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Prestiti ad amici: 5 cose da sapere

15 Giugno 2021
Prestiti ad amici: 5 cose da sapere

Mutuo: come recuperare i soldi dati in prestito. Cosa rischia il debitore.

Se hai prestato soldi a un amico o li hai chiesti in prestito, hai stipulato (consapevolmente o inconsapevolmente) un contratto di mutuo. Il contratto di mutuo è disciplinato dal Codice civile. La legge consente a chiunque di prestare soldi con o senza interessi, anche ai privati. Solo per chi svolge tale attività in via continuativa e professionale scatta l’obbligo di costituirsi in forma di Spa e di avere l’autorizzazione della BCE, divenendo così una banca. Ecco allora, in caso di prestito ad amici, 5 cose da sapere.

Foglio scritto 

Il contratto di mutuo si può concludere anche verbalmente. È necessaria la consegna materiale del denaro. Non è quindi indispensabile firmare un documento scritto per far nascere l’obbligo di restituire il denaro. Tuttavia, è il creditore a dover dimostrare l’esistenza del debito, cosa che risulterà più facile con una scrittura privata. La prova del prestito però potrà essere fornita anche attraverso altri sistemi come ad esempio lo scambio di e-mail, una registrazione audio, le dichiarazioni di testimoni e via dicendo. 

Interessi

Il mutuo tra privati è lecito purché non diventi, per il mutuante, un’attività professionale e stabile. Non esiste un limite di importo che può essere dato in prestito. È possibile concordare, oltre alla restituzione del capitale, anche gli interessi. Gli interessi non devono mai superare il tasso di usura fissato periodicamente con decreto ministeriale. Diversamente, il mutuo è nullo e non va restituito.

Restituzione dei soldi dati in prestito

Chi non restituisce i soldi non commette reato, neanche se lo fa volontariamente ed è pertanto in malafede. Tuttavia, il creditore può agire contro di lui in via civile (con un’apposita causa ma anticipando le spese legali). 

Se le parti hanno firmato un documento scritto, il creditore può ottenere un decreto ingiuntivo, semplificando e velocizzando i tempi di recupero del credito. In assenza di una scrittura privata, invece, è possibile farsi rilasciare dal debitore una dichiarazione con cui questi si impegna a restituire i soldi: tale dichiarazione può ugualmente essere usata per ottenere dal giudice un decreto ingiuntivo.

In assenza di prove scritte del credito, il creditore dovrà avviare una causa ordinaria portando ulteriori prove a sostegno delle proprie ragioni. È il creditore a dover dimostrare che il denaro dato in prestito è stato consegnato a titolo di mutuo e non di donazione. 

Se neanche dopo la condanna il debitore dovesse pagare, il creditore dovrà avviare un pignoramento dei beni.

Garanzie

Se le banche, nel concedere i mutui, esigono fideiussioni o ipoteche, anche il privato si può garantire allo stesso modo. Un’altra garanzia per assicurarsi la restituzione del denaro è l’emissione di una cambiale che porti, come data di scadenza, il termine ultimo per la restituzione dei soldi dati in prestito.  

Nullatenenti

Se il vostro amico non vi restituisce i soldi, avviare un procedimento civile per il recupero del credito potrebbe essere antieconomico quando si tratta di somme esigue. In più, se il debitore non ha beni intestati, difficilmente sarà possibile recuperare i soldi. Difatti, dinanzi ai nullatenenti, non c’è possibilità di avviare procedure esecutive di pignoramento. 

Denuncia

Come anticipato, non è possibile denunciare chi non restituisce il denaro ottenuto in prestito. Questo perché tale comportamento non è configurabile come reato, salvo in una sola ipotesi: quando il mutuatario abbia simulato dolosamente, al momento del ricevimento dei soldi, una capacità economica che non aveva, facendo credere al creditore che avrebbe potuto restituire il mutuo. Si pensi a chi finga di avere un contratto di lavoro ed esibisca una falsa busta paga oppure ometta di dire che è stato appena licenziato. 



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4 Commenti

  1. Consigli utili perché al giorno d’oggi non è semplice fidarsi neppure degli amici perché oggi pretendono che tu gli tenda la mano, quando serve a te loro ritirano il braccio. Quindi, spesso, si tratta di amicizie di convenienza che con invidia e cattiveria si avvicinano a te quando gli servi e occorre sganciare i soldi, poi dietro ti tagliano quando a distanza di tempo chiedi la restituzione della somma

  2. Ho prestato un anno fa una certa somma ad un amico in difficoltà. Sinceramente, mi dispiaceva non essergli d’aiuto, sebbene io non nuoti nell’oro. Quando ho visto che si è rimesso in sesto gli ho chiesto di restituirmi i soldi prestati e lui ha detto: perché? Non me li avevi regalati? Su, dimostrami ora che era solo un prestito. Vediamo se ci riesci….Ecco, lì sono andato in tilt perché credevo fosse una persona corretta e onesta. Ma vi pare che tanti soldi fossero un regalo e non un prestito visto che io non ho chissà quali entrate e devo mantenere la mia famiglia? Dopo una lettera dell’avvocato, si è spaventato e me li ha restituiti. Ovviamente, l’amicizia, almeno quello che credevo che fosse, è finita lì

  3. Quando ci sono in mezzo i soldi, non bisogna fidarsi neppure di un parente stretto perché vale davvero il detto di “parenti serpenti”. Soprattutto se questi hanno l’abitudine di “alzarsi di cavallo” e fare gli sbruffoni senza alcuna umiltà se poco poco iniziano ad avere un po’ di fortuna e le cose gli vanno bene. Ma poi non appena ci sono problemi ritornano a chiederti qualcosa e a considerarti nuovamente. Eh si, perché tu buono e bravo non sai dire di no…E invece, poi dopo esserci cascato più volte, gli dai il ben servito e rispondi a tono, facendo notare che i soldi son finiti e la banca è chiusa!!!

  4. Dopo la mia triste esperienza, vi consiglio di non prestare soldi ai vostri cari, a meno che non sia strettamente necessario e non sia messo tutto nero su bianco. A cento a cento per volta ho finito per perdere un sacco di soldi. E non avevo nulla sulla carta, quindi il truffaldino se n’è uscito dicendo che credeva fossero donazioni, quando sapeva perfettamente che non fosse così

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