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Come guadagnare senza lavorare

13 Giugno 2021
Come guadagnare senza lavorare

Nuove idee di attività che non richiedono particolari competenze: come mettersi in regola con il Fisco e quando aprire la partita Iva.

Si chiama Shoji Morimoto, è un giapponese di 36 anni che si è inventato un nuovo lavoro. Anzi, un «non lavoro» direbbero in molti leggendo la provocazione lanciata dal giovane sui social. Morimoto si fa pagare per non fare nulla (o quasi). 

Ma siccome nessuno paga se non riceve qualcosa in cambio (diversamente, si chiamerebbe beneficienza), a ben vedere, Shoju Morimoto qualcosa per vivere la fa. E, a quanto pare, vive anche bene se si tiene conto che, sino ad oggi, ha ricevuto ben 3mila richieste di lavoro ed ha oltre 270mila follower su Twitter. Allora, come guadagnare senza lavorare? È lui stesso a svelarlo.

Morimoto fa «servizi alle persone», come ama dire lui stesso visto che – sottolinea con grande sincerità – non ha alcuna competenza specifica: fa da compagnia, da amico al bar, fa la fila al posto degli altri, magari guarda anche la macchina in seconda fila quando c’è da fare un servizio e non si trova un parcheggio. Morimoto aiuta le persone nelle piccole incombenze della vita quotidiana, quelle però che non comportano grossi sacrifici fisici o capacità tecniche.

Quanto volte avresti voluto passare una serata in birreria e non hai trovato un amico disposto ad uscire con te? O quante altre avresti voluto vedere un film che, tuttavia, non piaceva ai tuoi amici? Passare il sabato sera a casa è peggio, a volte, che offrire la cena a qualcuno che ti faccia compagnia: Morimoto fa anche questo, così fornendo anche un supporto psicologico a chi ha bisogno di parlare, confessarsi, confrontarsi, sentire il parere di un altro. Così come può scortare una ragazza che, nel tornare la sera sola a casa, non si sente sicura. E c’è chi lo usa per far numero in una partita a calcio. È stato anche usato come “terzo” negli incontri con sconosciuti.

Insomma, questo intraprendente – e anche un po’ sfacciato – giapponese, senza essere un accompagnatore erotico, ha trovato il modo per insegnare a tutti come guadagnare senza lavorare. Il tutto per la modica cifra di 96 dollari o 10 mila yen a impiego.

Da un punto di vista legale, il lavoro di Morimoto pone una serie di interrogativi. Il primo: è legale guadagnare in questo modo? Avere un’agenzia di amici in affitto è lecito? È necessario aprire una partita Iva ed avere un codice attività? Se anche ci fosse gente disposta a pagare uno sproposito per avere una compagnia serale, come mettersi in regola con il Fisco? 

Volendo ampliare il campo delle domande, non c’è chi si domanda se sia lecito acquistare un prodotto e rivenderlo al triplo del prezzo, ammesso che, al giorno d’oggi, ci sia un pollo capace di non accorgersi dell’inganno. 

Cerchiamo di rispondere ai più ricorrenti dubbi in materia.

Come guadagnare senza lavorare?

C’è chi si è chiesto: come guadagnare giocando o facendo ciò che ho sempre fatto? Ci sono alcuni youtuber, soprannominati “gamer”, che ci sono riusciti girando video durante le partite ai loro videogiochi preferiti: i più affermati riescono a guadagnare diverse migliaia di euro al mese grazie a YouTube. 

Poi, ci sono alcuni streamer che si riprendono nelle attività quotidiane più comuni: mentre mangiano, escono con gli amici, guidano, addirittura mentre dormono o mentre guardano un film. 

Il settore chiaramente si è subito inflazionato: i primi hanno collezionato centinaia di migliaia di follower, mentre gli ultimi arrivati devono ora accontentarsi delle briciole.  

