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Come togliersi i debiti senza pagare tutti i creditori 

16 Giugno 2021 | Autore:
Come togliersi i debiti senza pagare tutti i creditori 

Le possibilità di esdebitazione che consentono ad imprenditori falliti e consumatori sovraindebitati la cancellazione o la riduzione delle somme dovute.

Rate di mutuo non pagate, quote di condominio arretrate, prestiti o finanziamenti non restituiti ed anche varie cartelle esattoriali: quando la massa dei debiti accumulati supera la soglia critica, e i creditori si presentano tutti insieme minacciando azioni esecutive per recuperare le somme dovute, la situazione diventa estremamente difficile. Ma non c’è bisogno di puntarsi una pistola alla testa: la legge aiuta a capire come togliersi i debiti senza pagare tutti i creditori 

Ci sono due strade percorribili: una è l’esdebitazione post-fallimentare, riservata agli imprenditori; l’altra è il ricorso a uno degli strumenti previsti dalla legge sul sovraindebitamento, chiamata anche “salva suicidi”. Questa normativa di recente è stata potenziata per venire incontro ai debitori in difficoltà, purché vengano riconosciuti dal giudice «incolpevoli» e «meritevoli» di ottenere questa speciale grazia. 

Vediamo, quindi, come togliersi i debiti senza pagare tutti i creditori quando si verificano situazioni non risolvibili con i metodi ordinari, cioè pagare oppure farsi esecutare l’intero patrimonio con pignoramenti e vendite forzate. Tutte le procedure che ti indicheremo sono giudiziarie e richiedono sempre un accertamento della consistenza dei debiti, dei motivi per i quali sono sorti e della possibilità effettiva di rimborsarli, anche solo in minima parte, in base alle concrete capacità economiche del debitore.

L’esdebitazione del fallito 

Con il sistema di esdebitazione del fallito è possibile liberarsi dai debiti pregressi anche se alcuni creditori non hanno ricevuto nulla. L’esdebitazione è un istituto previsto dalla legge [1] per eliminare definitivamente i debiti pregressi e così consentire al fallito di avviare una nuova attività, senza dover rimanere penalizzato a vita dalle conseguenze negative del crac della sua impresa. 

Il fallito può presentare domanda di esdebitazione al tribunale competente anche quando vi sono dei creditori rimasti insoddisfatti, a condizione che sia giudicato «meritevole» di ottenere la liberazione dai debiti. La meritevolezza richiede che il fallito: 

  • abbia cooperato con gli organi della procedura fallimentare, fornendo tutte le informazioni e la documentazione utile all’accertamento del passivo; 
  • abbia consegnato al curatore tutta la corrispondenza commerciale (compresa quella elettronica, come e-mail e Pec); 
  • non abbia beneficiato di altra esdebitazione nei dieci anni precedenti; 
  • non abbia compiuto fatti di bancarotta semplice o di bancarotta fraudolenta; se è in corso il procedimento penale, la riabilitazione è sospesa fino al suo esito.  

Esdebitazione post fallimentare: condizioni

La norma di legge vieta di concedere l’esdebitazione del fallito «qualora non siano stati soddisfatti, neppure in parte, i creditori concorsuali», ma la giurisprudenza interpreta questa condizione in senso estensivo: una recente ordinanza della Cassazione [2] ha ammesso l’esdebitazione anche in un caso in cui alcuni creditori non avevano ricevuto nulla dalla distribuzione dell’attivo.

L’essenziale è che almeno alcuni creditori siano stati soddisfatti, anche se parzialmente, purché «in maniera non irrisoria». Quindi, l’esdebitazione non sarà concessa solo quando con l’attivo fallimentare non si riesce a pagare nessuno, o quando la massa attiva risulta assolutamente insufficiente per soddisfare almeno un minimo delle pretese dei creditori.  

