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Come si ottiene un fido da una banca? (anche per evitare un protesto)

31 Agosto 2014
Come si ottiene un fido da una banca? (anche per evitare un protesto)

Il fido bancario è una facilitazione concessa dalla banca al proprio cliente; concederlo non è un obbligo per la banca, che, in caso di mancato pagamento, può sempre revocarlo.

 

Un conto bancario deve ovviamente avere una provvista, cioè un deposito in denaro. La provvista, al momento dell’emissione di un assegno, deve essere sufficiente e disponibile. In caso contrario la banca non è tenuta a pagarlo. Con la conseguenza – di non poco conto – che l’assegno verrà protestato e il correntista subirà delle sanzioni di carattere amministrativo oltre alla segnalazione nelle centrali di rischio.

Può succedere che il conto non abbia momentaneamente provvista sufficiente, sia perché un assegno o una rimessa ritardano ad essere accreditati, sia in caso di difficoltà temporanea. In questi casi, c’è una soluzione: chiedere alla propria banca un fido (anche detto “affidamento” o “apertura di credito“).

 

I piccoli fidi

Se il fido richiesto è di modesta entità in relazione ai vostri redditi, la banca non avrà nessuna difficoltà a concedervelo. Questo fido occasionale è oggetto di solito di un’autorizzazione solo verbale da parte della banca. Stabilirete assieme ad essa la durata del fido e le modalità di approvvigionamento al termine del periodo concesso. È utile sapere che, in qualsiasi momento, e senza preavviso né notifica per iscritto, la banca può sospendere il pagamento, con conseguente revoca del fido. Poiché nessun documento è stato sottoscritto tra voi e la banca, non vi rimane che regolarizzare il più rapidamente possibile la vostra posizione.

Se siete invece in grado di provare che il fido era stato concesso in modo regolare, la banca ha l’obbligo di notificarvi per iscritto la sua decisione di revoca, ed è tenuta a pagare tutti gli assegni emessi fino alla data della notifica.

I fidi maggiori

Se richiedete un fido bancario superiore ai vostri redditi ordinari, la banca, prima di concedervelo, farà un’indagine sulla vostra posizione in modo da procurarsi delle garanzie come la fideiussione di un terzo, un’ipoteca.

 

Revoca del fido

Esistono delle circostanze in cui la banca ha il diritto di revocare il fido preliminarmente concesso. Se il fido concesso aveva una durata determinata, la banca deve aspettarne il termine prima di notificarvi la sua decisine di revoca o la sua intenzione di non rinnovarlo. In caso di vostro grave inadempimento, come ad esempio il superamento considerevole del fido concesso, la banca è autorizzata a non rispettare più il termine previsto.

La banca può inoltre revocare il fido a tempo indeterminato in qualsiasi momento in caso di vostro grave inadempimento o in caso di peggioramento irreversibile della vostra situazione finanziaria. In ogni caso, la banca deve notificarvi la sua decisione per iscritto e pagare tutti gli assegni emessi fino alla data della notifica.

La legge, in particolare, stabilisce [1] che salvo patto contrario, la banca non può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, salvo che vi sia una giusta causa.

Il recesso sospende immediatamente l’utilizzazione del credito, ma la banca deve concedere un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori.

Se l’apertura di credito è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere dal contratto, mediante preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni.

È, dunque, necessario che le parti, ma in particolar modo la banca, rispettino il principio della buona fede, ossia della necessità di non pregiudicare le ragioni e le prerogative della controparte. Perciò, il recesso di una banca dal rapporto di fido, sebbene nel contratto sia consentito anche senza giusta causa, è illegittimo ove in concreto assuma connotati del tutto imprevisti e arbitrari [2].

Di recente la Cassazione ha stabilito che, nel caso in cui un correntista intrattenga con un istituto di credito più rapporti contrattuali, la comunicazione con cui l’istituto lo inviti alla regolarizzazione di una non meglio precisata “posizione irregolare“, senza fornire chiarimenti in ordine al rapporto cui essa si riferisce, non costituisce idonea manifestazione della volontà di revoca del fido allo stesso concesso [3].


note

[1] Art. 1845 cod. civ.

[2] Trib. Milano, sent. n. 11770/2013.

[3] Cass. sent. n. 14455 del 7.06.2013.

Altre norme di riferimento

Art. 3 R.D. n.1736 del 21.12.1933

Art. 95 Legge n.141 del 1938

Art. 1 legge n. 386 del 15.12.1990

Autore immagine: 123rf.com


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