Avvocati: potranno gestire da soli separazioni e divorzi

5 Maggio 2014
Avvocati: potranno gestire da soli separazioni e divorzi

Legali in campo per 50mila separazioni e divorzi consensuali gestiti all’interno del proprio studio.

 

Sono 50mila all’anno le separazioni e i divorzi che presto potrebbero essere definiti direttamente dagli avvocati. Si tratta delle procedure consensuali nelle quali non sono coinvolti figli minori o con handicap gravi.

Queste – secondo quanto annunciato dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, durante l’audizione al Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero – saranno il banco di prova della negoziazione assistita dall’avvocato, che sarà introdotta per favorire la composizione dei conflitti in via stragiudiziale e deflazionare il contenzioso.

Nella sua relazione, Orlando ha inserito la situazione della giustizia civile tra le emergenze da affrontare, soprattutto per il peso dell’arretrato: i procedimenti pendenti al 30 giugno 2013 (data dell’ultima rilevazione del ministero) erano 5,2 milioni. E una delle strade indicate per ridurre le liti passa proprio per il potenziamento delle soluzioni stragiudiziali con il coinvolgimento degli avvocati. In particolare, si punta a introdurre la possibilità di trasferire di fronte agli arbitri i procedimenti pendenti negli uffici giudiziari. E a far debuttare la negoziazione assistita dagli avvocati, secondo il modello francese: una procedura cogestita dai legali delle parti che conduca a un accordo conciliativo, evitando il giudizio e formando un titolo esecutivo in tempi brevi.

Questa formula di negoziazione può essere “valorizzata fortemente”, secondo Orlando, per gestire le separazioni e i divorzi consensuali – cioè quelli in cui marito e moglie decidono insieme di “rompere” e concordano sulla regolamentazione dei rapporti personali e patrimoniali – con la sola esclusione dei casi in cui sono coinvolti figli minori o con gravi handicap.

Nel dettaglio, la procedura si esaurirebbe con l’intesa raggiunta tra i coniugi assistiti dai legali, che acquisirebbero il potere di autenticare le sottoscrizioni: il giudice si limiterebbe a omologare l’accordo (nelle separazioni) o a pronunciare la sentenza (nei divorzi).

Attenzione, però: questo intervento non incide sui tre anni che i coniugi devono attendere tra la separazione e il divorzio; a ridurre questo periodo di tempo sta ora provando il Ddl all’esame della commissione Giustizia della Camera (si veda l’altro servizio in pagina).

Le misure per decongestionare i tribunali stanno maturando nella discussione al tavolo aperto dal ministro con avvocati e magistrati: un nuovo incontro con i legali è fissato per oggi.

La spinta ad andare nella direzione stragiudiziale è arrivata, in particolare, dal Consiglio nazionale forense e dalle altre componenti dell’avvocatura. Si tratta di “procedure semplificate – spiega Luisella Fanni, presidente dell’associazione italiana degli avvocati per la famiglia (Aiaf) – che possono portare le parti a litigare meno, a spendere meno e a ridurre anche i costi psicologici della crisi”. Le misure dovrebbero trovare posto in un decreto legge, la cui elaborazione è «pressoché ultimata», ha annunciato Orlando.

Certo, le 50mila procedure di separazione e divorzio consensuali – stimate a partire dai dati del ministero della Giustizia riferiti al 2012 e considerando i casi in cui sono presenti figli minori, monitorati dall’Istat – si fermano a un centesimo del totale dell’arretrato pendente. Inoltre, l’impatto della loro “uscita” dagli uffici giudiziari sarà maggiore nei tribunali del nord e del centro Italia piuttosto che in quelli del sud: il 60% delle procedure si concentra nei distretti di Corte d’appello di Milano, Roma, Torino, Bologna, Venezia e Firenze. Ma la negoziazione assistita potrebbe essere estesa a tutte le vicende che riguardano diritti disponibili: e qui i numeri saranno più rilevanti.


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Autore immagine: 123rf.com

Fonte: Sole24Ore


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