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Cosa valuta la banca prima di concedere un prestito

19 Settembre 2021 | Autore:
Cosa valuta la banca prima di concedere un prestito

I requisiti per ottenere un finanziamento, dall’età anagrafica alla capacità di reddito fino alla storia creditizia del richiedente.

Se qualcuno venisse a chiederti dei soldi, gli diresti di sì senza fiatare o prima vorresti valutare il perché e come farà a restituirteli? Parliamo, ovviamente, di cifre importanti, non di 30 o 40 euro (non che questi non debbano tornare indietro, ci mancherebbe). Se questa regola vale per te, vale anche per una banca: prima di accettare l’erogazione di un finanziamento ha bisogno di certezze e di garanzie. Perché oggi le cose possono andar bene, ma un domani vai a sapere. Cosa valuta la banca prima di concedere un prestito?

Sono almeno tre le cose che vengono tenute in considerazione prima di dire sì o no ad un prestito. Una è l’età del richiedente, poiché c’è una soglia minima e massima per concedere un prestito. La seconda, la capacità di produrre un reddito stabile. Infine, avere pulita quella che potremmo chiamare la «fedina creditizia», cioè non avere un passato da cattivo pagatore per mancate rate di altri prestiti richiesti, canoni di affitto non versati, ecc. Come arriva la banca a sapere tutto ciò? Nei primi due casi è semplice: bastano un documento d’identità e una dichiarazione dei redditi. È il terzo elemento il più laborioso. Vediamo cosa valuta la banca prima di concedere un prestito.

Erogazione di un prestito: il requisito dell’età

Una delle prime cose che valuta la banca prima di concedere un prestito è l’età del richiedente. Di norma, non viene erogato ai minorenni e nemmeno a chi compie i 75 anni prima della scadenza del finanziamento. Anche se ci sono degli strappi alla regola.

Esistono, ad esempio, dei prestiti mirati per chi non ha ancora compiuto i 18 anni. Molte banche erogano dei micro-finanziamenti, ad esempio per pagare uno scambio culturale o un soggiorno di studio all’estero. Va da sé, comunque, che verrà sicuramente richiesta la presenza del genitore sia come tutore legale sia come garante, specialmente nel caso in cui il minore non abbia un reddito e, quindi, non disponga delle risorse necessarie a saldare il debito.

Per quanto riguarda l’età massima per chiedere un prestito, la regola seguita dagli istituti di credito è quella di accettare le richieste di chi non supera i 75 anni al momento dell’estinzione del debito. Significa che un prestito da restituire in 5 anni non verrà erogato a chi ha più di 70 anni, tranne in qualche rara eccezione.

Erogazione di un prestito: il requisito del reddito

La seconda cosa che valuta la banca prima di concedere un prestito è la capacità del richiedente di produrre un reddito. Condizione, ovviamente, indispensabile per sapere se sarà in grado di garantire il pagamento delle rate.

In pratica, la banca chiederà al richiedente di consegnare la documentazione necessaria per accertare la tipologia e la solidità del suo impiego: di norma, la busta paga e/o la dichiarazione dei redditi. Ai lavoratori autonomi potrebbero essere chiesti anche il certificato di iscrizione all’albo professionale o alla Camera di commercio. Chi ha già smesso di lavorare, infine, dovrà allegare alla domanda il cedolino della pensione.

Particolare importanza viene data, su questo aspetto, al rapporto rata-reddito, vale a dire a quanto inciderà l’importo della rata del prestito sul reddito netto mensile del richiedente. Va da sé che chi deve pagare regolarmente un debito deve avere anche un margine economico per poter vivere, cioè per mangiare, vestirsi, pagare il trasporto per andare al lavoro, soddisfare le necessità della famiglia, ecc. Di norma, il rapporto rata-reddito non deve superare il 35%. Vuol dire, per fare un esempio, che chi guadagna 1.000 euro al mese non dovrà pagare una rata del prestito superiore a 350 euro.

Erogazione di un prestito: il requisito dell’affidabilità

La terza cosa che valuta la banca prima di concedere un prestito è quella che può rivelarsi la più importante. Se è vero che le prime due, cioè l’età e la situazione lavorativa, possono avere l’ombrello di un garante che intervenga in caso di momentanea difficoltà, sull’affidabilità creditizia del richiedente la banca è più tassativa. In pratica, difficilmente, concederà un prestito a chi, in passato, non ha saldato a dovere i suoi debiti.

L’istituto di credito, su questo fronte, raccoglie e analizza tutte le informazioni disponibili sulle banche dati pubbliche legate alla Centrale rischi, cioè il database della Banca d’Italia e quello della Società interbancaria per l’automazione, ma anche quelle private come il Crif, il più noto sistema di informazione creditizia italiano. Qui finiscono i dati sulla storia creditizia della persona che chiede un prestito e sul suo comportamento verso i creditori: eventuali rate non versate, solleciti di pagamento, ecc.

Il Garante della privacy ha stabilito dei tempi entro i quali le informazioni presenti nel sistema Crif devono essere cancellati, tempi che variano a seconda della gravità dell’inadempimento e del tipo di finanziamento richiesto. Nel dettaglio, i dati sono consultabili:

  • per la richiesta di un prestito: 180 giorni, che diventano 90 se la richiesta non è accolta o l’interessato rinuncia al finanziamento prima dell’erogazione;
  • per un prestito interamente rimborsato senza ritardi: non oltre 5 anni dalla data di scadenza del contratto. Il termine potrebbe slittare se lo stesso soggetto ha dei versamenti in sospeso con altri finanziamenti;
  • per ritardi nei pagamenti non superiori a due rate o a due mesi, entro i quali la situazione viene sistemata: un anno dal saldo del dovuto pregresso;
  • per ritardi superiori a due rate o due mesi: due anni da quando la somma viene saldata;
  • per il mancato rimborso del debito: massimo tre anni dalla data di scadenza del contratto. Se si rende necessario un aggiornamento dei dati, il termine può arrivare a 5 anni.

Puoi approfondire le questioni legate alla Centrale dei rischi nell’articolo “Lista cattivi pagatori Crif“.

Altre verifiche che la banca può fare prima di concedere un prestito sono:

  • il controllo protesti, per accertare se in passato il richiedente ha tenuto fede in maniera puntuale al pagamento di assegni o cambiali;
  • il controllo presso la Camera di commercio di eventuali fallimenti precedenti o di partecipazioni in società a rischio fallimento.


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