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Le Guide Musicista occasionale per serate e matrimoni: fisco, fatture e contratti

Le Guide Pubblicato il 5 maggio 2014

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> Le Guide Pubblicato il 5 maggio 2014

Musicisti che occasionalmente suonano a matrimoni, feste o presso locali: come deve essere regolato il rapporto con il fisco e con chi commissiona l’evento?

 

Chi svolge attività di musicista intrattenendo saltuariamente gli ospiti a un matrimonio o in occasione di altri eventi, o presso qualche locale, spesso si chiede come debba essere disciplinato il proprio rapporto con chi gli commissiona il lavoro (titolare del locale, sposi, festeggiato, ecc.). Ecco dunque una breve guida su come districarsi tra problemi fiscali e contrattualistica.

 

Partita IVA o Ricevuta per prestazione occasionale?

Dal punto di vista fiscale e tributario, i musicisti che suonano saltuariamente in favore di uno o più committenti possono far rientrare le loro prestazioni nella categoria delle collaborazioni occasionali e operare semplicemente con il loro codice fiscale, senza la necessità di aprire la partita IVA. Si pensi ad esempio al titolare di un negozio, o all’impiegato, o ad uno studente, che, per hobby, la sera o nei fine settimana, suoni in qualche locale, o ad un matrimonio, oppure a una festa.

Le prestazioni occasionali sono quelle di durata complessiva non superiore ai 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente e che comunque determinino un reddito non superiore a € 5.000 lordi complessivi annui.

In altre parole, il musicista svolge attività occasionale quando suona per lo stesso committente al massimo 30 giorni in un anno e, in ogni caso, a prescindere dal numero di giorni e di committenti, quando il guadagno derivante esclusivamente dalla sua attività di musicista (il reddito derivante da altra attività lavorativa non si cumula) non supera i 5.000 euro lordi in un anno.

Se ricorrono le predette condizioni il musicista non sarà tenuto ad avere la partita IVA.

Tuttavia sarà comunque tenuto ad emettere una ricevuta o quietanza attestante l’avvenuto pagamento della prestazione svolta.  Non esiste infatti un importo minimo al di sotto del quale non vi sia obbligo di emettere ricevuta.

La ricevuta deve essere intestata al committente ed indicare i seguenti elementi:
– dati personali del musicista e del committente: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza, codice fiscale;

– descrizione della prestazione;

– importi da versare, al netto della ritenuta d’acconto (20%);

– indicazione che “si tratta di prestazione esclusa dal campo di applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. n. 633 del 1972”;

– data e firma.

Copia di questa ricevuta dovrà essere conservata dal musicista come documentazione di quanto percepito nel corso dell’anno al fine di redigere la propria dichiarazione dei redditi, ma non vi sarà alcun obbligo di tenuta contabile in capo al medesimo.

Da un punto di vista fiscale, il corrispettivo percepito, in tali ipotesi, rientra infatti nella categoria dei “redditi diversi“ ovvero quelli “derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dall’assunzione di obblighi di fare, non fare, o permettere” [1].

Tali redditi concorreranno alla determinazione del reddito complessivo con la possibilità di detrarre le spese sostenute per eseguire la prestazione, se documentate (ad esempio l’acquisto dello strumento musicale o dei relativi accessori, il costo del viaggio se non rimborsato già dal committente, ecc…).

 

Contratto con il committente

Problema diverso è quello della formalizzazione di tali rapporti mediante appositi contratti. Non è obbligatorio, per legge, firmare un accordo scritto (già il solo accordo verbale si considera, infatti, un contratto). Ma ciò non impedisce alle parti di poter regolarizzare, per iscritto, la collaborazione con riferimento alla singola data e alla relativa prestazione, prevedendo specificamente quali caratteristiche e costi avrà l’incarico conferito al musicista.

Il relativo contratto o lettera di incarico potrà quindi specificare che si tratta di prestazione meramente occasionale, indicare i dati del committente e del musicista, l’oggetto della prestazione, il luogo di svolgimento della prestazione, il compenso e le modalità di esecuzione dell’incarico, nonché le eventuali penali nel caso in cui il committente o il musicista disdicano la data del “concerto” o non sia materialmente possibile lo svolgimento dell’evento. Abbiamo redatto un fac-simile che troverete al termine di questo articolo.

