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Ape: l’inquilino ha diritto ad avere una copia dell’attestato energetico

3 Luglio 2014
Ape: l’inquilino ha diritto ad avere una copia dell’attestato energetico

Sono in affitto dal 2008, ma il mio padrone di casa non mi ha mai comunicato la classe energetica dell’appartamento: sono tenuto ad avere quel documento?

Con riferimento all’ Ape, ossia lattestato di prestazione energetica, e non alla “classe energetica” in senso stretto, va detto che il conduttore (ossia l’inquilino) ha sempre diritto ad averne copia qualora l’immobile, all’epoca della stipula del contratto, ne fosse dotato.

Se la Regione non ha legiferato alcunché di specifico, trova applicazione la normativa nazionale. In particolare, se il contratto di locazione è stato stipulato prima del 22 agosto 2008, il locatore – se l’immobile ne era già dotato (o avrebbe dovuto esserlo) – era tenuto a mettere a disposizione del conduttore copia dell’Ace (attestato di certificazione energetica, oggi chiamato invece Ape). La legge vigente all’epoca [1] disponeva infatti che “nel caso di locazione di interi immobili o di singole unità immobiliari già dotati di attestato di certificazione energetica (…), detto attestato è messo a disposizione del conduttore o ad esso consegnato in copia dichiarata dal proprietario conforme all’originale in suo possesso”.

Dal 22 agosto 2008 tale norma è stata abrogata [2] e successivamente reiterata con varie modifiche.

Oggi, nei nuovi contratti di locazione soggetti a registrazione viene inserita una clausola con la quale l’acquirente o il conduttore “dichiarano di aver ricevuto (…) la documentazione, comprensiva dell’attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici; copia dell’attestato di prestazione energetica deve essere altresì allegata al contratto (…)”.

La mancata allegazione non comporta la nullità del contratto, bensì una sanzione amministrativa pecuniaria – cui sono tenute entrambe le parti, in solido – da 3mila a 18mila euro; la sanzione è da mille a 4mila euro per i contratti di locazione di singole unità immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, è ridotta alla metà.

È però pacifico che alla fattispecie non si applica la norma nella versione attualmente vigente, che si riferisce soltanto ai “nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unità immobiliari soggetti a registrazione”, e non ai rinnovi.


note

[1] Art. 6, comma 4, del Dlgs 192/2005 – come modificato dall’articolo 2, comma 4, del Dlgs 29 dicembre 2006, n. 311.

[2] Ad opera del Dl 25 giugno 2008, n. 112

Autore immagine: 123rf.com


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