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Lo sai che? Donazioni e raccolta fondi da internet esentasse e senza partita IVA

Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 4 maggio 2014

Finanziare il proprio progetto tramite donazioni su internet senza dover aprire partita IVA o fare dichiarazione dei redditi: le donazioni di denaro senza controprestazioni non hanno valore reddituale.

Internet può essere una grande risorsa per i progetti imprenditoriali, piccoli o grandi che siano. Infatti, con un piglio di capacità comunicativa, unita all’immancabile serietà e originalità, è possibile far decollare la propria idea di business accedendo a un’utenza che non è più quella del proprio quartiere o della propria città, ma è l’intera nazione (o, per i più ambiziosi e poliglotti, il mondo intero). Non solo: anche le raccolte fondi per scopi umanitari, sociali, filantropici o di qualsiasi altro tipo possono trovare, nel web, un valido volano. Non tutti, infatti, sanno – e spesso lo ignorano anche i professionisti – che ogni denaro ricavato via Internet, a titolo di donazione, è totalmente esentasse. Il che significa che non si devono fare né dichiarazioni dei redditi, né versamenti Iva, né tantomeno c’è bisogno di pagare alcun’altra imposta.

Se stai dunque pensando di finanziare il tuo progetto – una nuova app, un prototipo con applicazioni rivolte al sociale, il manto del campo di calcio della parrocchia, un sito internet che potrebbe rivelarsi una vera bomba – questa potrebbe essere l’occasione buona.

La legge, infatti, stabilisce che gli importi monetari conseguiti a titolo di donazione, e quindi senza l’effettuazione di una controprestazione da parte del privato, non assumono rilevanza reddituale, neppure sotto forma di redditi occasionali. Non c’è quindi neanche bisogno di assumere una soggettività ai fini Iva.

In pratica, e detto in termini estremamente semplici, se le somme di denaro vengono donate dal pubblico senza che, a fronte di esse, il beneficiario eroghi una controprestazione o servizio, su tali importi non saranno dovute tasse, né ci sarà bisogno di aprire una partita Iva.

In effetti, si tratta dello stesso principio su cui si fonda il crowdfunding, di cui abbiamo già parlato in queste pagine ed a cui vi rinviamo.

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Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Salve mi chiamo lessandro ho letto il vostro articolo e ho trovato interessante questo articolo su citato ,io sono anni che tento di brevettare delle mie invenzioni ma non riesco ha trovare il denaro non e uno scherzo sto collaborando con un ingegnere elettronico di un istituto industriale ma ho poche risorse visto che lo stato italiano non finanzia i brevetti potete voi aiutarmi magari dandomi delle dritte come devo fare per essere finanziato grazie ..in attesa di una vostra risposta vi invio cordiali saluti Alessandro..

    1. Per ottenere consulenza legale/commerciale/fiscale da uno dei nostri professionisti è necessario attivare uno speciale servizio di richiesta, tramite “ticket”.

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      Si tratta di un’operazione molto semplice e dal modico prezzo (euro 29,00 iva compresa) che ci consente di rispondere alle svariate domande che ci arrivano da tutta Italia.

      Grazie.

  2. salve vi pongo alcune domande … mettiamo che io privato cittadino ( senza reddito ) sto pensando di fare un viaggio nello spazio ( esempio ) e che decida di finanziarlo tramite crowfounding ( esempio si kikstarter o gofoundme ) e che chieda 30.000 € ( e una cifra inventata ) come cifra per fare questo viaggio , come si configura come un reddito su cui devo pagarci le tasse o come donazione ?
    e se devo pagarci le tasse devo farlo su tutto o solo sulla parte eccedente la no tax area ?
    infine se inserisco le reward banali ( diciamo di valore 0 o giu di li ) come si configurano ( come attivià ?)

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