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Smaltimento elettrodomestici e apparecchiature elettriche: diritti e doveri del consumatore


> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 maggio 2014



Come disfarsi di telefonini, tv, computer e frigoriferi in modo gratuito e lecito: l’Italia si adegua all’Europa.

 

L’Italia si è adeguata all’Europa sulla gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) recependo, di recente, un’apposita direttiva comunitaria [1]. La nuova disciplina ricalca quella precedente, con l’introduzione di alcune piccole novità. Eccone i punti salienti.

I rifiuti elettrici ed elettronici (cellulari, elettrodomestici, lampade, televisori, giocattoli elettrici e, più in generale, tutte quelle apparecchiature alimentate dalla corrente elettrica) non possono essere smaltiti come normali rifiuti urbani.

Il consumatore ha 3 possibilità per sbarazzarsene:

1. portarli presso appositi centri di raccolta o nelle isole ecologiche predisposte dal Comune;

2. richiedere, di solito tramite numero verde, il ritiro a domicilio (se previsto), organizzato dalla società che gestisce la raccolta dei rifiuti;

3. consegnarli al rivenditore da cui si acquista un bene della stessa tipologia, che ha l’obbligo di ritirarlo gratuitamente.

Ad esempio: se si acquista un nuovo cellulare, è possibile lasciare il vecchio. Non è necessario che il punto vendita cui si intende lasciare il bene sia lo stesso dal quale lo si è acquistato.

I rivenditori devono assicurare il ritiro gratuito dell’apparecchiatura usata in base al sistema “uno  contro  uno” (ne compro uno, ne lascio uno).

I rivenditori, incluso chi effettua le televendite, hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, anche tramite avvisi posti  nei locali commerciali con caratteri oppure mediante indicazione sul proprio sito internet [2].

Il rivenditore inadempiente è soggetto a una sanzione pecuniaria da 150 a 400 euro per ogni apparecchio che si rifiuta di ritirare o che ritira dietro pagamento di una somma di denaro [3].

L’abbandono di rifiuti espone ad una sanzione pecuniaria da 300 a 3.000 euro, aumentata fino al doppio in caso di rifiuti pericolosi [4], oltre a quelle eventualmente previste dai regolamenti comunali per lo scorretto smaltimento.

Fin qui la disciplina descritta è uguale alla precedente.

Ecco la novità. In futuro i rivenditori di grosse dimensioni, con superficie di vendita di almeno 400 mq, dovranno ritirare gratuitamente gli elettrodomestici usati di piccolissime dimensioni (fino a 25 cm), anche in assenza dell’acquisto di un nuovo apparecchio da parte del cliente. Tale sistema, denominato “uno contro zero” (ossia lascio uno e compro zero), sarà invece facoltativo (solo dietro libera adesione) per i negozi di dimensione ridotta [5]. Le modalità di concreta attuazione ”uno contro zero” saranno descritte in apposito decreto del Ministero dell’Ambiente.

note

[1] Il d.lgs. n. 49 del 14.03.2014 ha recepito la direttiva comunitaria 2012/19/UE sulla gestione dei cosiddetti Raee, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

[2] Art. 11, d.lgs. n. 49 del 14.03.2014.

[3] Art. 38, d.lgs. n. 49 del 14.03.2014.

[4] Art. 255, TU ambiente.

[5] Art. 11, d.lgs. n. 49 del 14.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. salve, volevo sapere se la tassa di smaltimento per quanto riguarda gli elettrodomestici è lecita? perché certe rivendite le pretendono ed altre no in caso di acquisto. grazie, aspetto una vostra risposta in quanto curiosa

    1. Salve Giusy,
      come già indicato nell’articolo, in caso di acquisto di un prodotto equivalente, il rivenditore deve ritirare gratuitamente il nostro vecchio elettrodomestico. Se si rifiuta di ritirarlo o chiede delle somme di denaro per farlo, è soggetto a sanzione amministrativa da 150 a 400 euro.
      Distinti saluti

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