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La rinuncia all’eredità comporta anche la rinuncia alla polizza vita?

18 Agosto 2014
La rinuncia all’eredità comporta anche la rinuncia alla polizza vita?

Voglio rinunciare all’eredità per la mole dei debiti lasciati da mio padre: in questo caso, perdo anche i diritti sulle polizze vita presenti nella massa ereditaria?

Il beneficiario di una polizza vita riceve il beneficio indipendentemente dalla scelta di rinunciare all’eredità o meno. Infatti, la prestazione viene pagata comunque dalla compagnia al beneficiario il quale poi può destinare a chicchessia l’importo di polizza. Ma è una scelta successiva: l’impresa, per contratto, deve infatti pagare la prestazione al beneficiario designato anche se questi abbia rinunciato all’eredità del contraente della polizza.

Nel caso in cui comunque l’importo pagato dalla compagnia dovesse ledere quote di legittima, tale somma potrebbe essere aggredita dagli eredi legittimari. Ma anche in questo caso la compagnia paga comunque sempre al beneficiario designato. Spetterà agli aventi diritto fare causa al beneficiario che, con la polizza (esclusa la temporanea caso morte ), ha sottratto parte di “legittima”.

Va ricordato poi che le polizze prevedono un particolare meccanismo attraverso il quale, in caso di premorienza dell’assicurato, il beneficiario riceve la prestazione senza pagare alcuna tassa di successione e neppure eventuali tasse sulle plusvalenze maturate.

Chi è il beneficiario di una polizza

Il beneficiario della polizza è una persona, diversa dal contraente della polizza medesima, a cui deve essere corrisposta la prestazione dell’assicuratore qualora si verifichi il rischio assicurato.

Il contraente è, invece, colui che stipula il contratto di assicurazione e ne gestisce tutti gli adempimenti amministrativi; è tenuto a pagare i premi e ha la facoltà di esercitare tutti i diritti propri del contratto: ad esempio può esercitare il diritto di riscatto, modificare il beneficiario e chiedere prestiti sulla polizza.

L’assicurato è, infine, la persona fisica sulla cui vita è stipulato il contratto. Se diverso dal contraente, l’assicurato deve firmare per accettazione il contratto qualora si tratti di garanzia per il caso di morte.

Nelle assicurazioni sulla vita, la figura del beneficiario può non coincidere con quella

del contraente e/o con quella dell’assicurato. Nelle assicurazioni contro i danni, regolate

dal principio indennitario, le figure del beneficiario e dell’assicurato debbono coincidere, salvo il caso dell’assicurazione cauzioni.

Nei contratti di assicurazione sulla vita a favore di un terzo, la designazione, fatta per iscritto o anche in forma generica, può essere revocata con le stesse forme, ma non dopo la morte del contraente, né dopo che, successivamente alla morte dell’assicurato il beneficiario ha dichiarato di voler profittare del beneficio.

Proprio per le loro caratteristiche (impignorabilità, insequestrabilità e fuoriuscita dall’asse ereditario), le polizze sono state utilizzate negli anni come strumento per disporre dei lasciti a persone non comprese nell’asse ereditario (tipico è l’esempio di chi deve tutelare persone non congiunte in maniera diretta e vuole essere sicuro che possano ottenere un vitalizio o un capitale preciso alla propria morte).

La designazione del beneficiario può essere fatta nel contratto di assicurazione, o con successiva dichiarazione scritta comunicata all’assicuratore, o per testamento; essa è efficace anche se il beneficiario è determinato solo genericamente. Equivale a designazione l’attribuzione della somma assicurata fatta nel testamento a favore di una determinata persona.

Per effetto della designazione il terzo acquista un diritto proprio ai vantaggi dell’assicurazione.


note

Autore immagine: 123rf.com


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