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L’erede può accedere al conto corrente intestato al defunto?

26 Giugno 2021
L’erede può accedere al conto corrente intestato al defunto?

Mia moglie è deceduta. Come posso accedere al conto intestato a lei? Come posso chiedere la liquidazione della parte della giacenza a me spettante?

Innanzitutto, in caso di successione legittima (cioè nel caso in cui sua moglie non abbia fatto testamento), se il defunto non lascia figli, in base all’articolo 582 del Codice civile al coniuge spettano i due terzi dell’eredità, mentre ai genitori del defunto spetta un terzo da dividersi in parti uguali (quindi un sesto a suo suocero ed un sesto a sua suocera).

Quindi, le somme depositate sul conto corrente di sua moglie, se il conto era intestato solo a lei, vanno divise secondo le proporzioni appena indicate (cioè due terzi a lei ed un terzo ai suoi genitori).

L’articolo 119, comma 4°, del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (il decreto legislativo n. 385 del 1993) stabilisce poi che l’erede del cliente (quindi, sia lei che i suoi suoceri) hanno il diritto di accedere ai dati del conto e quindi di ottenere, a proprie spese e non oltre novanta giorni dalla richiesta, copia della documentazione relativa alle singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

Pertanto, lei ed i suoi suoceri avete il diritto di ottenere dalla banca, a vostre spese, gli estratti conto relativi al conto corrente intestato a sua moglie per verificare i movimenti realizzati negli ultimi dieci anni (per analizzare quali operazioni in entrata e uscita, e a favore di chi, siano state eseguite).

Questo diritto di accesso alla documentazione bancaria del defunto spetta agli eredi anche in base alla normativa sulla riservatezza dei dati personali.

Per quanto riguarda, poi, la liquidazione dell’attivo giacente sul conto di sua moglie, la banca vi richiederà una serie di documenti (certificato di morte, atto di notorietà relativo all’identità di erede, eventuale dichiarazione di successione o attestazione della non obbligatorietà della dichiarazione di successione) dopo di che dovrà provvedere alla liquidazione delle somme (in favore degli eredi che abbiano accettato l’eredità), secondo le proporzioni prima indicate ed entro il termine massimo di mesi sei (stabilito dall’articolo 1833, 2° comma, del Codice civile), oppure entro il diverso termine stabilito dal contratto di conto corrente.

Le banche purtroppo, di solito, non liquidano agli eredi l’attivo giacente sul conto del defunto (bloccandolo) in assenza di accordo di tutti quanti gli eredi.

Tuttavia, la Corte di Cassazione ha stabilito (sentenza n. 27.417 del 2017) che il singolo coerede, anche senza il consenso degli altri coeredi, ha il diritto di chiedere ed ottenere dalla banca la liquidazione della propria quota di spettanza sull’attivo giacente sul conto del defunto (ed anche la liquidazione dell’intera somma giacente, se l’erede volesse).

La banca, quindi, non può bloccare il conto in attesa che gli eredi trovino un accordo tra loro, ma deve liquidare all’erede che glielo chieda la quota di spettanza (o anche l’intera somma giacente sul conto).

La liquidazione fatta dalla banca avrà effetto liberatorio anche nei confronti degli altri eredi diversi da quello che ha ricevuto la liquidazione della quota o dell’intera somma giacente: questo vuol dire che eventuali contrasti tra eredi saranno successivamente risolti tra gli eredi stessi (con eventuali giudizi), ma non potranno bloccare la liquidazione della quota o dell’intero che l’erede ha chiesto alla banca.

Se nonostante ciò, la banca dovesse comunque bloccare il conto e negare la liquidazione anche della sua sola quota (pari a 2/3), lei dovrà proporre reclamo alla banca stessa e poi, eventualmente, fare ricorso all’Arbitro bancario e finanziario (tenga conto che anche il Collegio di Coordinamento dell’Arbitro bancario e finanziario, con la decisione n. 27.252 del 20 dicembre 2018, ha condiviso la sentenza della Corte di Cassazione prima indicata – 27.417 del 2017 – per la quale la banca deve liquidare all’erede la sua quota o l’intera somma giacente sul conto del defunto anche se gli altri eredi non hanno dato il loro consenso).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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