Con questo tipo di esdebitazione è come arrivare in Paradiso, ma bisogna passare attraverso la morte, cioè il fallimento, che è una specie di morte commerciale ma, come abbiamo visto, non è definitiva e consente di risollevarsi. Esistono però altri modi per liberarsi dai debiti senza fallire. Prosegui nella lettura. 

Liberarsi dai debiti con la legge sul sovraindebitamento 

La legge sul sovraindebitamento [3] offre agli imprenditori non soggetti al fallimento, ai professionisti o ai lavoratori autonomi ed ai consumatori che versano in una situazione di grave difficoltà la possibilità di ricorrere alla composizione della crisi da sovraindebitamento. Se più membri della stessa famiglia sono coinvolti, si può presentare un unico progetto. 

Il risultato finale è, come nelle procedure fallimentari, l’esdebitazione, che viene definita «senza utilità», cioè senza necessità di dover offrire un’integrale contropartita o delle garanzie patrimoniali per il futuro: si restituisce in proporzione a ciò che si ha, in base alle proprie attuali disponibilità economiche.  

Come uscire dalle crisi da sovraindebitamento

L’esdebitazione si può ottenere in tre modi alternativi: 

  • raggiungendo un accordo con tutti i creditori coinvolti; 
  • proponendo un programma di rientro chiamato «piano del consumatore»; 
  • all’esito di una procedura di liquidazione dei propri beni.  

In tutti i casi, la procedura è assistita: occorre rivolgersi ad un Organismo di composizione della crisi (Occ), composto da professionisti specializzati, che redigerà una relazione particolareggiata sulla situazione debitoria, sulle sue cause e sui rimedi praticabili.

Il giudice valuterà la meritevolezza del debitore, che dipenderà dalla mancanza di comportamenti fraudolenti o colpevoli nell’assunzione dei debiti. In particolare, per accedere al beneficio dell’esdebitazione deve:

  • fornire tutte le informazioni e la documentazione utile alla procedura; 
  • non aver concorso con propria colpa a determinare la situazione di sovraindebitamento, ricorrendo a finanziamenti sproporzionati rispetto alle sue capacità economiche; 
  • non aver frodato o tentato di frodare i creditori occultando i propri beni o simulando titoli di prelazione allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri. 

Il requisito cruciale è quello della “colpevolezza” nell’assunzione dei debiti: se nel momento in cui ha contratto le obbligazioni, il debitore era consapevole di non poterle onorare, sarà considerato colpevole, mentre se l’impossibilità di eseguire i rimborsi e le restituzioni è sopravvenuta successivamente, nel corso del tempo, per qualsiasi tipo di difficoltà economica, egli sarà considerato incolpevole. 

Abbattimento e cancellazione dei debiti: risultati

In caso di ammissione al beneficio da parte del giudice, il debitore sarà monitorato nei quattro anni successivi e, se nel suo patrimonio dovessero sopravvenire disponibilità finanziarie superiori al 10% delle somme dovute, esse saranno utilizzate per la distribuzione ai creditori. 

L’abbattimento che è possibile ottenere, quando l’accordo di composizione della crisi o il piano di rientro vengono approvati dal giudice, è notevole e può arrivare, a seconda delle situazioni, al 90% ed anche oltre delle somme inizialmente dovute: tutto dipende da quanto il debitore è effettivamente in grado di pagare in base alle sue attuali disponibilità, anche in forma rateale.

Tieni presente che l’esdebitazione non opera per gli obblighi di mantenimento, per quelli alimentari, per i debiti derivanti dal risarcimento di danni extracontrattuali e per le sanzioni penali ed amministrative che non siano accessorie rispetto ai debiti estinti. 

Per ulteriori informazioni al riguardo leggi le nostre guide “Sovraindebitamento: come uscire dalla crisi” e “Come non pagare debiti legalmente“.


note

[1] Art. 142 R.D. n.267/1942.

[2] Cass. ord. n. 16564 del 11.06.2021. 

[3] L. n. 3/2012, modif. dal D.L. n. 23/2020 e dal D.L. n.137/2020.


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