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La multa sulla moto per mancata esposizione del ticket di pagamento

5 maggio 2014


La multa sulla moto per mancata esposizione del ticket di pagamento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 maggio 2014



Mi trovavo con amici in moto; i parcheggi per le moto erano occupati ma c’era uno a pagamento (strisce blu) nel quale posizioniamo l’auto e due moto pagando il contrassegno anche per le moto, ma posizionandolo dentro l’auto in modo che non fosse spazzato via dal vento. Ciò nonostante la moto è stata multata. È impugnabile la contravvenzione? Come posso mettere un contrassegno sulla moto senza che voli via?

In generale, i parcheggi sulle strisce blu sono riservati ai veicoli (sia auto sia moto), ma solo dietro pagamento. Ogni Comune si regola come crede: se c’è un cartello che consente la sosta alle sole auto, allora le moto non possono parcheggiarvi.

Nel Suo caso, se c’era il cartello che consentiva la sosta alle sole auto, allora la multa è legittima. Diversamente, senza tale limitazione, la multa è impugnabile al giudice di pace (30 giorni) o al Prefetto (60 giorni).

Per chiarezza, alleghiamo la foto di un cartello che consente la sosta su strisce blu, a pagamento, solo alle auto (noterà il disegno dell’auto in alto a desta).

Quindi tutto è stabilire di che natura era il cartello stradale in prossimità delle strisce blu ove Lei ha parcheggiato la moto.

multa

Ecco il riferimento di legge. L’articolo 7, Codice della strada, concernente la “Regolamentazione della circolazione nei centri abitati”, per quanto qui interessa, stabilisce:  “1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a) adottare i provvedimenti indicati nell’articolo 6 commi 1, 2, e 4;  f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero dei lavori pubblici, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le aree urbane;  5. Le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro per i problemi delle aree urbane”.

Peraltro, c’è anche il discorso – difficile da superare in un eventuale ricorso – della dimostrazione che uno dei due ticket si riferiva alla moto multata e non già allo stesso mezzo ove il ticket era posizionato.

Sì, è vero: esiste il problema del “Gratta e sosta” per le moto che vola via, o che possa essere sottratto al veicolo da terzi. Un problema cui i Comuni non hanno mai messo mano. Una specie di “vuoto legislativo”, di cui i proprietari di moto sono vittime.

Ciò posto, per verificare la possibilità di un eventuale ricorso dovrà innanzitutto accertarsi del cartello stradale apposto sull’area ove la moto è stata lasciata. Fatto ciò, nel caso in cui la stessa non fosse riservata esclusivamente alle auto, dovrà anche affrontare – successivamente in corso di causa – il non facile problema della prova della corrispondenza del ticket, presente sull’auto, al parcheggio della moto. Dimostrazione che, per quanto possa essere raggiunta attraverso testimoni, potrebbe trovare nel giudice una interpretazione restrittiva del dato testuale della legge.

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