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Lo sai che? Se la banca rifiuta il finanziamento deve fornire precise motivazioni

Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2014

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Le motivazioni del diniego del credito possono anche essere contenute in una lettera standardizzata, ma devono pur sempre essere rapportate alle concrete circostanze individuali.

Si fa un gran parlare, in questo periodo, di credit crunch, ossia della stretta sul credito che, complice la crisi economica, sta riguardando le richieste di finanziamento avanzate da famiglie e imprese [1]. In parole molto semplici, il termine credit crunch indica il “razionamento del credito”. Si arriva al credit crunch quando le banche, per vari motivi, erogano meno finanziamenti. E anche quando, autorizzando il prestito, applicano però tassi d’interesse più elevati.

Essendo tuttavia le banche soggetti privati, esse sono libere di decidere “quando” e “a chi” erogare i finanziamenti, scelta che la legge non può sindacare. Non esistono norme a cui appellarsi per costringere gli istituti di credito a concludere il contratto. Il cliente non ha quindi alcun diritto alla concessione del credito. L’intermediario è autonomo nelle proprie valutazioni: si tratta di una sfera – quella della gestione imprenditoriale – assolutamente discrezionale.

A tal fine, però, le banche si sono date delle linee guide generali per stabilire criteri più o meno identici di rating, definiti sulla base dell’affidabilità del cliente e delle iscrizioni negative presenti nelle banche dati come le SIC o la Centrale Rischi della Banca d’Italia.

Sebbene non vi siano tutele dirette per il cittadino che si veda rigettare la propria richiesta di credito, tuttavia, una recente decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario [1] ha riconosciuto, quantomeno, la necessità di una piena trasparenza nei rapporti tra banche e potenziale clientela. In pratica, l’istituto di credito – fermo restando il proprio potere discrezionale tecnico nello stabilire se accogliere o meno una richiesta di finanziamento – è comunque tenuto a fornire precise motivazioni in caso di diniego alla domanda di prestito.

Le ragioni del rigetto della richiesta devono, dunque, essere spiegate al cliente in modo che l’eventuale rifiuto non costituisca un abuso. Ciò è diretta conseguenza di un principio di buona fede, correttezza e adeguata professionalità [3].

Nella decisione in commento, l’ABF ha precisato che, in caso di diniego di credito, le motivazioni addotte dalla banca non possono essere costituite da una semplice lettera standardizzata, di quelle inviate indifferentemente a tutta la clientela. Al contrario devono sempre sussistere ulteriori indicazioni personalizzate, anche se di carattere generale. Insomma, bisogna sempre palesare le specifiche motivazioni di esclusione del cliente dal credito, anche al fine di orientare quest’ultimo nelle sue scelte presenti e future.

In conclusione, il cliente ha sempre diritto a ricevere indicazioni, anche se di carattere generale (in quanto applicazione di criteri elaborati per la generalità della clientela), ma pur sempre adeguatamente rapportate alle concrete circostanze individuali, circa le ragioni del diniego di credito.

Si aggiunga che l’Autorità di Vigilanza [4] ha indicato che, qualora, nell’ambito della propria autonomia gestionale, l’intermediario “decida di non accettare una richiesta di finanziamento, è necessario che fornisca riscontro con sollecitudine al cliente.

note

[1] La definizione inglese credit crunch sta a significare la stretta del credito. Viene utilizzata per indicare una riduzione significativa dell’offerta di credito, accompagnata da un inasprimento improvviso delle condizioni per ottenere il credito stesso. Il credit crunch colpisce sia le famiglie, sia il sistema delle imprese.

[2] ABF Milano, decisione del 13.03.2014. Cfr. anche Collegio di coordinamento n.6182/13 del 29/11/2013.

[3] In particolare, coniugato nelle norme primarie di settore (artt. 124, co.5, e 127, co. 1, TUB) e nelle disposizioni della Banca d’Italia sulla “trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari”.

[4] Con la Comunicazione del 22 ottobre 2007.

Autore immagine: 123rf.com


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