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Responsabilità condominio per cadute sul marciapiede: ultime sentenze

14 Giugno 2021
Responsabilità condominio per cadute sul marciapiede: ultime sentenze

Servitù pubbliche: responsabilità per cose in custodia con solidarietà tra condominio e Comune. 

Responsabilità del condominio per i danni ai passanti in conseguenza dell’omessa manutenzione del marciapiede prospiciente

In tema di responsabilità per danni da cose in custodia (nella specie: caduta per disconnessione del pavimento di marciapiede prospiciente edificio condominiale), la responsabilità del Condominio, quale proprietario dell’area in cui si è verificato il sinistro, non può essere esclusa dal rilievo che la manutenzione della stessa sia di spettanza del Comune.

La corresponsabilità dell’ente pubblico, invero, non esclude quella del condominio, che, in quanto proprietario del bene, ed in relazione di fatto con lo stesso tale da consentirne il controllo e la vigilanza, è tenuto a fare quanto in suo potere per evitare situazioni di pericolo quali quella che ha provocato il sinistro in esame.

Tribunale Livorno, 24/03/2020, n.289

L’ente è responsabile dei danni provocati dallo stato del marciapiede annesso ad una strada di proprietà comunale

Gli obblighi di manutenzione dell’ente pubblico proprietario di una strada aperta al pubblico transito, al fine di evitare l’esistenza di pericoli occulti, si estendono ai marciapiedi laterali, i quali fanno parte della struttura della strada, essendo destinati al transito dei pedoni.

Ne consegue che del danno cagionato da buche sussistenti sul marciapiede non risponde il condominio dell’antistante stabile, il quale non è pertanto passivamente legittimato nel giudizio promosso ai fini del relativo risarcimento

Tribunale Catania sez. III, 03/03/2020, n.850

Il condominio risarcisce i danni da caduta quando la manutenzione del marciapiede antistante allo stabile è affidata alle sue cure

Non sussiste con riguardo alle deposizioni rese dai parenti o dal coniuge di una delle parti alcun principio di necessaria inattendibilità connessa al vincolo di parentela o coniugale siccome privo di riscontri nell’attuale ordinamento, considerato che, venuto meno il divieto di testimoniare previsto dall’art. 247 c.p.c. per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 248/1974, l’attendibilità del teste legato da uno dei predetti vincoli non può essere esclusa aprioristicamente, in difetto di ulteriori elementi in base ai quali il giudice del merito reputi inficiarne la credibilità, per la sola circostanza dell’esistenza dei detti vincoli tra le parti [1].

È onere del convenuto, ai sensi dell’art. 2697, comma 2, c.c., provare l’eccepito concorso colposo nella causazione dell’evento, ai sensi dell’art. 1227 c.c., per dimostrare che il comportamento del danneggiato sia stato tale da interrompere il necessario nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento lesivo [2].

Corte appello Milano sez. II, 10/01/2020, n.73

Il condominio è responsabile quale custode dei danni ai passanti in conseguenza dell’omessa manutenzione del marciapiede su cui si apre il passo carrabile.

Il passo carrabile è, secondo il Codice della Strada, un accesso ad un’area laterale, per lo più privata, idonea allo stazionamento provvisorio di uno o più veicoli ed è costituito da un’interruzione del marciapiedi o, comunque da una modifica del piano stradale, tale da agevolare l’accesso alla proprietà privata; l’apertura di un passo carrabile su una strada comunale viene autorizzata in tutti i casi in cui è necessario il transito di veicoli fra una sede stradale pubblica e uno spazio privato: tali spazi debbono comunque essere idonei alla sosta o allo stazionamento di veicoli.

Insieme ai benefici derivanti da tale autorizzazione sorge però, al contempo, a carico del concessionario, l’obbligo di curare la manutenzione del passo carrabile, sia per la parte insistente sulla strada, sia per quella ricadente nell’area privata: di conseguenza, ove il concessionario si renda inadempiente e in conseguenza dell’omessa manutenzione del marciapiede uno o più passanti dovessero subire un pregiudizio, sorgerà a suo carico l’obbligazione risarcitoria per danno da cose in custodia (art. 2051 c.c.), con responsabilità concorrente del Comune in caso di omessa vigilanza sul concessionario.

