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Il datore di lavoro può richiedere il certificato penale?

3 Luglio 2014
Il datore di lavoro può richiedere il certificato penale?

Lo statuto dei lavoratori vieta al datore di lavoro di fare qualsiasi indagine sulla vita privata del lavoratore, a meno che non sia necessaria per valutarne le attitudini professionali.

Il datore di lavoro può chiedere informazioni su eventuali precedenti penali del proprio dipendente, solo se ciò sia giustificato dal tipo di mansioni o di responsabilità che intende affidargli.

In passato un privato cittadino poteva richiedere per motivi di lavoro il certificato penale di un’altra persona. Ora non è più possibile. Quindi, il datore di lavoro non può procurarsi autonomamente il certificato penale del proprio dipendente.

Di recente però è stata introdotta una deroga per quanto riguarda quei lavori che implichino il contatto diretto e regolare coi minori (leggi l’articolo “Assunzioni: ora obbligatorio il certificato penale”).

Il casellario giudiziale

Chi richiede il proprio certificato del casellario giudiziale non deve fornire alcuna giustificazione sui motivi della richiesta. Egli, a seconda delle proprie esigenze, può richiedere:

1. il certificato generale, nel quale sono riportate tutte le iscrizioni civili, penali e amministrative previste dalla legge tranne:

– le condanne di cui il giudice ha disposto che non si faccia menzione;

– le condanne per reati minori puniti con pene pecuniarie e le condanne sospese con la condizionale, quando, però, il reato si sia estinto;

– le condanne per bigamia, quando il reato si sia estinto;

– le condanne alle quali è stata applicata l’amnistia o quando vi è stata la riabilitazione;

– le sentenze emesse a seguito di patteggiamento o di applicazione di sanzioni sostitutive su richiesta dell’imputato;

– condanne per fatti che non sono più considerati reati;

– provvedimenti riguardanti misure di sicurezza poi revocate;

– provvedimenti di inabilitazione o interdizione, poi revocati;

– le sentenze di fallimento, se è seguita la riabilitazione.

 

2. il certificato penale, che riporta tutte le iscrizioni, tranne quelle viste sopra dal n. 1 al n. 7 e quelle relative alla materia civile, alla perdita della cittadinanza e alla espulsione dello straniero.

 

3. il certificato civile, che riporta le sentenze di inabilitazione, interdizione (quelle non revocate), dichiarazione di fallimento e di chiusura (salva riabilitazione), quelle di omologa del concordato fallimentare; oltre ai provvedimenti amministrativi di revoca della cittadinanza o espulsione dello straniero e alle sentenze che hanno disposto l’applicazione di pene accessorie che comportano una limitazione della capacità d’agire.

 

Attenzione: nel certificato che riporta le condanne penali sono registrate anche le sentenze straniere riconosciute in Italia.

Domanda

La richiesta di certificati va fatta al dirigente della segreteria della Procura della Repubblica di qualunque ufficio del casellario, indipendentemente dal luogo di nascita della persona a cui si riferiscono.

Nella richiesta vanno indicati tutti i dati necessari ad individuare la persona, compresi eventuali soprannomi o pseudonimi.


note

Norme di riferimento

Art. 8, Statuto dei lavoratori, L. n.300 del 20.05.1970

 

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. Buongiorno. Ma in caso di una persona prima indagata, poi risultata colpevole e condannata a 18 mesi con la condizionale, esiste obbligo del lavoratore a comunicare una o tutte queste cose al datore di lavoro?

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