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Si può redigere da soli il proprio testamento?

7 maggio 2014


Si può redigere da soli il proprio testamento?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 7 maggio 2014



Col testamento olografo possibile disporre delle proprie ultime volontà, rispettando le quote dei legittimari.

Il testamento è un atto impegnativo, che deve rispondere a certi requisiti formali. Nulla vi impedisce di redigerlo per vostro conto, rispettando però alcune regole particolari.

Il codice civile prevede il testamento cosiddetto “olografo”, cioè scritto di proprio pugno da un privato senza l’assistenza del notaio. Del resto la forma olografa è quella usata con più frequenza.

Forma scritta

Il testamento deve essere assolutamente redatto in forma scritta e di proprio pugno in tutte le sue parti.

Un testo scritto a macchina, anche se firmato o completato con annotazioni scritte a mano, non ha alcun valore. Così come non è valido un testamento scritto con una calligrafia diversa da quella usata abitualmente o in stampatello.

Non ha alcuna importanza, invece, dove vengono scritte le ultime volontà del testatore: può trattarsi di un semplice foglio di carta, o di un foglio protocollo, o di una lettera, purché sia incontestabile che a redigerlo è stato il testatore, il quale ha voluto in tal modo esprimere le sue ultime volontà. Neppure la lingua usata ha alcuna importanza.

La firma

Il testamento deve sempre essere firmato. La firma, inoltre, deve essere apposta alla fine del testo scritto.

Tutte le disposizioni redatte dopo la firma non hanno alcun valore. Il testatore può sottoscrivere usando il proprio nome, o anche un semplice pseudonimo che lo renda comunque individuabile. Recentemente è stato affermato che il testamento può essere firmato anche con espressioni come “La mamma” o “Il papà” purché l’atto sia riconducibile a una persona certa.

La data

È necessario porre la data sul documento per due motivi: essa permette di stabilire se il testatore al momento della stesura era capace d’agire, e consente di individuare un ordine cronologico quando vi sia più di un testamento.

Ciò è molto importante, perché in caso di incompatibilità tra due o più testamenti, prevale sempre quello più recente, che revoca quelli anteriori.

La data deve essere completa e quindi deve comprendere giorno, mese e anno.

Tuttavia si possono usare espressioni equivalenti come: “Natale 1994” o “Pasqua 1994”. Quando la data sia incompleta si possono desumere gli elementi mancanti dalla scheda  testamentaria, e solo all’interno di questa.

note

Norme di riferimento

Art. 602, libro II, cod. civ.

Art. 606 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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