La previsione di una penale garantisce maggiormente il musicista e il committente, spronandoli a fare il possibile affinché l’evento si realizzi, pena il pagamento di una somma di denaro.

L’ammontare della penale potrà essere stabilito dalle parti in una percentuale del compenso pattuito e potrà anche essere stabilito a seconda del disagio che l’annullamento dell’evento arreca alla controparte.

Ad esempio si potrà prevedere, a favore del musicista, che nel caso in cui lo spettacolo venga fatto soltanto in parte a causa del maltempo, l’organizzatore si impegni al pagamento dell’intero compenso pattuito. Nel caso, invece, che lo spettacolo non possa essere trasferito in una sede al chiuso, e quindi non possa essere effettuato in assoluto a causa del maltempo,  l’organizzatore si impegni al pagamento del 60%; infine, nel caso di annullamento del contratto fino a 24 ore prima dello spettacolo e comunque in maniera tale da evitare all’artista il viaggio, sia prevista una penale di annullamento pari al 30% del compenso pattuito.

Si potrà invece stabilire, a favore del committente, che nel caso di inadempienze o ritardo da parte dell’artista, tale da causare uno slittamento del programma previsto di oltre “x” minuti, l’organizzatore sconti sulla sua fattura una penale pari al …% del compenso pattuito.

Chi paga la SIAE?

Normalmente il pagamento della SIAE è a carico di chi organizza l’evento (sposi, festeggiati, organizzatori di feste danzanti, lauree, meeting, ecc…). Ciò non toglie che le parti possano accordarsi diversamente: chiaramente si tratta di accordi da intraprendere personalmente ed a discrezione delle parti.

MODELLO DI CONTRATTO

Con la presente scrittura privata, in data_________:

il Sig._____________________ nato a_______________ il __________, C.F.:__________________, residente in _________, via____________, in qualità di rappresentante del gruppo musicale “___________________”, di seguito denominato “Gruppo”;

e

il Sig.___________________nato a______________il___________, C.F.:___________________, residente in _________, via____________, di seguito denominato “Committente”

convengono quanto segue:

Art. 1 – Oggetto: Il Gruppo si impegna, su incarico del committente, a svolgere la propria prestazione musicale in data _______, in occasione del ricevimento nuziale che si terrà presso il locale_______ sito in________ via ____________;

La suddetta prestazione musicale avverrà nei luoghi indicati per la durata di ______ ore;

Art. 2 – Programma musicale: Il repertorio musicale è scelto dal committente e comunicato al gruppo al momento della sottoscrizione della presente scrittura. Eventuali variazioni del repertorio dovranno essere comunicate al gruppo almeno tre giorni prima della data dell’esibizione musicale;

oppure

Il repertorio musicale è scelto insindacabilmente dal gruppo, potendo il committente solo segnalare brani di preferenza.

Art 3 – Prezzo e modalità di pagamento: Il prezzo della prestazione musicale è pari ad euro ______da versarsi nella seguente modalità (contanti / bonifico / assegno, ecc.) _______al termine dell’esibizione del gruppo o comunque non oltre tre giorni dalla stessa;

Art. 4 – Diritti S.I.A.E.: I diritti S.I.A.E. sono a carico del committente che dovrà versarli entro il giorno precedente alla data dell’esibizione musicale.

Art. 5 – Recesso e caparra penitenziale: Ciascuna parte può recedere dal presente accordo dando all’altra un congruo preavviso. A titolo di corrispettivo della facoltà di recesso, il committente versa la somma di euro            al sig._____,rappresentante del Gruppo, che ne rilascia quietanza ai fini fiscali. Tale somma sarà trattenuta dal sig.________qualora il committente eserciti la facoltà di recesso.

Qualora, invece, la facoltà di recesso sarà esercitata dal gruppo, questi dovrà restituire al committente, contemporaneamente alla comunicazione del recesso, il doppio della somma ricevuta.

Art. 6 – Esclusione di responsabilità: L’impossibilità sopravvenuta di svolgere la prestazione pattuita, sia essa imputabile al committente o al gruppo o a caso fortuito o a forza maggiore, non dà diritto ad entrambe le parti di chiedere il risarcimento del danno.

