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Si può coltivare la cannabis a casa?

18 Settembre 2021 | Autore:
Si può coltivare la cannabis a casa?

È legale la coltivazione domestica di marijuana? Quando si può usare la cannabis terapeutica? Quali sono le sanzioni amministrative?

In Italia, l’uso di marijuana è illegale, a meno che non sia prescritta per uso medico. Anche il consumo personale di droga costituisce un illecito, seppur punito solamente con una sanzione amministrativa. Questo significa che non è possibile fumare uno spinello senza incorrere in qualche tipo di sanzione. Proprio perché è noto che l’acquisto di sostanze stupefacenti costituisce reato per chi la vende e illecito amministrativo per chi l’acquista, molte persone pensano di poter ovviare a questo problema “producendo” da sé la sostanza di cui hanno bisogno. Si può coltivare la cannabis in casa?

Alcune sentenze della Corte di Cassazione hanno stabilito che non costituisce reato la coltivazione domestica di marijuana, purché il numero di piantine sia esiguo e la coltura avvenga con metodi rudimentali, tali da far comprendere che la sostanza è destinata all’uso personale. Ciò non significa, però, che la coltivazione domestica sia legale. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme se si può coltivare la cannabis in casa e quali sono le possibili conseguenze di questa condotta.

Cannabis: è legale in Italia?

La cannabis è illegale, anche se costituisce una delle cosiddette droghe leggere. In Italia, praticamente ogni condotta che ha a che fare con le sostanze stupefacenti rappresenta un crimine.

Per la precisione, la legge [1] punisce con la reclusione chi, senza autorizzazione governativa, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito sostanze stupefacenti.

Coltivazione domestica cannabis: è reato?

Da quanto detto nel precedente paragrafo si evince facilmente che in Italia è reato coltivare la cannabis in casa, a meno che non si abbia una speciale autorizzazione dal Governo. A quanto appena detto fanno eccezione le ipotesi che analizzeremo nel seguente paragrafo.

Coltivare cannabis in casa: quando non è reato?

Eccezionalmente, coltivare cannabis in casa non costituisce reato se:

  • la coltivazione è di minime dimensioni;
  • le piantine sono poche;
  • le tecniche di coltivazione sono rudimentali.

Tanto è stato stabilito da diverse sentenze della Corte di Cassazione [2], secondo le quali anche la coltivazione di undici piantine di marijuana può andare esente da reato se sussistono tutte le altre condizioni che inducono a ritenere che la droga sia per uso personale.

Al contrario, sempre secondo i giudici [3], non si può invece parlare di coltivazione domestica penalmente irrilevante se le tecniche di coltivazione non sono rudimentali.

E così, anche solo quattro piante di marijuana sono sufficienti per escludere la coltivazione domestica destinata a un uso esclusivamente personale della sostanza stupefacente, se l’imputato non utilizza tecniche rudimentali di coltivazione ma si avvale di una serra per la coltivazione, con specifico impianto di areazione, lampade UV e idoneo riscaldamento.

Insomma: essere in possesso della strumentazione idonea alla coltivazione rende penalmente perseguibile la condotta di chi coltiva marijuana, anche se si tratta di poche piantine.

Coltivazione di marijuana in casa: è legale?

Anche quando la coltivazione domestica di cannabis non costituisce reato, questa condotta resta comunque illecita. In altre parole, la coltivazione di marijuana in casa è sempre illegale: quando non scatta il reato, infatti, la condotta resta proibita dal punto di vista amministrativo.

Di conseguenza, chi viene trovato a coltivare in casa qualche piantina di marijuana, anche se riesce a dimostrare che si tratta di un quantitativo minimo per uso personale, non sfugge alle sanzioni amministrative previste dalla legge, quali ad esempio la sospensione ovvero il divieto di ottenere uno o più documenti tra:

  • patente/patentino di guida;
  • porto d’armi;
  • passaporto e carta di identità ai fini dell’espatrio;
  • permesso di soggiorno per gli stranieri.

La marijuana è in ogni caso sequestrata e destinata ad essere distrutta dopo la sua analisi.

Per conoscere tutto ciò che c’è da sapere a proposito delle sanzioni amministrative previste per il possesso di droga, si consiglia la lettura dell’articolo “Droga uso personale: sanzioni“.

È legale coltivare cannabis per uso terapeutico?

In Italia, è legale l’assunzione di cannabis a uso terapeutico, solo se prescritta dal medico e acquistata nelle farmacie. Da tanto deriva che è illegale la coltivazione domestica di cannabis per uso terapeutico.

In pratica, essere in possesso della prescrizione del medico che autorizza l’assunzione di farmaci contenenti cannabis non legittima in alcun modo la sua coltivazione.

In Italia, l’unica industria autorizzata a coltivare cannabis è quella farmaceutica che abbia ottenuto la speciale autorizzazione dal Governo per fini medici.


Anche quando la coltivazione domestica di cannabis non costituisce reato, questa condotta resta comunque illecita. In altre parole, la coltivazione di marijuana in casa è sempre illegale: quando non scatta il reato, infatti, la condotta resta proibita dal punto di vista amministrativo.

note

[1] Art. 73, D.P.R. n. 309/90.

[2] Cass., sez. un., sent. n. 12348/2020; Cass., sent. n. 6599 del 19 febbraio 2021.

[3] Cass., sent. n. 644 dell’11 gennaio 2021.

Autore immagine: canva.com/


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