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Denunciare il furto di password dell’account Facebook per giustificarsi dal reato?

7 Maggio 2014
Denunciare il furto di password dell’account Facebook per giustificarsi dal reato?

Non può evitare la condanna per diffamazione chi ha utilizzato il proprio profilo Facebook per offendere un’altra persona e poi ha denunciato il furto della password del proprio profilo.

 

Un escamotage non vincente quello di denunciare, alla polizia, il furto della password del proprio profilo Facebook, ad opera di hacker sconosciuti: tutto ciò per giustificare i post offensivi pubblicati, dal proprio account, nei confronti di un terzo.

A rigettare la tesi costruita “ad arte” da un utente del social network è una sentenza della Cassazione di poche ore fa [1].

La vicenda

Un tale, imputato di diffamazione aggravata per aver scritto sulla bacheca di Facebook alcuni messaggi ingiuriosi nei riguardi di un’altra persona, dopo essere venuto a conoscenza dell’intenzione, da parte di quest’ultima, di querelarlo, aveva sporto denuncia per furto della password del proprio account di Facebook.

 

La messinscena, però, non regge. La denuncia contro ignoti, volta a sostenere che alcuni hacker, dopo aver captato le proprie credenziali di accesso al social network, avrebbero utilizzato liberamente l’account per commettere reati, non convince i giudici, soprattutto per via della cronologia delle date con cui gli eventi si sono verificati. E ciò nonostante il parere del Gip secondo cui l’oggettiva difficoltà, se non l’impossibilità, di identificare chi abbia elaborato gli scritti poi diffusi tramite Facebook sulla rete, non consente di ritenere sussistenti le prove contro il titolare del profilo Facebook.


note

[1] Cass. sent. n. 18887 del 7.05.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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