libertà dell’avvocato impedendogli di coltivare interessi propri invece di perseguire gli interessi del cliente (“sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa”).

2. L’avvocato può svolgere la prestazione professionale a titolo gratuito.

Quanto alla possibilità di svolgere la prestazione a titolo gratuito, la stessa è conseguenza della liberalizzazione e abrogazione delle tariffe e rappresenta una conseguenza immediata e diretta del principio di libertà della contrattazione che, in quanto tale, non può trovare un limite nella obbligatoria onerosità della prestazione.

La previsione consentirà, da un lato all’avvocato che abbia stipulato convenzione con un ente o un’associazione di difendere gli associati/aderenti gratuitamente (salvo essere compensato con le spese di soccombenza e con il compenso previsto in via generale nella convenzione), dall’altro permetterà di tutelare e legittimare tutti quei giovani avvocati che, all’inizio della professione, si trovano a svolgere attività professionale in favore di parenti e/o congiunti per i quali finora non era riconosciuta la possibilità di svolgere gratuitamente la prestazione.


note

[1] Art. 13 l. n. 247/2012.

[2] Art. 86 cod. proc. civ.

[3] Art. 13 l. n. 247/2012 comma 4.

Autore immagine: 123rf.com


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