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Quando la legittima difesa è davvero una difesa legittima

4 maggio 2014


Quando la legittima difesa è davvero una difesa legittima

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2014



Necessario lo scopo difensivo, anche se si tratta di una convinzione erronea.

Quando si parla di “legittima difesa” è facile cadere in equivoci, errate concezioni o in strumentalizzazioni personali. Non poche volte, infatti, capita che, nel comune parlare, vi si faccia rientrare anche comportamenti che, per la legge, sono invece considerati punibili.

Ecco perché, la Cassazione interviene spesso per ricordare i confini della “legittima difesa”. Una di queste occasioni è stata fornita da una recentissima sentenza [1].

Una precisazione è d’obbligo: la legittima difesa costituisce, di fatto, una sostituzione del privato al potere dello Stato di amministrare la giustizia. Ecco perché i giudici sono molto rigorosi nell’applicare tale giustificazione solo quando sia effettivamente indispensabile.


E allora, quali sono le condizioni perché un reato venga “tollerato” dall’ordinamento in quanto posto per legittima difesa?

Innanzitutto vi deve essere una proporzione tra l’offesa e la difesa. Il che comporta anche che l’azione contro la quale si reagisce deve aggredire diritti (anzi, valori costituzionali) di rango non inferiore rispetto a quelli contro cui si rivolge la difesa.

 

Facciamo un esempio: contro il ladro che tenta di rubare il portafoglio non si può reagire sparando. Infatti, in tal caso, non vi sarebbe proporzione tra il bene aggredito (un bene di carattere patrimoniale) e quello contro cui si scaglia la reazione (il bene essenziale della persona quale la vita).

In secondo luogo la reazione deve essere istantanea e immediata rispetto all’offesa. È chiaro che una reazione intervenuta dopo un certo lasso di tempo non può essere più considerata come espressione di una difesa necessaria.

Si pensi, per esempio, al caso del malintenzionato che, sentendo le sirene della polizia, scappi a gambe levate. Mentre però si dà alla fuga, l’ex vittima lo raggiunge alle spalle e lo aggredisce percuotendolo.

In terzo luogo, la reazione deve essere l’unico strumento volto ad evitare nuove e gravi offese da parte del reo.

Di qui, peraltro, il problema se la possibilità di fuggire, per la vittima, escluda la legittima difesa o meno. Se infatti, la legittima difesa va considerata come l’ultima spiaggia, che succede se la vittima, pur potendo fuggire, decide invece di reagire all’aggressore? Qui la Cassazione sostiene che solo quando la fuga possa essere disonorevole, essa non costituirà un obbligo, mentre è imposta (e quindi, esclude la legittima difesa) nel caso in cui consenta al soggetto una ritirata decorosa e una sicura e facile elusione del conflitto [2].

Da questi presupposti, discende che non può rientrare nella legittima difesa la pura e semplice reazione, ossia quando l’atto della vittima sia posto non per sottrarsi o per difendersi dal pericolo (in atto o imminente), ma sia commesso a titolo di “ritorsione” o di “rancore”. Quindi, se la reazione è solo per riparare l’offesa subita essa non è legittima difesa.

Un ultimo esempio ci aiuterà a capire la portata di ciò. Poniamo che Tizio abbia assestato un forte pugno sul mento di Caio, dimostrando però di voler “chiudere qui la partita”. Se Caio, però, a sua volta, reagendo al gesto violento, risponde con un ulteriore pugno, ciò non si considera legittima difesa.

Insomma, il semplice risentimento, o anche il gesto istintivo dettato da rabbia e ritorsione non contano.

Il diritto di agire a protezione dei beni, come definiti sopra, da parte dell’offeso decade allorché l’azione dell’offensore sia terminata ovvero non sia più in grado di arrecare altro ed ulteriore danno agli stessi. 
Infatti, quando la vittima sia ormai al sicuro da nuove ed ulteriori aggressioni, gli atti da quest’ultima posti contro l’offensore divengono non già esercizio di legittima difesa, ma, a loro volta, espressione di un’offesa.

note

[1] Cass. sent. n. 17942/14 del 29.04.2014.

[2] Cass. sent. n. 10417/82.

Autore immagine: 123rf.com

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