Torna l’apprendistato stagionale: più precarietà con i nuovi contratti a termine

4 maggio 2014


Torna l’apprendistato stagionale: più precarietà con i nuovi contratti a termine

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 maggio 2014



Sanzioni pecuniarie nei contratti a termine, mentre nell’apprendistato il vincolo della stabilizzazione solo sopra 50 dipendenti.

Arrivano rilevanti novità in materia di apprendistato. Emendamenti e ordini del giorno saranno votati domani in commissione Lavoro del Senato (non si esclude un seduta fiume, visto che il provvedimento è atteso martedì in Aula – scade il 19 maggio). Il governo ha confermato l’impegno di modificare il decreto Poletti e ieri in commissione Lavoro del Senato il sottosegretario Luigi Bobba ha presenta otto emendamenti, concordati con i partiti di maggioranza, per correggere alcune criticità su contratti a termine e apprendistato introdotte dalla Camera.

Sarà ripristinato l’apprendistato, anche a tempo determinato, per lo svolgimento di attività stagionali (molto utile nel settori del commercio – ma pure nel turismo): ma a patto che Regioni e Province autonome abbiano definito un sistema di alternanza scuola-lavoro.

Inoltre, il ministero del Lavoro emanerà una circolare interpretativa per “ammorbidire” la sanzione in caso di grave violazione, da parte del datore di lavoro, dell’obbligo formativo. In tal caso, infatti, non si avrà più la trasformazione del rapporto di apprendistato in un contratto di lavoro a tempo indeterminato, bensì in uno a tempo determinato. Questo sulla base della considerazione secondo cui il rischio della conversione dell’apprendistato in contratto a tempo indeterminato costituisce il disincentivo più pesante contro la diffusione di questo rapporto d’ingresso al lavoro.

Un altro ordine del giorno chiede anche di specificare che il numero delle proroghe dei contratti a termine (scese da 8 a 5 dopo le modifiche della Camera) esclude i rinnovi (che non hanno limiti quindi e seguono la disciplina vigente). Il che significa che se le proroghe del contratto a termine potranno essere massimo 5, il tetto dei rinnovi resta 8.

Le novità non sono finite qua.

La quota del 20% di stabilizzazione obbligatoria di apprendisti (quale condizione per assumerne di nuovi) si applicherà alle imprese che superano i 50 dipendenti (e non più alle aziende con oltre 30 dipendenti). E si “ammorbisce”, per le imprese, la sanzione della stabilizzazione se si supera il nuovo limite del 20% di utilizzo dei contratti a termine. Ora si pagherà un indennizzo economico pari al 20% della retribuzione se lo “sforamento” è fino a un lavoratore, che sale al 50% della retribuzione se la violazione del tetto riguarda più di un lavoratore a termine.

Le correzioni proposte dal governo hanno acceso un forte dibattito, con i sindacati che hanno bocciato le nuove norme, specie sui contratti a termine, colpevoli – a loro dire – di aumentare la precarietà.

Con l’intervento del Senato il provvedimento segna “un ritorno a un rapporto di lavoro più flessibile e quindi più in linea con le necessità delle aziende”, spiega Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.

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Autore immagine: 123rf.com


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