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Multe e responsabilità solidale del proprietario auto: Cassazione

15 Giugno 2021
Multe e responsabilità solidale del proprietario auto: Cassazione

Violazioni del Codice della strada e responsabilità in solido tra trasgressore materiale – effettivo conducente dell’auto – e proprietario del veicolo. 

Il proprietario del veicolo ha l’onere di offrire la prova che dimostri che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà

Ai sensi degli artt. 3 e 196 del d.lgs. n. 285 del 1992, per le violazioni al codice della strada punibili con la sanzione pecuniaria, la responsabilità del proprietario del veicolo è presunta e lo stesso ha l’onere di offrire la prova liberatoria, dimostrando che la circolazione del veicolo é avvenuta contro la sua volontà; tale prova è, tuttavia, esclusa, ai sensi dell’art. 196, comma 3, citato, quando la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente o di un’associazione priva di responsabilità o, comunque, da un imprenditore nell’esercizio delle proprie funzioni o incombenze, atteso che, in considerazione della relazione di immedesimazione o di preposizione che lega l’ente o l’imprenditore all’agente, l’attività posta in essere da quest’ultimo nell’esercizio e nell’ambito delle attribuzioni conferitegli é direttamente riferibile ai primi.

Cassazione civile sez. VI, 15/12/2020, n.28466

Le posizioni del proprietario e del conducente del veicolo cui sia stata contestata l’infrazione prevista dall’articolo 179 codice della strada di avere messo in circolazione (comma 3) e di circolare con un veicolo avente il cronotachigrafo non funzionante (comma 2) sono posizioni distinte, contestate a titolo di concorso di persone ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 689 del 1981, e non già di responsabilità solidale ai sensi del successivo articolo 6.

In relazione alla fattispecie prevista dall’articolo 179 del codice della strada, sussiste la colpa del titolare della licenza o dell’autorizzazione al trasporto di cose se il veicolo ha iniziato la circolazione già con il tachigrafo non funzionante, perché il titolare dell’autorizzazione deve vigilare che il veicolo sia messo in circolazione nelle condizioni prescritte dalla legge ovvero se il fatto che ha reso non funzionante il cronotachigrafo si è verificato nel corso della circolazione, qualora tale fatto successivo sia in qualche modo rimproverabile al titolare.

Cassazione civile sez. II, 19/11/2020, n.26345

Circolazione con veicolo avente il cronotachigrafo non funzionante 

In tema di sanzioni per contravvenzione al codice della strada, le posizioni del proprietario e del conducente di un veicolo, cui sia stata contestata l’infrazione prevista dall’art. 179 del codice medesimo, per avere messo in circolazione ed avere circolato con un veicolo avente il cronotachigrafo non funzionante, sono distinte e, pertanto, contestate a titolo di concorso di persone ex art. 5 della l. n. 689 del 1981, e non già di responsabilità solidale, ai sensi del successivo art. 6. Ne consegue che, accolta, con sentenza passata in giudicato, l’opposizione al verbale di contravvenzione proposta dal conducente, per l’oggettiva insussistenza dell’illecito, tale pronunzia spiega un’efficacia riflessa nel giudizio in cui si controverte della legittimità della sanzione emessa a carico del proprietario.

Cassazione civile sez. II, 19/11/2020, n.26345

Sanzioni amministrative: la persona giuridica è obbligata in solido con l’autore della violazione al pagamento della multa

Nel sistema introdotto dalla L. 24 novembre 1981, n. 689, fondato sulla natura personale della responsabilità, autore dell’illecito amministrativo può essere soltanto la persona fisica che ha commesso il fatto, e non anche un’entità astratta, come società o enti in genere, la cui responsabilità solidale per gli illeciti commessi dai loro legali rappresentanti o dipendenti è prevista esclusivamente in funzione di garanzia del pagamento della somma dovuta dall’autore della violazione, rispondendo anche alla finalità di sollecitare la vigilanza delle persone e degli enti chiamati a rispondere del fatto altrui. Chi ha pagato ha diritto di regresso per l’intero nei confronti dell’autore della violazione.

Cassazione civile sez. lav., 08/07/2020, n.14361

Auto data in noleggio e responsabilità solidale in caso di mancato rispetto del Codice della strada

In tema di noleggio di autovettura senza conducente, il locatario risponde delle infrazioni al codice della strada in via solidale con l’autore della violazione, non essendovi alcuna ragione per ipotizzare una corresponsabilità del proprietario locatore che, nell’ipotesi in cui abbia ottemperato all’onere di comunicare la generalità del detto locatario, deve essere ritenuto estraneo ad ogni responsabilità, non avendo avuto la materiale disponibilità del veicolo.

