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Cosa succede se non si rispetta una scrittura privata?

15 Giugno 2021
Cosa succede se non si rispetta una scrittura privata?

Che valore ha una scrittura privata, quando può essere contestata e che differenza c’è con l’atto pubblico. 

Cosa succede se non si rispetta una scrittura privata? La scrittura privata è un documento – il più delle volte, un contratto – con cui uno o più soggetti regolamentano i propri interessi economici. 

La sua caratteristica è data dal fatto che tanto la stesura quanto la sottoscrizione del documento sono rimesse alle stesse parti che vi provvedono in piena autonomia (eventualmente, ma non obbligatoriamente, supportate dagli avvocati). Manca quindi l’assistenza di un pubblico ufficiale come invece succede con gli “atti pubblici” predisposti dai notai. Ecco perché, del resto, si parla di scrittura “privata”.

La caratteristica appena descritta è alla base di numerose conseguenze pratiche. Tuttavia, come avremo modo di vedere a breve, su una sola cosa l’atto pubblico e la scrittura privata non presentano distinzioni: l’eventuale inadempimento di una delle parti e le soluzioni che la legge predispone per un caso del genere. 

In questa sede, ci occuperemo di una questione in particolare: cosa succede se non si rispetta una scrittura privata. Ma procediamo con ordine. 

Differenza tra atto pubblico e scrittura privata

Perché mai stipulare una scrittura privata anziché un atto pubblico? Certamente, per via dei costi: la scrittura privata è gratuita, non richiede bolli, non esige la presenza di un pubblico ufficiale ad attestare l’autenticità delle firme e, solo di rado, prevede l’obbligo di registrazione. Sono gli interessati che ne redigono il testo e poi lo firmano (salvo vogliano incaricare un avvocato di predisporne il contenuto).

Invece, l’atto pubblico – il cosiddetto rogito notarile – viene redatto da un notaio e va sempre registrato. Quindi, oltre alla parcella del professionista, c’è da versare l’imposta. 

Ma allora perché ci sono gli atti pubblici? Innanzitutto, perché a volte è la stessa legge che li impone a pena di nullità dell’atto, come nel caso della compravendita immobiliare. In secondo luogo perché, in determinati casi, l’atto pubblico offre maggiori garanzie. Per comprenderle ricorriamo a un esempio.

Luca chiede a Matteo il pagamento di mille euro in forza di un contratto da questi sottoscritto. Matteo, osservando la firma apposta sul documento, sostiene che non sia la sua e, pertanto, si rifiuta di pagare.

Nell’esempio appena visto, se il documento fosse una scrittura privata, spetterebbe al creditore (ossia a Luca) dimostrare l’autenticità della sottoscrizione e, quindi, provare che la firma è quella della controparte (Matteo). Se invece il documento fosse un atto pubblico, i ruoli si invertirebbero: spetterebbe al debitore (Matteo) dimostrare che la firma non è la propria, e dovrebbe farlo con un giudizio piuttosto complicato chiamato «querela di falso». Questo perché, nell’atto pubblico, ad attestare l’identità della parte firmataria è un pubblico ufficiale – il notaio appunto – mentre, nella scrittura privata, questa attestazione manca completamente. 

Insomma, la caratteristica – e la forza – dell’atto pubblico consiste nel fatto che l’identità delle parti, la data di stipula e il contenuto delle dichiarazioni non può essere facilmente messo in discussione, mentre nella scrittura privata è molto più semplice. 

Si può contestare una scrittura privata?

Come anticipato, contestare una scrittura privata è relativamente facile. Basta la semplice eccezione per scaricare “la patata bollente” sulla controparte e obbligarla a fornire la prova contraria. Questo però non deve portare a ritenere che, in tal modo, ci si possa sottrarre ai propri obblighi. Esistono vari modi per dimostrare l’assunzione di un impegno, anche al di fuori della prova scritta: il comportamento tenuto dalle parti prima e dopo la sottoscrizione del documento, le dichiarazioni fornite dai testimoni, eventuali scambi documentali o di comunicazioni pregresse alla scrittura, pagamenti di acconti e così via.

Cosa succede se non si rispetta una scrittura privata?

Chi non rispetta una scrittura privata subisce le stesse conseguenze di chi non rispetta un atto pubblico: un’azione di carattere civile rivolta ad ottenere una sentenza di condanna.

In questo aspetto, dunque, la scrittura privata e l’atto pubblico non presentano alcuna differenza. 

Quando una persona non rispetta l’impegno assunto con un accordo – scritto o verbale che sia, con scrittura privata o con atto pubblico – si verifica ciò che tecnicamente si chiama inadempimento contrattuale. 

L’inadempimento contrattuale è un illecito di carattere civile le cui conseguenze sono l’avvio di un processo e la condanna da parte del giudice nei confronti della parte inadempiente. Quest’ultima può essere condannata all’adempimento forzato della scrittura privata non rispettata o, in alternativa, al risarcimento del danno.  

Dunque, chi non rispetta una scrittura privata subirà innanzitutto la notifica di un atto di citazione in giudizio e poi la condanna giudiziale, a cui si aggiungerà anche l’obbligo del rimborso delle spese processuali alla parte vincitrice.

Si pensi al caso di un soggetto che, non rispettando l’impegno di pagamento assunto con una scrittura privata, si veda condannare dal giudice al versamento della somma in questione, con gli interessi e le spese legali.

Si pensi a chi, invece, non avendo restituito un oggetto ottenuto in prestito da un altro con una scrittura privata, si veda obbligato dal giudice a rispettare l’impegno e a risarcire il danno per il ritardo.



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