Tribunale Bari sez. III, 07/01/2019, n.48

Codice della Strada e obbligo giuridico del Comune di provvedere

I condomini di un edificio, il cui accesso dall’esterno è reso difficoltoso dalla ridotta profondità del marciapiede posto in corrispondenza dell’ingresso e dalla continua presenza di ciclomotori e autovetture parcheggiate, sono titolari di un interesse giuridicamente rilevante differenziato, qualificato dal d.lgs. n. 285/1992, in forza del quale il Comune ha poteri in materia di gestione delle strade e di disciplina della circolazione dei pedoni nei centri abitati.

Pertanto il Comune stesso è obbligato a pronunciarsi sull’istanza dei predetti condomini volta ad ottenere una soluzione del problema dell’accesso all’edificio.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 21/03/2018, n.423

Responsabilità per danni provocati da una grata metallica inserita nel marciapiede di una strada comunale

Dei danni provocati da una grata metallica inserita nel marciapiede di una strada comunale, destinata ad assicurare aria e luce al sottostante cavedio condominiale, rispondono, in solido con l’ente locale, i singoli condomini.

Cassazione civile sez. III, 31/01/2018, n.2328

Concorso di responsabilità tra Ente comunale e condominio per danni cagionati a terzi da cosa in custodia

Nella ipotesi di sinistro occorso su una grata metallica costituente parte calpestabile di un marciapiede di proprietà comunale che, al tempo stesso, sia destinata ad assicurare aria e luce a un cavedio condominiale sottostante, può sussistere un concorso di responsabilità tra l’ente comunale e il condominio posto che la custodia della cosa fonte di pregiudizio può fare capo a più soggetti a pari titolo, o a titoli diversi, a condizione che importino tutti l’attuale (co)esistenza di poteri di gestione e di ingerenza, visto che il criterio di imputazione della responsabilità per i danni cagionati a terzi da cosa in custodia è la disponibilità di fatto e giuridica sulla cosa, che comporti il potere-dovere di intervenire .

Cassazione civile sez. III, 31/01/2018, n.2328

In tema di risarcimento del danno cagionato all’utente da un tombino dissestato posto su marciapiede di pertinenza condominiale, il condominio in quanto proprietario risponde exart. 2051 c.c. anche se il dissesto è stato pacificamente cagionato da terzi. La pregressa conoscenza della situazione di pericolo e l’inerzia nella sua eliminazione, ricostituiscono in capo al condominio gli obblighi di custodia interrotti per fatto del terzo ed impediscono l’applicazione dell’esimente del caso fortuito idonea ad escludere la responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c..

Rimane configurabile in capo al danneggiato il concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c. idoneo a ridurre l’entità del risarcimento in misura proporzionale all’incidenza causale del danneggiato, liquidato ex art. 139, D. lgs. n. 209/2005 in quanto preferibile rispetto ai criteri tabellari in uso presso il Tribunale di Milano.

Tribunale Milano sez. X, 03/03/2014, n.2981

Pulizia marciapiedi

Ai sensi del combinato disposto degli artt. 3 e 14 c.d.s. della pulizia del marciapiede, quale pertinenza della strada, deve occuparsi l’ente pubblico proprietario di quest’ultima. Conseguentemente, dei danni derivati da una caduta provocata dalla presenza di ghiaccio sul marciapiede antistante un edificio condominiale, non può esserne chiamato a risponderne ex art. 2051 c.c. il condominio frontista, in assenza di prova a carico dello stesso circa la qualità di custode o la sussistenza di obblighi di natura manutentiva o di gestione svincolati dalla titolarità del bene.

Tribunale Torino sez. IV, 05/12/2012

Servitù pubbliche 

Nel caso in cui un marciapiede privato consenta un generale passaggio esercitato da una collettività indeterminata di persone, in assenza di restrizioni all’accesso o di vincoli di proprietà o condominio, sussiste una servitù di uso pubblico, dal momento che il bene ha un’intrinseca idoneità ad essere utilizzato da parte di una collettività, configurandosi così un uso a carattere generale e non “uti singuli” per un periodo prolungato nel tempo.

T.A.R. Perugia, (Umbria) sez. I, 28/11/2012, n.502

La responsabilità da cose in custodia ex art. 2051 c.c. sussiste a carico di un condominio per i danni riportati da una pedone caduto su di un marciapiede scivoloso, a motivo dell’esistenza di una relazione di custodia tra il condominio ed il marciapiede antistante il blocco condominiale, originandosi nel potere di fatto che conferisce al custode la possibilità concreta di escludere dalla cosa ogni situazione di pericolo che possa ragionevolmente rappresentarsi secondo criteri di normalità in un determinato contesto storico e sociale.

Tribunale Monza, 10/07/2012



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