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Causa rinviata: responsabile l’avvocato?

7 maggio 2014


Causa rinviata: responsabile l’avvocato?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 maggio 2014



Responsabilità professionale: i rinvii chiesti dall’avvocato, dal magistrato e dal codice di procedura.

È responsabile, non solo a titolo deontologico, ma anche civilistico (ed è quindi tenuto al risarcimento del danno), l’avvocato che chiede continui rinvii delle udienze, prolungando così i tempi della causa e procurando un danno al proprio cliente.

A stabilirlo è una recente sentenza della Cassazione [1].

Ma perché questi rinvii?

Quando si parla di “rinvio” dell’udienza è facile cadere in luoghi comuni. Perciò, innanzitutto, è necessario informare i “non addetti ai lavori” che i cosiddetti (e tanto imprecati) “rinvii” non sono sempre addebitabili a richieste degli avvocati. Anzi, capita più spesso che – quando già non dipenda dalle forme dettate dal codice di procedura – sia il giudice a disporli d’ufficio o in udienza stessa. Questo capita un po’ per il carico di lavoro, un po’ per altre personali ragioni del magistrato (come per la necessità di studiare il fascicolo a seguito della sostituzione di un collega).

In altre occasioni, invece, gli slittamenti sono dovuti a “intoppi” che possono verificarsi, nel corso del processo, per ragioni “burocratiche” (si pensi a una comunicazione da effettuarsi a cura della cancelleria, ma non andata a buon fine o di cui l’ufficio si è del tutto dimenticato) o per causa di terzi (un testimone che non si presenta in udienza) o, ancora, per questioni accidentali (lo smarrimento di un fascicolo) o, infine, per concomitanze con scioperi, elezioni, ecc.

Prima delle recenti riforme, peraltro, gli avvocati avevano maggiori margini di manovra nel chiedere rinvii dell’udienza. Oggi, invece, un rigido sistema di preclusioni impedisce al legale di poter “giocare” con il processo a proprio piacimento.

Ciò nonostante, può sempre verificarsi il caso in cui l’avvocato, adducendo varie motivazioni a sostegno della propria richiesta, possa riuscire a convincere il giudice a farsi accordare un puro e semplice rinvio, senza compiere, quindi, alcuna attività all’udienza. Si pensi, per esempio, al caso in cui si finga l’esistenza di una volontà transattiva volta a chiudere la controversia con la controparte (e, quindi, si chiede tempo per formalizzare un accordo che, in realtà, non esiste) o a un falso impedimento personale o lavorativo, ecc.

Ebbene, con la sentenza in commento, la Cassazione ha precisato che incappa in responsabilità professionale il legale che prolunghi, senza motivo, i tempi del processo. Il cliente, per poter ottenere ristoro, dovrà provare di aver subito un danno (circostanza, del resto, insita in qualsiasi causa di risarcimento del danno). Ciò passa per la dimostrazione del “buon esito” della sentenza che, se tempestivamente emessa, avrebbe impedito il prodursi degli effetti pregiudizievoli in capo all’assistito. Vien da sé, infatti, che, nel caso opposto, ossia di sentenza sfavorevole alle richieste del cliente, per quest’ultimo sarà assai più difficile dimostrare che lo slittamento del processo ha significato per lui un danno.

note

[1] Cass. sent. n. 5410 del 7.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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3 Commenti

  1. Buongiorno,
    vorrei avere un opinione in merito…
    ho avuto un pignoramento dei crediti preso terzi nel mese di marzo.. avendo torto non ho preso un legale ma aspettavo solo la sentenza del giudice per sbloccare i crediti ed il fornitore prtendersi quello che gli spettava.
    la prima udienza era il 19/05/17 (rinviata dal giudice) seconda udienza il 25/05/17 (rinviata di nuovo dal giudice) terza udienza il 20/06/17 (rinviata di nuovo dal giudice) ora nessuno compreso l’avvocato del mio fornitore sa indicarmi la nuova data… nel frattempo e’ da marzo che non posso incassare piu nulla e sono in serie difficoltà….
    è normale tutto cio? posso rivalermi sul tribunale per i danni che mi hanno creato?

    grazie 1000

  2. Dipende sempre da cosa stabiliscono i rinvii, quali sono le motivazioni che hanno spinto il giudice a decidere di rinviare ciò. Cordiali saluti.

    1. La ringrazio per la risposta… tornando sul discorso sono state rinviate per affollamento cause… il problkema è che proprio questa settimana ho sentito il legale del mio fornitore il quale mortificato mi ha confermato che ad oggi non è stata ancora fissata l’udienza…. e nel frattempo ho dovuto cessare l’attività perchè ancora tutto bloccato e quindi nessun incasso ma le spese fisse sono rimaste fino a quando sono riuscito a sostenerle con soldi propri.

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