Fare l’amico in affitto è certamente un’attività nuova, del tutto legale. Non parliamo di escort, sebbene anche quest’ultima attività, come noto, è pienamente lecita. Così non c’è nulla di illecito nell’accompagnare una persona a cena, al cinema o al bar in cambio di un compenso. Del resto, si tratta di un’attività molto simile a quella della badante che viene però svolta solo nei confronti di soggetti incapaci.

Fare la fila per conto di un’altra persona, ad esempio per l’acquisto dei biglietti di un concerto o per uno sportello della Pubblica Amministrazione, non è vietato da alcuna legge.

Comprare oggetti e rivenderli è lecito, anche laddove vi si apportino delle sensibili modifiche: si pensi alla personalizzazione di abiti griffati. Ed è lecito fare da intermediario negli scambi di oggetti usati, come succede con molte piattaforme online.

La rivendita di prodotti ad un prezzo superiore rispetto a quello di mercato è lecita, ma in questo caso la maggiorazione va dichiarata al Fisco. Attenzione a non cadere nella truffa contrattuale: se anche non è necessario informare l’acquirente del fatto che il prodotto è stato a suo tempo comprato a un prezzo inferiore, non bisogna però far credere che lo stesso abbia qualità o caratteristiche inesistenti: in tal caso, infatti, oltre all’illecito civile si può rischiare una querela penale.

Come regolarizzare l’attività

Se si vuole aprire una nuova attività, da svolgere in via continuativa (quindi, in modo professionale), bisogna avere una partita Iva e fornire all’Agenzia delle Entrate un «codice attività» che corrisponda al lavoro che si intende svolgere (o a un’attività simile ad essa, se tale codice non esiste). 

Se l’attività viene svolta invece in modo occasionale, senza continuità e senza alcuna intenzione di volerne fare il proprio lavoro, non è necessario aprire la partita Iva. Ma anche in quest’ultimo caso i redditi percepiti, qualsiasi sia l’importo, vanno dichiarati ogni anno, all’interno della propria dichiarazione dei redditi, alla voce «Redditi diversi». In tal caso, si potranno ricevere i pagamenti tramite bonifico bancario, ricariche sulle carte prepagate o su PayPal senza che ciò possa costituire un pericolo di natura fiscale. 

Anche il ricevimento di contanti è consentito laddove non superi le soglie della tracciabilità che, fino al 31 dicembre 2021, sono di 2.000 euro, mentre dopo passano a 1.000 euro.

Lasciare i contanti a casa e poi versarli in banca senza averli dichiarati può costituire un grave rischio: l’ufficio delle imposte può infatti accorgersi della movimentazione e imputare tali importi a redditi non dichiarati, salvo prova scritta contraria. 



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3 Commenti

  1. Storia molto carina e originale quella del ragazzo che si fa pagare come amico in affitto, accompagnatore o per fare la fila. Mi servirebbe per andare in posta o per le commissioni quotidiane per risparmiare un po’ di tempo e potermi dedicare ad altro.

  2. Che poi il suo non è un “Non lavoro” perché si mette a disposizione come se fosse un badante, un tuttofare che non richiede alcuna competenza specifica ma che è in grado di fare chiunque. Andate a chiamare quelli che stanno a poltrire col reddito di cittadinanza o quelli che amano restare nella nullafacenza e pretendono aiuti statali. Predete esempio!

  3. Non si chiama lavoro perché non ha competenze però chiunque impiega il suo tempo nel fare qualcosa per soldi, lavora. Altrimenti si chiama volontariato. ed anche ai volontari spesso offrono un rimborso spese. Quindi, buon per lui se riesce a trovare un guadagno prestandosi in queste attività che nessun altro vuole fare e che gli consentono di mettersi qualcosa nel portafoglio. Certo, sarebbe bene investire nell’acquisire un qualsiasi tipo di conoscenza, però ognuno nella vita è libero di fare quel che gli pare e quel che lo rende felice. D’altronde, ci sono persone che si fanno mantenere da altri senza muovere un dito. Quindi, perché criticare gli altri!?!

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