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Lo sai che? Pignoramenti e ipoteche di Equitalia: nuovi limiti senza effetto retroattivo

Lo sai che? Pubblicato il 8 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 maggio 2014

Riscossione di Equitalia: restano ferme le procedure avviate prima del decreto del Fare con le vecchie regole.

Dura, sed lex. È difficile da accettare, ma è la legge. E mai come in questo caso il detto è sacrosanto. Perché, sebbene a partire dal 22 giugno scorso (a seguito dell’approvazione del “Decreto del Fare” [1]) sono entrate in vigore le nuove regole sui pignoramenti di Equitalia, che impediscono l’esproprio della prima casa di abitazione (leggi l’articolo “Pignoramenti: prima casa no, ma il rischio ipoteca resta”), questi benefici non avranno effetto per le procedure già in corso. Il che, in parole molto semplici, significa che se un contribuente ha ricevuto il 21 giugno 2013 (e cioè solo 24 ore prima dell’emanazione della riforma) la notifica del pignoramento da parte dell’Agente della Riscossione, sarà sbattuto fuori di casa, mentre invece chi è riuscito a “farla franca” sino a quella fatidica data potrà dormire sogni tranquilli per il resto dei suoi giorni!

Lo ha chiarito il Ministero dell’Economia, con una recente nota: una precisazione non da poco, che pone seri problemi di disparità di trattamento. Peraltro, ancora una volta, l’interpretazione della Pubblica Amministrazione si pone in contrasto con quella dei tribunali. Non è di molto tempo fa un precedente del tribunale di Rovigo che, invece, fornisce un’interpretazione opposta, a favore della retroattività delle nuove regole (leggi l’articolo: La prima casa non si pignora con effetto retroattivo”).

Quindi, il quadro è così schematizzato:

1) se, prima del 22 giugno 2013, il debitore ha subìto soltanto l’iscrizione di un’ipoteca da parte di Equitalia, vale il principio dell’impignorabilità della prima casa: il che significa che l’ipoteca resta, ma l’abitazione non potrà essere espropriata;

2) se, prima del 22 giugno 2013, il debitore ha ricevuto la notifica del pignoramento della prima casa da parte di Equitalia, l’immobile potrà essere messo all’asta ed espropriato;

3) se, dopo il 22 giugno 2013, il debitore ha subìto un’ipoteca o ricevuto la notifica di un pignoramento sulla prima casa, vale il principio dell’impignorabilità dell’immobile.

Le garanzie previste dal Dl del fare si applicano, quindi, solo dal momento di effettiva vigenza delle norme più favorevoli al contribuente.

La riforma del decreto del Fare

Ricordiamo che il Decreto del Fare, varato dal Governo Letta, ha impedito a Equitalia di procedere all’espropriazione se l’immobile è l’unico di proprietà del debitore a condizione che:

1. sia adibito ad uso abitativo

2. il debitore vi risieda anagraficamente

3. non si tratti di abitazioni di lusso e di quelli classificati nelle categorie catastali A/8 e A/9 (villini e ville).

Lo stesso divieto vale anche per gli altri immobili che non siano abitazione principale se il debito da riscuotere è inferiore a 120mila euro e se non è stata prima iscritta ipoteca o non sono passati almeno sei mesi dall’iscrizione senza che l’importo dovuto non sia stato effettivamente pagato.

Equitalia aveva anticipato che, nell’applicare le nuove misure, avrebbe atteso un chiarimento da parte del Ministero e, nel frattempo, avrebbe sospeso le espropriazioni immobiliari in corso. Ora, però, la risposta del Mef è arrivata e precisa che l’esigenza di chiarimenti è stata superata alla luce della legge di conversione del Dl del fare [2] che non ha alcun effetto retroattivo. Tradotto in pratica: non c’è nessuna previsione espressa per cui le nuove norme più favorevoli al contribuente si applichino anche per il passato.

Un principio giuridicamente corretto ma che fa emergere ancora una volta l’ennesima contraddizione del sistema fiscale italiano: quando c’è da “prendere”, anche dal “passato”, il Fisco deroga allo Statuto del contribuente e va all’incasso, quando c’è da dare si appella alle preleggi del Codice civile e all’irretroattività delle norme. Esempi recenti? L’aumento ex post dell’addizionale regionale Irpef nel 2011 o al ritorno della tassazione in Unico o nel 730 delle seconde case sfitte, tanto per citare un paio.

Su un altro fronte, però, va ricordato come resta possibile ancora aderire alla sanatoria delle cartelle o degli avvisi di accertamento esecutivi notificati entro il 31 ottobre 2013. A ricordarlo è una nota di Equitalia che ricorda come sia operativa la proroga della rottamazione dei ruoli fino al prossimo 31 maggio inserita nel Dl salva-Roma ter (leggi l’articolo: “Equitalia, confermata la proroga della rottamazione delle cartelle di pagamento al 31 maggio”)

note

[1] Dl n. 69/2013.

[2] l. 98/2013.

Autore immagine: 123rf.com


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