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Come usare lo Spid senza averlo

17 Settembre 2021 | Autore:
Come usare lo Spid senza averlo

Chi non ha dimestichezza con la tecnologia può delegare ad una persona di sua fiducia le pratiche per le quali è richiesta l’identità digitale.

Da qualche tempo, per comunicare con la Pubblica Amministrazione e poter fruire dei suoi servizi online c’è bisogno del nuovo sistema di identificazione digitale, cioè dello Spid. È vero che si può anche utilizzare la carta d’identità elettronica o la carta nazionale dei servizi, ma poco cambia: chi era abituato ad inserire un semplice codice Pin per entrare nel portale dell’Inps, nel cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate o per scaricare un certificato di residenza dal sito del Comune ora deve usare uno strumento diverso. Il problema si pone per chi non ha dimestichezza con gli ambienti digitali e non riesce a capire come deve avere o usare lo Spid. È vero che l’accesso ai portali dell’Amministrazione è consentito anche con la carta d’identità elettronica e con la carta nazionale dei servizi, ma poco cambia: se uno ha poca familiarità con la tecnologia, si troverà sempre in difficoltà. Una soluzione c’è, però, scoprendo come usare lo Spid senza averlo.

Il decreto Semplificazioni contiene una norma che consente a chi non è in grado di dialogare telematicamente con gli uffici pubblici di delegare un’altra persona affinché sia lei a svolgere le pratiche necessarie. Vediamo come funziona.

Che cos’è lo Spid?

Lo Spid, ovvero il Sistema pubblico d’identità digitale, è un sistema di identificazione collegato a una casella di posta elettronica certificata che consente di accedere da computer, tablet o smartphone ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei soggetti privati aderenti con un’unica identità digitale. Allo stesso tempo, il cittadino può ricevere grazie allo Spid delle comunicazioni dagli uffici pubblici (Comune, Inps, Fisco, ecc.).

Come abbiamo spiegato in dettaglio nell’articolo “Come faccio a ottenere lo Spid“, per entrare in possesso dell’identità digitale basta rivolgersi ad uno dei soggetti abilitati (gli identity provider, tra cui c’è anche Poste Italiane), purché si sia maggiorenni.

Spid: come usarlo senza averlo?

La procedura per ottenere e per utilizzare lo Spid non è complicata. Tuttavia, come si diceva prima, ci sono delle persone che hanno un approccio complicato con la tecnologia. A questi cittadini ci ha pensato il decreto Semplificazioni del 2021, con una norma che consente di delegare ad altre persone la gestione dell’identità digitale di un soggetto. In pratica, permette di usare lo Spid senza averlo.

Si tratta, quindi, di una sorta di «abbattimento delle barriere tecnologiche» a beneficio di chi non è pratico con smartphone e computer. La delega può essere fatta in due modi:

  • presentandola in versione cartacea allo sportello dell’ente pubblico di cui si vogliono attivare i servizi per conto del delegante;
  • compilando telematicamente le istanze e le dichiarazioni richieste.

A quel punto, verrà creato un elemento qualificato associato all’identità digitale del delegato, secondo le modalità indicate dall’Agenzia per l’Italia digitale. Risultato: le comunicazioni al delegante arriveranno tramite lo Spid del delegato. Come se si trattasse di una deviazione di chiamata, per intenderci.

Spid: chi può essere delegato?

Il decreto Semplificazioni dà la possibilità a chi non è pratico della tecnologia di delegare la gestione della propria identità digitale Spid ad un soggetto «con livello di sicurezza almeno significativo».

Chi ha già letto l’articolo “Spid obbligatorio: quando e come si fa“, avrà visto che ci sono, infatti, tre livelli di sicurezza:

  • il primo livello consente di accedere ai servizi online con login e password scelti dall’utente;
  • il secondo livello offre una maggiore garanzia di sicurezza: l’accesso avviene attraverso login e password scelti dall’utente, un codice temporaneo generato dal sistema (one time password, cioè una chiave utilizzabile una sola volta) oppure l’uso di un’app dal dispositivo;
  • infine, il terzo livello prevede l’utilizzo di ulteriori soluzioni di sicurezza e di dispositivi fisici (ad esempio, una smart card) che vengono erogati dal gestore dell’identità.

La norma, però, non si riferisce soltanto a questo tipo di sicurezza ma anche a quella che offre una persona che gode della completa fiducia del delegante, come un figlio o un nipote. Per quanto riguarda le persone con disabilità, chi riceve la delega dovrà presentare la sentenza che riconosce il suo ruolo di tutore o di amministratore di sostegno in modo da poter operare per conto suo. Ulteriori vincoli sulla possibilità di utilizzare la delega verranno decisi dal Garante della privacy.



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