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Lo sai che? Processo telematico: ecco le nuove specifiche tecniche. Nuovi formati di documenti

Lo sai che? Pubblicato il 8 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 8 maggio 2014

PCT: di scena i nuovi formati .eml, .msg e .pades per l’apposizione della firma digitale sui pdf.

Interessanti aggiornamenti in materia di processo civile telematico: si amplia l’elenco dei formati di documenti utilizzabili come allegati, mentre altri escono dall’elenco.

Il provvedimento recante le specifiche tecniche, previsto dall’art. 34, d.m. n. 44/2011, è emanato dal Direttore generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e risale, nella sua prima stesura, al 18 luglio 2011. Sulla G.U. n. 99 del 30 aprile 2014 è stato recentemente pubblicato il Provvedimento 16 aprile 2014, che contiene la versione aggiornata.

Ecco le principali modifiche introdotte, che entreranno in vigore decorsi 15 giorni dalla pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale.

Saranno utilizzabili anche i formati “.eml” e “.msg”.

Una delle novità più significative è l’ampliamento dei formati utilizzabili per i documenti allegati agli atti processuali: all’elenco già previsto in precedenza, sono stati aggiunti i formati “.eml” e “.msg”, vale a dire i tipi di file con cui possono essere salvati i messaggi di posta elettronica.

Tali formati potranno pertanto essere impiegati per i messaggi di posta elettronica certificata contenenti le ricevute dei depositi telematici o delle notifiche via PEC effettuate dagli avvocati. L’utilizzo è consentito a condizione che al messaggio di posta elettronica così salvato siano allegati esclusivamente file negli altri formati già ammessi.

Rispetto alle specifiche del 2011, dall’elenco è stato espulso l’Open Document Format (ODF), un formato aperto utilizzato da applicazioni da ufficio per la creazione di documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni e così via.

Altra novità significativa è l’introduzione, accanto al formato CAdES attualmente impiegato, del formato PAdES per l’apposizione della firma digitale ai file PDF. In termini pratici ciò significa che i file firmati digitalmente, che ora recano l’estensione “.p7m” in aggiunta all’estensione naturale del file, con l’utilizzo del nuovo formato di firma presenteranno semplicemente l’estensione PDF. Non è quindi necessario un apposito software per la lettura del file, ma è sufficiente utilizzare uno dei tanti programmi gratuiti con cui si gestiscono comunemente i documenti PDF.

Il limite di tale soluzione consiste nella sua applicabilità ai soli file in formato PDF. Pertanto dovrà comunque essere utilizzato il formato CAdES, per esempio, per la firma del file XML contenente le informazioni strutturate relative al singolo deposito telematico.

note

Autore immagine: 123rf.com


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