Luogo e data

Firma del committente

Firma del Gruppo

MODELLO DI RICEVUTA PER PRESTAZIONE OCCASIONALE

Nota n. ……   data ………….

Io sottoscritto…….………………………………, nato a …….………..….. il……………., e residente a ….………..……., in via ……………………………..…n……, CAP…………….

codice fiscale…………………………………………………………………………………..

Dichiaro di aver ricevuto in data odierna dal Sig. …………………………………, con sede in ……………., via……., n………, CAP……….,

codice fiscale …………………………………………………………………………… le somme sotto indicate a fronte di prestazioni di lavoro autonomo occasionale:

compenso lordo …………………..€

marca da bollo               2,00 €

In fede ……..………….. Data …………….

note

[1] Art. 81, comma 1, lettera I, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, D.P.R. n. 917/1986.

Autore immagine: 123rf.com


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5 Commenti

  1. Buonasera,stavo leggendo con interesse questo articolo,ma c’è qualcosa che non mi torna.Leggendo su “guidafisco”l’argomento delle ricevute per prestazioni occasionali tra privati,per la compilazione della ricevuta cosi’ è scritto :
    Specifica dicitura prestazione occasionale: Non vanno invece inserite diciture riguardanti l’IVA o la ritenuta d’acconto. Questo perché i privati, non essendo sostituti d’imposta, non versano la ritenuta d’acconto.

    Compenso: indicare il compenso lordo, ovvero, la somma ricevuta per la prestazione occasionale e sulla quale si dovranno pagare le tasse con la dichiarazione dei redditi.
    Dunque nel caso di un matrimonio,gli sposi,che sono dei privati,sono i committenti che ingaggiano il musicista/dj per le loro nozze,e quindi essendo privati non possono versare la ritenuta d’acconto non essendo sostituti d’imposta.Ho chiesto informazioni anche al mio caaf,ed anche loro mi hanno ribadito che per le prestazioni fra privati,nella ricevuta non si indica la ritenuta d’acconto,ma il lordo che poi si andra’ ad inserire nella dichiarazione dei redditi.
    Rimango in attesa di una cortese risposta.Grazie
    attilio

  2. salve io ho una ditta e occasionalmente canto karaoke in qualche locale il sabato sera non supero i 5000 euro all’anno al gestore oltre ad un contratto devo emettere fattura o ricevuta grazie

  3. SALVE, IO VORREI GENTILMENTE AVERE INFO CIRCA EVENTUALI PRESTAZIONI MUSICALI OCCASIONALI ESEGUITE ALL’ESTERO, IN COMUNITA EUROPEA. SIAMO UN GRUPPO DI 4 PERSONE, 3 DEI QUALI LAVORATI CHE PAGANO CONTRIBUTI ALL’INPS E 1 DISOCCUPATO. CI RISULTA CHE NON SIA POSSIBILE APRIRE UNA PARTITA IVA INTESTATA ALLA BAND, MA SOLO A PERSONA FISICA. MA UNA PERSONA FISICA NON POTREBBE FATTURARE PER 4 ANCHE PER MEZZO DI RITENUTA D’ACCONTO. COME SI POTREBBE FARE PER PRESENTARE FATTURA ALL’ESTERO?

    BISOGNA FORMARE UN’ASSOCIAZIONE O UNA COOPERATIVA?

    QUALE SAREBBE LA TASSAZIONE?
    GRAZIE MILLE IN ANTICIPO

  4. salve ho letto con attenzione il vostro articolo e non ho capito una cosa se mi chiama una coppia di sposi a suonare al loro matrimonio e con loro patuisco, per dire, una somma di 100,00 euro io dovrò prendere da loro 100 euro oppure 80 cioè la differenza tra 100-20%(ritenuta d’acconto).
    Se prendo 100 euro il 20% lo posso pagare dopo io oppure devono per forza pagarlo loro?

  5. buongiorno, il costo per la partecipazione a corsi musicali (presso associazioni o scuole private con rilascio di una normale ricevutoa) relativi allo strumento che si suona, puo’ essere recuperabile in sede di 730 nella eventualità di prestazioni musicali occasionali? il caf ove mi rivolgo mi dice di no. grazie

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