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Le Guide Rapporti di vicinato e confini: come si delimita una proprietà

Le Guide Pubblicato il 4 maggio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 4 maggio 2014

Quando sorgono delle contestazioni tra vicini circa la posizione del confine tra due terreni attigui, il mezzo sicuro e definitivo per risolvere il problema è procedere alla delimitazione delle proprietà.

 

Può accadere che via sia incertezza sul confine tra due proprietà o siano andati perduti i cosiddetti “termini di confine”, cioè quei segni materiali come picchetti, pietre o altro, usati per delimitare i due terreni attigui.

Che fare in questi casi? Vi sono due strade: una amichevole, che consiste nel trovare un accordo soddisfacente per entrambi i proprietari confinanti, e una giudiziale, ossia fare una causa, che si rende necessaria quando la prima non sortisca un buon esito. In verità, esiste anche una scelta intermedia: quella di affidarsi a un organismo di mediazione che tenti, in quanto soggetto esterno, una transazione (i diritti reali sono infatti oggetto di “mediazione obbligatoria”).

Regolamento amichevole

Le parti possono concordare amichevolmente la determinazione del confine.  Si tratta di un atto ”transattivo” (cosiddetta “transazione”) che può essere fatto solo dal proprietario del terreno. Per essere valido, è necessaria la forma scritta e la trascrizione presso il Registro dei beni immobiliari.

Sarà opportuno, a tale scopo, richiedere l’intervento di un geometra il quale, in presenza delle parti:

– esaminerà i titoli di proprietà e le piantine allegate per conoscere con precisione le superficie di ciascun terreno;

– misurerà la superficie reale di ciascuna proprietà;

– infine determinerà la linea di confine, “materializzandola” eventualmente con ceppi, picchetti o altro.

 

Regolamento giudiziario

Come dicevamo, se l’accordo non riesce, non resta che affidarsi a un giudice.

L’azione può essere proposta solo dal proprietario, dal titolare di un diritto di servitù, dall’enfiteuta, dall’usufruttuario e da chi ha il diritto d’uso. Questi ultimi però dovranno chiamare in causa anche il proprietario, altrimenti la sentenza non avrà alcun valore nei suoi confronti. L’affittuario invece non può in nessun caso proporre l’azione di regolamento dei confini.

Chiamato a decidere della causa è il giudice competente per valore del luogo in cui si trovano i terreni interessati.

Ciascun proprietario ha l’onere di fornire la prova della posizione del confine e può usare a questo scopo ogni mezzo: documenti scritti, testimonianze ecc. Solo quando non vi siano altri elementi, il giudice può ricorrere alle mappe catastali. Il giudice può disporre la perizia di un geometra, il quale alla fine farà una relazione scritta.

 

Apposizione dei termini

Quando i segni usati per indicare il confine tra due proprietà mancano o si sono deteriorati nel corso degli anni, ciascun proprietario ha diritto di chiedere che vengano posti o sostituiti a spese comuni. Se il vicino non aderisce alla richiesta, è sempre possibile ricorrere al giudice di pace.

note

Norme di riferimento

Artt. 950 e 951 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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2 Commenti

  1. Buongiorno se il confine e stabilito dalla pianta catastale che scala 1.200 sarebbero 20 cm e il confinante ne occupa meta o oltre se si costruisce un muro di separazione per legge deve rispettare i 20 cm stabilita nella pianta catastale.

  2. se il muro gia esistente è largo 20 centimetri ed è in comune gia da 4o anni .,,,,io lo vorrei prosequillo per la lunchezza ,mi metto 10 dentro ,per non avere piu storie col confinande e 10 rimangono a lui ,posso proseguirlo senza chiedere nulla a lui …grazie .

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