Cassazione civile sez. III, 05/06/2020, n.10833

In tema di violazioni amministrative per il mancato rispetto del codice della strada commesse dal conducente di un veicolo in leasing, è obbligato in solido con il trasgressore solo l’utilizzatore del veicolo, e dunque il locatario del contratto di leasing, e non il proprietario del veicolo stesso. Si tratta infatti di un’ipotesi di responsabilità alternativa e non concorrente ex art. 196 c.d.s. poiché solo l’utilizzatore ha la disponibilità giuridica del godimento del bene e quindi la possibilità di vietarne la circolazione (nella specie però, come aveva precisato il giudice dell’appello, la società ricorrente, al momento della violazione, non era più concedente del veicolo in quanto il contratto di leasing era scaduto. Di conseguenza, in quanto proprietaria del veicolo a mezzo del quale l’infrazione amministrativa era stata consumata, restava esposta alla responsabilità solidale con quella del conducente ex art. 196, comma 1, c.d.s.).

Cassazione civile sez. VI, 19/03/2019, n.7701

Responsabilità solidale dal proprietario dell’auto per le infrazioni al Codice della strada 

Ai sensi degli art. 3 e 196 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, per le violazioni al c. strad. punibili con la sanzione pecuniaria, la responsabilità del proprietario del veicolo è presunta e lo stesso ha l’onere di offrire la prova liberatoria, dimostrando che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà; tale prova è tuttavia esclusa, ai sensi del comma 3 dell’art. 196 citato, quando la violazione è commessa dal rappresentante o dal dipendente di una persona giuridica o di un ente o di un’associazione priva di responsabilità o comunque da un imprenditore nell’esercizio delle proprie funzioni o incombenze, atteso che, in considerazione della relazione di immedesimazione o di preposizione che lega l’ente o l’imprenditore all’agente, l’attività posta in essere da quest’ultimo nell’esercizio e nell’ambito delle attribuzioni conferitegli, è direttamente riferibile ai primi.

(Nella specie, in applicazione del riportato principio, la S.C. ha confermato, correggendone la motivazione, la sentenza del g.d.p. che, ritenendo provata la violazione ascritta a titolo di responsabilità oggettiva, aveva rigettato l’opposizione proposta da una società avverso i verbali con cui le era stata contestata la violazione di cui all’art. 167, comma 9, c. strad. per aver consentito la circolazione di un veicolo di sua proprietà in eccedenza di peso, essendo risultato che il trasporto era stato effettuato da dipendenti dell’imprenditore nell’esercizio di attività d’impresa) [1].

Cassazione civile sez. II, 27/08/2007, n.18062

In materia di infrazioni amministrative al codice della strada, qualora sia prevista, solidalmente e distintamente, la responsabilità dell’illecito sia in capo all’autore dello stesso che al proprietario del veicolo, l’eventuale invalidità della contestazione della violazione al primo non determina, per ciò solo, l’invalidità della contestazione al secondo e, perciò, il conseguente annullamento, ove non siano addotti ulteriori fondati motivi, della sanzione amministrativa irrogata nei riguardi del proprietario responsabile solidale.

Cassazione civile sez. II, 12/08/2005, n.16908

In tema di circolazione stradale, l'”autocertificazione” redatta dal relativo autore materiale non costituisce prova idonea ad escludere la responsabilità solidale ex, art. 196, comma 1, d.lg. n. 285 del 1992 del proprietario del veicolo per violazione del codice della strada (nel caso, circolazione con patente scaduta), giacché, come nelle analoghe fattispecie di cui agli art. 6 legge n. 689 del 1981 (illecito amministrativo in generale) e 2054 c.c. (responsabilità da circolazione di veicoli), è a tal fine necessario che quest’ultimo ponga in essere una condotta caratterizzata dall’adozione di concrete e specifiche cautele volte a vietare e precludere la circolazione del mezzo.

Cassazione civile sez. II, 12/08/2005, n.16905


note

[1] Conforme, riguardo alla responsabilità del proprietario del veicolo per gli illeciti amministrativi commessi nella circolazione dello stesso, Cass. 3 agosto 2005 n. 16199 che, richiamando il principio civilistico di solidarietà di cui all’art. 196 del nuovo codice della strada (d. lgs. 30 aprile 1992 n. 285), afferma che l’ordinanza ingiunzione per la violazione dell’art. 142 dello stesso codice può essere emessa nei confronti del proprietario dell’autoveicolo, quale obbligato in solido con l’autore della violazione, indipendentemente dalla concreta circostanza che egli sia stato alla guida dell’automobile e che non sia stato identificato il diretto responsabile, e la sua responsabilità può essere esclusa solo nel caso in cui fornisca la prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. La responsabilità del proprietario del veicolo è spiegata da Cass. 12 giugno 2007 n. 13748 con il fatto che egli, in quanto responsabile della circolazione del veicolo nei confronti delle pubbliche amministrazioni non meno che dei terzi, è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali ne affida la conduzione, onde dell’eventuale incapacità d’identificare detti soggetti necessariamente risponde, nei confronti delle une per le sanzioni e degli altri per i danni, a titolo di colpa per negligente osservanza del dovere di vigilare sull’affidamento in guisa da essere in grado di adempiere al dovere di comunicare l’identità del conducente. 


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