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Bonus Malus: come funziona

19 Settembre 2021 | Autore:
Bonus Malus: come funziona

Che succede alla polizza Rc Auto in caso di incidente? Quando si perdono le classi di merito? Quando è possibile bloccare il meccanismo?

Se hai una moto o un’auto, avrai senz’altro l’assicurazione obbligatoria, quella sulla responsabilità civile nota come Rc. E se sei così fortunato da non avere mai fatto un incidente, forse avrai solo sentito parlare del Bonus Malus senza sapere bene il meccanismo che regola le classi di merito. Di solito, a queste cose si pensa quando si ha bisogno, quando succede qualcosa di straordinario. Ma è bene conoscere a fondo il Bonus Malus: come funziona, come influisce sul premio e sulla classe di merito e – non ultimo – come bloccarlo per evitare di pagare di più all’assicurazione.

La regola generale è quella già nota: meno incidenti si fanno e meno si paga grazie al Bonus. Con più incidenti, invece, anche un solo banale tamponamento, il premio si alzerà per colpa del Malus. Vediamo nel dettaglio come funziona.

Bonus Malus: che cos’è?

Nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria di un veicolo, la cosiddetta Rc Auto, il Bonus Malus è il meccanismo che permette di aumentare o diminuire le classi di merito a seconda della presenza o dell’assenza di incidenti stradali. In pratica, questo sistema incide sul prezzo da pagare per la polizza obbligatoria di auto, moto e camper: il costo di alza quando si provocano dei sinistri e si abbassa quando di incidenti non ce ne sono.

Che cosa sono le classi di merito?

Per capire bene il meccanismo del Bonus Malus è necessario spiegare anche che cosa sono le classi di merito. Si tratta di una sorta di «scala» fatta da 18 gradini, ciascuno dei quali corrisponde ad una categoria in cui l’automobilista viene inserito in base alla sua vita assicurativa.

La normativa prevede che chi sottoscrive per la prima volta la polizza Rc Auto venga inserito nella quattordicesima classe di merito. Tuttavia, il cosiddetto decreto Bersani, cioè la legge 40 del 2007, ha introdotto un’agevolazione non indifferente: si tratta della possibilità di acquistare un’auto (e, quindi, di fare una nuova polizza assicurativa) avendo la classe di merito di un’altra macchina già in possesso dello stesso proprietario, oppure di ottenere la classe di merito di un familiare convivente.

Si pensa di solito al ragazzo che ha appena ottenuto la patente e che può prendersi la classe di merito del genitore convivente.

Bonus Malus: come interviene sulle classi di merito?

Per capire come funziona il Bonus Malus basta pensare alla regola che abbiamo citato in precedenza. In pratica, abbiamo detto che le classi di merito sono 18. Poniamo che un neopatentato che non ha la possibilità di usufruire del vantaggio della legge Bersani compri un’auto e sottoscriva la polizza obbligatoria. Gli verrà assegnata la quattordicesima classe di merito. E quello sarà il suo punto di partenza nella sua vita assicurativa da automobilista.

Rimarrà in quella classe per un anno, cioè fino al rinnovo dell’assicurazione. Più o meno, perché in realtà il Bonus Malus non tiene conto di tutto l’anno ma del cosiddetto «periodo di osservazione» che scade due mesi prima della polizza.

Se in questo periodo non causa alcun incidente, gli verrà riconosciuto il Bonus, cioè il passaggio ad una categoria superiore: significa che l’anno successivo si ritroverà nella tredicesima classe di merito, con il conseguente risparmio sul premio. Se, invece, nell’arco del primo anno provoca un sinistro, il Malus lo penalizzerà di due classi di merito. Vuol dire che al rinnovo della polizza gli verrà assegnata la sedicesima classe di merito. Di conseguenza, il costo della polizza al momento del rinnovo sarà più elevato.

È importante precisare che se l’incidente è provocato da un altro conducente, cioè se all’assicurato non viene riconosciuta la colpa del sinistro, il Bonus Malus non interviene. Lo stesso succede in caso di concorso di colpa, anche se l’episodio – pur non facendo perdere la classe di merito, viene segnalato sull’attestato di rischio. Se nei cinque anni successivi verranno accumulate delle responsabilità oltre il 50%, verranno perse due classi. Altrimenti tutto andrà in prescrizione.

Bonus Malus: cambia se si passa ad un’altra compagnia?

Capita frequentemente che un automobilista voglia cambiare la compagnia di assicurazioni perché ne trova una più conveniente. In questo caso, si porta dietro anche il Bonus Malus oppure riparte tutto da zero?

Sarebbe troppo bello per chi frequentemente deve portare la macchina dal carrozziere perché ha provocato qualche piccolo incidente: basterebbe cambiare assicurazione ogni anno e chi si è visto si è visto. Non è così, evidentemente.

L’Ivass, cioè l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, ha predisposto una tabella di conversione universale che ogni compagnia deve prendere come riferimento per valutare la classe di merito da assegnare all’automobilista che arriva da un’altra impresa assicurativa. I dati utili ad effettuare questa operazione sono contenuti nell’attestato di rischio rilasciato dalla vecchia compagnia, cioè la «storia» dell’automobilista per quanto riguarda i sinistri da lui provocati o in cui è rimasto coinvolto con concorso di colpa.

Bonus Malus: è possibile bloccarlo?

Alcune compagnie assicurative consentono agli automobilisti che causano meno incidenti di bloccare il Bonus Malus in partenza. È il cosiddetto Bonus Malus protetto, cioè la possibilità di non perdere la classe di merito interna anche nel caso in cui venga provocato un sinistro.

Come detto, questa opzione viene proposta di norma come una specie di «riconoscimento» per essere rimasti clienti a lungo e per avere dimostrato diligenza al volante. Tuttavia, la protezione del Bonus Malus è valida normalmente per un solo incidente e può dipendere dall’importo che la compagnia deve risarcire alla controparte.



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