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Stop al pignoramento della banca in mala fede con il cliente

8 Maggio 2014


Stop al pignoramento della banca in mala fede con il cliente

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Maggio 2014



Non può pignorare casa, perché in malafede, la banca che accettò pagamenti ridotti delle rate di mutuo e poi, dall’oggi al domani, applica la risoluzione del contratto.

Carta canta”, è vero, ma superiore alla carta c’è l’obbligo di comportarsi sempre secondo buona fede. E questo vale anche per la banca che, pur avendo la possibilità di fare “gli atti” al cliente moroso, ha invece sempre tollerato il pagamento, da parte di quest’ultimo, di una rata dimezzata perché in difficoltà economiche. Così, in tale ipotesi, l’istituto di credito non può, dall’oggi al domani, risolvere il contratto per inadempimento senza prima dare un termine al mutuatario o consentire la rinegoziazione del mutuo.

A dirlo è una interessante ordinanza del tribunale di Taranto [1]. Il giudice sostiene che si tratterebbe di un comportamento contrario a buona fede quello della banca che intraprende l’azione esecutiva contro la casa del cliente, pur avendo prima accettato (a causa della crisi) il pagamento costante delle rate mensili in misura dimezzata rispetto a quanto pattuito. In tal caso, il reclamo del cliente, proposto innanzi al tribunale contro l’esecuzione forzata [2], deve essere accolto.

La vicenda

Nel caso di specie, l’istituto di credito, subito dopo la morte del cliente dal quale aveva sempre tollerato un pagamento ridotto delle rate del mutuo, aveva notificato agli eredi il precetto, precedendo così all’esecuzione forzata. Questi ultimi avevano impugnato l’atto davanti al giudice, chiedendo la sospensione del pignoramento.

La motivazione della sentenza

La condotta dell’istituto di credito risulta contraria al principio di correttezza nell’esecuzione del contratto avvalendosi, dalla sera alla mattina,

della clausola risolutiva espressa presente nel contratto di mutuo nonostante, per lungo tempo, abbia accettato pagamenti dimezzati.

Avvalersi della clausola risolutiva del mutuo non è legittimo alla luce del principio fissato dal codice civile [3] secondo cui “il debitore ed il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza”.

note

[1] Trib. Taranto, ord. del 31.03.2014.

[2] In base all’exceptio doli generalis.

[3] Art. 1175 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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