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Se il meccanico sbaglia: chi paga?

18 Settembre 2021 | Autore:
Se il meccanico sbaglia: chi paga?

Risarcimento danni meccanico: entro quanto tempo chiederlo? Garanzia riparazione autovettura: come funziona? Come denunciare i vizi dell’opera?

Ogni autovettura comporta non solo un esborso iniziale per il suo acquisto, ma anche continue spese per la sua manutenzione. Soprattutto i veicoli non più nuovi necessitano di interventi di revisione continui. Ecco perché quasi tutti hanno un meccanico di fiducia a cui rivolgersi nel caso in cui la propria auto vada in panne, sia guasta oppure necessiti solo del normale controllo periodico. Il lavoro del meccanico è molto importante in quanto un intervento sbagliato potrebbe avere conseguenze molto gravi: si pensi ai possibili sinistri che possono essere causati da un malfunzionamento dei freni non riparato. In questi casi, chi paga se il meccanico sbaglia?

Il problema riguarda il risarcimento dei danni da poter chiedere a chi, incaricato di riparare un veicolo, non ha svolto adeguatamente il proprio lavoro. È cosa nota che chiunque, una volta assunto un impegno vincolante, deve portarlo a termine nei modi e nei termini stabiliti dall’accordo. Cosa succede se non si adempie correttamente al proprio compito? Quando si può chiedere il risarcimento dei danni? Chi paga se il meccanico sbaglia? Quanto tempo si ha per agire contro il responsabile? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Contratto d’opera con meccanico: cos’è?

Quando si porta l’auto in officina per una riparazione o un semplice controllo si stipula con il meccanico un contratto d’opera. Di cosa si tratta?

Secondo la legge [1], il contratto d’opera sorge ogni volta che una persona si obbliga a compiere, in cambio di un corrispettivo, un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

In estrema pratica, il contratto d’opera è quello che si stipula con un lavoratore autonomo, cioè con un soggetto che non è dipendente da altri ma che sceglie, in totale libertà, come organizzare il proprio lavoro.

Anche i liberi professionisti (avvocati, architetti, ingegneri, ecc.) concludono con i loro clienti un contratto d’opera. La differenza è che, mentre questi ultimi si impegnano ad eseguire una prestazione di tipo intellettuale, il meccanico offre, dietro compenso, una prestazione manuale, nella quale cioè prevale la propria attività materiale.

Il contratto d’opera si stipula senza bisogno di alcun accordo scritto. Nel caso del meccanico, sono sufficienti la consegna del proprio veicolo e la relativa accettazione dell’incarico affinché il contratto si possa dire perfezionato.

Obblighi del meccanico: quali sono?

A seguito del contratto d’opera, il meccanico si impegna ad eseguire la prestazione pattuita: ad esempio, il cambio dell’olio, la riparazione del motore, ecc.

Il termine entro cui effettuare la prestazione è stabilito liberamente dalle parti. In genere, è il meccanico a fissare un termine, a meno che il cliente non abbia interesse alla restituzione del veicolo entro una data certa e inderogabile: in questo caso, trattandosi di termine essenziale, il meccanico deve attenersi a quanto stabilito dal proprietario, pena il suo inadempimento contrattuale.

Dal proprio canto, il cliente è tenuto solamente a mettere a disposizione il veicolo per la riparazione e, soprattutto, a pagare il compenso pattuito per il lavoro svolto.

Garanzia in caso di errori del meccanico: come funziona?

Cosa fare nel caso in cui la riparazione del veicolo non sia andata a buon fine? Come comportarsi se ci si accorge che l’autovettura dà ancora problemi e che il guasto non è stato correttamente sistemato? Sicuramente, ci si potrà rivolgere nuovamente al meccanico, ma alle seguenti condizioni.

Se vuole agire per far valere i propri diritti, il cliente deve, a pena di decadenza, denunciare le difformità e i vizi occulti al prestatore d’opera, entro otto giorni dalla scoperta. L’azione per chiedere il risarcimento si prescrive entro un anno dalla consegna del bene.

In pratica, la legge pone questi due termini inderogabili per il cliente che è insoddisfatto del lavoro del meccanico. Per la precisione, se vuole agire legalmente per tutelare i propri diritti:

  • deve segnalare subito i malfunzionamenti e i guasti che il meccanico avrebbe dovuto riparare, entro il termine massimo di otto giorni dalla scoperta di tali vizi;
  • fermo il rispetto del primo termine di otto giorni, può agire contro il meccanico entro un anno dalla consegna della vettura, cioè dal giorno in cui ci si è recati in officina per la restituzione del veicolo [2].

Denuncia dei vizi al meccanico: come si fa?

La denuncia dei vizi al meccanico va fatta entro otto giorni dalla loro scoperta con lettera raccomandata o strumento equivalente (pec, fax, ecc.).

In altre parole, la segnalazione dei difetti va effettuata con uno strumento che consenta di provare sia l’invio che la corretta ricezione della stessa.

Cosa succede se il meccanico sbaglia?

Se il meccanico sbaglia e i vizi sono stati denunciati in maniera tempestiva, il cliente può:

  • chiedere che le difformità o i vizi siano eliminati a spese del meccanico;
  • chiedere che il prezzo sia proporzionalmente diminuito.

In ogni caso, è salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa del meccanico.

In pratica, una volta denunciato il malfunzionamento al meccanico nonostante la sua riparazione, il proprietario della vettura ha diritto alla riparazione gratuita dei vizi segnalati o, in alternativa, a una riduzione del prezzo pattuito per l’opera del meccanico.

In ogni caso, il cliente ha diritto al risarcimento dei danni se il guasto persiste per colpa del titolare dell’officina.

La legge prosegue dicendo che, se le difformità o i vizi dell’opera sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, il cliente può chiedere la risoluzione del contratto [3].

In altre parole, se non è più possibile la riparazione del veicolo, il cliente può chiedere la restituzione integrale di quanto pagato, oltre al risarcimento del danno.

Rispondendo al quesito posto nel titolo di questo articolo, possiamo senz’altro affermare che, se il meccanico sbaglia, è tenuto alla riparazione gratuita e al risarcimento del danno (se provato).

Sbaglio del meccanico: quando non paga?

Non sempre il meccanico che sbaglia paga. Innanzitutto, se il cliente non denuncia i vizi dell’opera entro otto giorni dalla loro scoperta oppure non agisce entro un anno dalla consegna del veicolo, contro il meccanico non sarà più possibile fare nulla.

Inoltre, la legge dice che, se il cliente accetta la restituzione dell’auto senza eccepire alcunché, il meccanico non risponde delle difformità o dei vizi dell’opera, se all’atto dell’accettazione questi erano noti al cliente o facilmente riconoscibili, purché in tal caso non siano stati dolosamente occultati.

In altre parole, la garanzia per i vizi dell’auto a seguito di riparazione non si estende ai difetti che erano facilmente visibili già al momento della restituzione del veicolo, a meno che questi non siano stati abilmente e dolosamente mascherati dal meccanico.

Ad esempio, se il proprietario dell’auto accetta il lavoro del meccanico anche se risulta evidente che il guasto non è stato riparato, allora il cliente non potrà poi lagnarsi del difetto.


note

[1] Art. 2222 cod. civ.

[2] Art. 2226 cod. civ.

[3] Art. 1668 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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