Addio segreto bancario internazionale

7 Maggio 2014
Addio segreto bancario internazionale

Svizzera e Singapore danno il consenso allo scambio automatico di informazioni ed escono dalla black list dei paradisi fiscali.

Svizzera e Singapore hanno ufficialmente deciso di uscire dalla cosiddetta black list dei paradisi fiscali difensori del segreto bancario allineandosi, così, ai criteri di trasparenza fiscale imposti dagli Usa.

L’intesa è stata raggiunta proprio ieri, nel corso della riunione dell’Ocse tenutasi a Parigi, sulla adesione al protocollo per lo scambio automatico di informazioni bancarie. L’accordo andrà- a regime nel 2017.

La quarta e la quinta piazza finanziaria del globo si sono impegnate a svelare la situazione patrimoniale dei propri correntisti ai Paesi (soprattutto alle autorità fiscali) d’origine.

Ciò significa, tra l’altro, che le banche delle due capitali finanziarie non accetteranno più denaro senza la preventiva dichiarazione di “tassazione assolta“, fatta sotto la responsabilità, anche penale, dal cliente.

Il protocollo sullo scambio automatico si applicherà a 44 paesi già firmatari (i cosiddetti “early adopters”), ma potrebbe estendersi anche ad altri paesi Ocse e del G-20 (tra cui Russia, Cina, Brasile, Indonesia) che potrebbero partecipare al prossimo incontro di fine maggio a Parigi.

All’intesa di ieri di Berna e Singapore, che ha un significato simbolico enorme – vista la loro posizione nel ranking finanziario mondiale e per le cifre di “nero” in ballo – dovrà comunque seguire un periodo di messa a regime piuttosto lungo, sotto il cappello di accordi politici tra gli Stati. Percorso che dovrebbe avere una tappa cruciale a fine ottobre a Berlino, in occasione del Forum mondiale sulla trasparenza fiscale.



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