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Cos’è il servizio RiBa?

19 Settembre 2021 | Autore:
Cos’è il servizio RiBa?

In che consiste e come funziona la ricevuta bancaria che consente di avere un credito da imprese o professionisti prima che venga saldato.

Ci sono diversi modi per un’azienda per gestire i pagamenti di una fattura. Uno di questi è la ricevuta bancaria, nota anche con la sigla RiBa, fruibile attraverso il servizio di home banking. Ma cos’è il servizio RiBa e come funziona? È sempre conveniente? E, soprattutto, la RiBa garantisce l’incasso del credito vantato?

La ricevuta bancaria, in questo caso, può essere di due tipi. Ce n’è una che costringe ad aspettare l’incasso della somma dovuta e ce n’è un’altra che consente di ricevere un credito dalla propria banca in attesa che quella del debitore riceva il saldo collegato alla fattura. Una sorta di «anticipazione» del credito, insomma. Vediamo nel dettaglio che cos’è il servizio RiBa, come funziona e quali sono i vantaggi e gli eventuali svantaggi.

RiBa: che cos’è?

RiBa sta per ricevuta bancaria. Viene usata in particolare da aziende o da chi ha una partita Iva come strumento per incassare presso la propria banca un credito. In pratica, se Tizio deve dei soldi a Caio, Caio può averli dal proprio istituto di credito attraverso la RiBa. A sua volta, la banca sollecita l’istituto del debitore (in questo caso di Tizio) per ottenere il pagamento di quanto dovuto esibendo la fattura o altro documento che dimostri la pendenza.

In altre parole, la RiBa è un mandato che il creditore dà alla banca affinché incassi dal debitore una pendenza, presentando la dovuta documentazione.

RiBa: come funziona?

Ecco, quindi, come funziona il pagamento tramite la ricevuta bancaria RiBa. Torniamo ai nostri Tizio e Caio, il primo è il debitore ed il secondo il creditore.

Caio si presenta in una filiale della sua banca munito delle fatture relative al debito di Tizio e affida all’istituto la conclusione dell’operazione di recupero del credito. La banca consegna a Caio la RiBa, cioè la ricevuta bancaria, ed avvia la procedura per il pagamento contattando ed informando del debito la banca di Tizio.

La banca di Tizio contatta quest’ultimo, ottiene da lui il pagamento e lo gira alla banca di Caio, la quale archivia la ricevuta provvisoria d’incasso.

Qual è il valore aggiunto che ha ottenuto Caio affidando questa pratica alla sua banca. Il valore aggiunto glielo dà proprio la RiBa, poiché può utilizzarla per effettuare determinate operazioni, a seconda della tipologia di ricevuta.

RiBa: quali tipologie?

Esistono, come accennato prima, due tipologie di RiBa: quella denominata «a dopo incasso» e quella «salvo buon fine».

La ricevuta a dopo incasso viene depositata dal creditore in banca, la quale invia al debitore la comunicazione affinché i soldi vengano versati entro un certo termine. Il creditore riceverà la RiBa dopo che il pagamento è stato effettuato.

La ricevuta salvo buon fine consente, invece, al creditore di ricevere l’importo del debito ancor prima che la banca abbia effettivamente ricevuto i soldi dal debitore. Tuttavia, l’istituto trattiene alcuni costi per interessi di scoperto e per la gestione della pratica.

RiBa: come si fa?

La ricevuta bancaria, o RiBa, viene emessa dopo che il fornitore di un bene o di un servizio (un’azienda o un libero professionista) ed il suo cliente si sono accordati su questo sistema di pagamento. Le banche, come visto, hanno soltanto un ruolo da intermediario.

Nella RiBa non possono mancare questi dati:

  • l’importo da saldare riportato in fattura;
  • il numero sequenziale della fattura;
  • nome e numero di partita Iva del debitore;
  • data di scadenza della RiBa, cioè termine entro il quale il debito deve essere saldato.

Nella maggior parte dei casi, il pagamento è fattibile tramite il servizio di home banking. L’istituto di credito detta le regole sui tempi di scadenza (di solito, una ventina di giorni) e sulle modalità di incasso.

RiBa: che succede se il debitore non paga?

Nei due casi che abbiamo appena visto, la RiBa a dopo incasso è quella che presenta meno rischi per la banca. Il problema emerge se, dopo avere fatto una RiBa salvo buon fine, il debitore non paga. In questo caso, la banca si può rivalere sul creditore affinché restituisca quanto incassato in anticipo, oltre ai costi di gestione e agli interessi.

Ma c’è un aspetto ancora più antipatico di quello di dover restituire dei soldi presi in anticipo. Il fatto è che è il creditore ad avere la responsabilità della ricevuta bancaria insoluta, quindi sarà lui ad essere segnalato come cattivo pagatore alla Centrale dei rischi, con tutte le conseguenze del caso quando andrà a chiedere di nuovo un pagamento con questo sistema o quando vorrà avere un finanziamento.

Ovviamente, il creditore potrà agire contro il debitore con tutti gli strumenti consentiti dalla legge (il decreto ingiuntivo, l’eventuale pignoramento).



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