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Nuove segnaletiche per autovelox: molti potrebbero essere fuori legge

4 Maggio 2014


Nuove segnaletiche per autovelox: molti potrebbero essere fuori legge

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Maggio 2014



Nuovi obblighi di segnalazione già a partire da giugno: gran parte delle apparecchiature non sono in regola con la riforma; si profilano nuove possibilità di ricorso.

Molte postazioni autovelox fisse rischiano di diventare, dalla sera alla mattina, illegali: intorno alla fine di questo mese, infatti, potrebbe essere approvato il nuovo schema di decreto ministeriale sui controlli di velocità (nella versione inviata a metà aprile alla Conferenza Stato-città-autonomie locali) che imporrà alle postazioni di controllo una segnaletica che attualmente non hanno (leggi l’articolo “Stretta su autovelox: manutenzione annuale, sostituzione dopo 20 anni, stop costi aggiuntivi”).

Il decreto doveva essere approvato già all’indomani della riforma del codice della strada del 2010 [1], ossia quattro anni fa; ma è rimasto bloccato per contrasti sull’altro punto che la legge richiedeva: la devoluzione di metà dei proventi autovelox agli enti proprietari delle strade.

Nessun contrasto, invece, in ordine alla disciplina sui controlli di velocità che riprende integralmente, ampliandola e aggiornandola, la vecchia “direttiva Maroni[2].

Obbligo di segnalazione

Tutti gli autovelox dovranno essere corredati da un segnale che attualmente non hanno e che potrebbere rendere “illegali” le postazioni stesse già esistenti.

Secondo il nuovo schema tutti dovranno piazzare il segnale, sulla postazione o nelle immediate vicinanze. Si potrà tuttavia scegliere se mettere sopra l’apparecchio un piccolo segnale col simbolo del corpo di polizia che utilizza la postazione (la sagoma stilizzata dell’agente per la Polizia stradale, il casco per quelle locali) o adottare un’opportuna colorazione. Quest’ultima opzione lascia una certa libertà interpretativa: alcuni Comuni si ritengono in regola anche con una striscia riflettente bianca e rossa, altri (tra cui Milano) reputano opportuno anche il colore grigio scuro.

Diventano invece più utilizzabili i tutor per il controllo della velocità media: se, inizialmente, si escludeva la possibilità di controlli sui tratti dove il limite è variabile (anche per situazioni eccezionali, come maltempo o cantieri), oggi si recepisce un parere ministeriale che ammette il tutor anche in situazioni del genere, prendendo come riferimento il limite più alto fra quelli in vigore.

Inoltre, per le postazioni fisse fuori dai centri abitati si stabilisce una distanza minima di un chilometro tra il segnale di limite di velocità e l’apparecchio di controllo: tuttavia, questo vincolo non riguarda il primo dei due apparecchi che rileva l’ingresso nel tratto controllato, ma solo quello che registra l’uscita (perché è qui che l’infrazione si considera commessa; del resto, per questo stesso motivo i ricorsi si presentano all’autorità competente sul luogo del secondo portale).

Sempre riguardo alla distanza minima di un chilometro, vengono confermati i pareri secondo cui il segnale può stare anche più vicino se si limita a ricordare la velocità massima consentita dal Codice o se è una mera conferma del limite locale dopo un incrocio.

In quest’ultimo caso, però, occorre che prima dell’intersezione vigano limiti uguali su tutti i tratti di strada che vi confluiscano e che tutti i segnali che li impongono distino più di un chilometro dalla postazione di controllo.

note

[1] Legge 120/2010.

[2] Emanata dal ministero dell’Interno il 14 agosto 2009.

Autore immagine: 123rf.com


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