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Lo sai che? Aumento pensione per esposizione all’amianto: domanda da presentare all’INPS

Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 maggio 2014

Il lavoratore esposto all’amianto ha diritto ad un aumento della pensione ma la relativa domanda deve essere presentata direttamente all’INPS e solo, successivamente ed eventualmente, al giudice.

Il lavoratore che è stato esposto per più dieci anni all’amianto può avere un aumento della pensione. A tal fine egli deve inoltrare l’apposita domanda all’INPS e solo qualora l’ente non risponda oppure neghi il diritto al beneficio, egli può ricorrere al Tribunale per ottenere l’accertamento della richiesta.

È quanto affermato da una recente ordinanza della Cassazione [1] che ha ritenuto improcedibile il ricorso presentato da un lavoratore pensionato per non aver questi agito prima in via amministrativa inoltrato la domanda di beneficio per esposizione all’amianto all’INPS.

La legge [2] prevede che il lavoratore che è stato esposto all’amianto per più di dieci anni ha diritto di ottenere una maggiorazione del trattamento pensionistico: il periodo lavorativo coperto dall’assicurazione contro le malattie professionali viene infatti moltiplicato, ai fini della pensione, per il coefficiente di 1,5.

L’istituto competente ad erogare tale maggiorazione è quello che si occupa del trattamento pensionistico stesso, dunque l’INPS e non l’INAIL che è, invece, competente per l’accertamento delle malattie professionali eventualmente procurate dall’esposizione all’amianto.

L’INPS deve essere messo a conoscenza, da parte del lavoratore stesso, dell’esistenza dei presupposti per ottenere il beneficio pensionistico e della relativa richiesta.

La domanda all’INPS rappresenta, dunque, lo step essenziale per ottenere la maggiorazione della pensione. In assenza di domanda, infatti, l’INPS non può venire a conoscenza del fatto che il lavoratore sia stato esposto per più di dieci anni all’amianto e che quindi ha diritto al beneficio previsto dalla legge.

Di conseguenza il lavoratore non può agire in giudizio contro l’INPS se prima non ha presentato domanda in via di autotutela all’ente stesso. L’eventuale ricorso è improcedibile perché il lavoratore salta la fase obbligatoria della richiesta diretta all’ente erogatore del beneficio pensionistico.

La domanda giudiziale è possibile solo quando l’ente non abbia accolto la domanda del lavoratore oppure non abbia dato alcun riscontro.

note

[1] Cass. ord. n. 9378 del 29.04.2014.

[2] Art. 13, c. 8 della L. n. 257/1992.

Autore immagine: 123rf.com


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