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La perdita dell’illuminazione solare, del panorama e dell’aria: controversie tra vicini

7 maggio 2014


La perdita dell’illuminazione solare, del panorama e dell’aria: controversie tra vicini

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 maggio 2014



Distanze e altezze tra costruzioni: in che misura è tutelabile il diritto all’aria aperta, al panorama e alla luce?

Un vicino ha costruito al confine della vostra proprietà un edificio, privandovi dell’illuminazione solare di cui avevate goduto fino ad ora. È possibile intervenire?

Non esiste una regolamentazione specifica al riguardo, quindi spetta al giudice valutare la situazione volta per volta, tenendo conto di numerosi elementi.

Quando è possibile opporsi

La legge e i regolamenti stabiliscono in modo inderogabile distanze e altezze da rispettare nella edificazione di nuovi fabbricati. Questo per evitare che si privino reciprocamente di aria e luce, e per assicurare uno standard accettabile di igiene e sicurezza. Ciò non impedisce però che una nuova costruzione possa rovinare una bella veduta panoramica o anche semplicemente togliere luce a quella vicina, senza violare con questo la legge.

Chi costruisce nei limiti posti dalla legge e dal piano regolatore e sulla base di una regolare concessione edilizia, esercita, sempre e comunque, un proprio diritto e non vi è quindi possibilità di opporsi.

Chi tuttavia vuole tutelare la vista panoramica di cui gode il proprio edificio perché, per esempio, ne trae un vantaggio economico (come il proprietario di un albergo) può premunirsi costituendo sul terreno del vicino una servitù di non edificare o di non sopraelevare. Questo tipo di accordo va stipulato con atto scritto davanti ad un notaio, che ne dovrà curare la trascrizione presso la Conservatoria dei beni immobiliari.

In tal modo il vincolo varrà anche per i successivi proprietari.

Se il vicino, nell’edificare, non rispetta le distanze e le altezze previste dalla legge o dalla concessione edilizia, è tenuto a risarcire il danno causato.

Si ha diritto di pretendere la demolizione solo quando l’edificio sia stato costruito in violazione delle norme con le quali il codice civile regola i rapporti di vicinato.

Atti emulativi

Con questa espressione il codice civile si riferisce a quelle attività, in apparenza lecite, che hanno come unico scopo danneggiare il vicino e che sono proprio per questo vietate. Se il vostro vicino ha messo una recinzione molto alta o ha piantato degli alberi ad alto fusto al solo scopo di togliervi la luce, aria o disturbare la veduta panoramica, potrete rivolgervi al giudice per chiedere che vengano abbattuti.

Che fare?

Quando il vicino ha costruito violando le norme del codice civile sui rapporti di vicinato, ci si deve rivolgere al giudice ordinario competente.

Quando la costruzione, ritenuta illegittima, non sia ancora stata ultimata, e sia trascorso meno di un anno dall’inizio dei lavori, è possibile chiedere all’autorità giudiziaria che questi ultimi vengano sospesi fino alla decisione della causa. Se, al contrario, il vicino ha costruito sulla base di una concessione edilizia illegittima, quest’ultima deve essere impugnata davanti al TAR (Tribunale amministrativo regionale) competente.

 

Da ricordare: sia davanti al giudice ordinario sia davanti al Tar è necessaria l’assistenza di un legale (avvocato o procuratore).

note

 

Norme di riferimento

Art. 872, libro III, cod. civ.

Art. 833 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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