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Chi tutela i clienti delle banche?

19 Settembre 2021 | Autore:
Chi tutela i clienti delle banche?

A chi rivolgersi in caso di controversia con il proprio istituto di credito o con un intermediario finanziario? Come funziona l’Abf?

Se il cliente di una banca si rende conto che ci sono state delle manovre poco chiare nella definizione o nella gestione del suo conto corrente, da chi deve andare a bussare? Se scopre che il suo Bancomat è stato utilizzato da qualcun altro a sua insaputa e, dopo aver presentato regolare denuncia alle forze dell’ordine, gli viene negato il rimborso, davanti a chi può protestare? Chi tutela i clienti delle banche?

Esiste un organismo indipendente sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia che si chiama Arbitro bancario finanziario, noto anche come Abf. Consente ai clienti delle banche di risolvere in maniera semplice, rapida ed economica – così viene assicurato dallo stesso Arbitro – le controversie che possono sorgere tra gli istituti di credito ed i risparmiatori e che riguardano qualsiasi aspetto del rapporto fra entrambi, dalle operazioni ai servizi bancari o finanziari. In altre parole, uno strumento alternativo al giudice ordinario, che resta, comunque, una via percorribile.

Ecco come funziona l’Abf e come tutela i clienti delle banche.

Arbitro bancario finanziario: a che serve?

L’Arbitro bancario finanziario è un organismo imparziale ed indipendente che opera sotto l’ala della Banca d’Italia per tutelare i clienti delle banche e fornire loro un’alternativa al tribunale ordinario in caso di controversie con l’istituto di credito. Il risparmiatore, dunque, si può rivolgere all’Arbitro bancario finanziario, per di più senza bisogno di essere assistito da un avvocato.

Tuttavia, prima di presentare ricorso all’Abf, il cliente deve aver cercato di risolvere la controversia con la banca inviando un reclamo scritto.

Se, per esempio, l’istituto di credito che emette una carta di pagamento (pensiamo ad un Bancomat) non accoglie la richiesta di rimborso presentata per un uso fraudolento della carta stessa, dopo aver denunciato il fatto alle forze dell’ordine ed avere inviato il reclamo scritto, il cliente che non ha ottenuto risposta dalla banca può rivolgersi all’Abf entro 30 giorni dal reclamo oppure in caso di risposta insoddisfacente. Come detto, resta aperta la via giudiziaria, percorribile dopo aver tentato la mediazione.

Arbitro bancario finanziario: come funziona?

Che cosa succede se il cliente di una banca presenta un ricorso all’Arbitro bancario finanziario? Come viene gestita la pratica e quanto pesa la decisione dell’Abf?

L’organismo è articolato in sette Collegi: Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. Ciascuno di questi Collegi è formato da:

  • un presidente e due membri, tutti scelti dalla Banca d’Italia;
  • un membro designato dalle associazioni delle banche e degli intermediari finanziari;
  • un membro designato dalle associazioni che rappresentano i clienti (imprese e consumatori).

Il presidente resta in carica per cinque anni e gli altri membri per tre anni. A tutti vengono chiesti i requisiti di esperienza, professionalità, integrità e indipendenza.

Per quanto riguarda la segreteria tecnica di ciascun Collegio, la cui attività viene svolta dal personale della Banca d’Italia, ha il compito di:

  • ricevere ed esaminare il ricorso, per accertare che sia completo e regolare e che sia stato presentato nei termini;
  • ricevere la documentazione inviata dalle parti, compresa quella relativa al reclamo presentato precedentemente all’intermediario;
  • se necessario, chiedere al cliente di regolarizzare il ricorso entro il termine perentorio di 10 giorni;
  • curare le comunicazioni alle parti relative alla procedura di ricorso.

Arbitro bancario finanziario: come presentare il ricorso?

Ci sono due modi di presentare ricorso all’Arbitro bancario finanziario al fine di tutelare i propri diritti come cliente della banca.

Ricorso online

Per presentare un ricorso online all’Abf, è necessario accedere e registrarsi all’apposita sezione del portale dell’Arbitro Bancario (arbitrobancariofinanziario.it/presentare-ricorso/invio-ricorso/index.html) e seguire la procedura guidata. Prima, però, bisogna versare 20 euro come contributo per le spese tramite:

  • bonifico bancario sul conto corrente intestato a «Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario» – Iban IT71M0100003205000000000904;
  • versamento sul conto corrente postale n. 98025661 intestato a «Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario»;
  • in contanti presso tutte le filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico.

In tutti i casi, occorre indicare la causale «Ricorso ABF» e il codice fiscale o la partita Iva del cliente che propone il ricorso. La copia della ricevuta che attesta il pagamento va allegata al ricorso. Il contributo alle spese è rimborsabile nel caso in cui, dopo avere effettuato il pagamento, si decidesse di non presentare più il ricorso.

Lo stato della pratica sarà visibile nell’area riservata del sito dell’Abf.

Ricorso cartaceo

Se, invece, si opta per la via tradizionale del ricorso cartaceo, è importante sapere che questa scelta è consentita solo a chi intende presentare ricorso contro:

  • due o più intermediari contemporaneamente;
  • un intermediario estero che opera in Italia in regime di libera prestazione di servizi;
  • un confidi.

Il modulo del ricorso potrà essere inviato insieme a tutta la documentazione tramite:

  • posta;
  • posta elettronica certificata (Pec);
  • via fax alla segreteria tecnica competente o a qualsiasi filiale della Banca d’Italia;
  • consegna a mano presso una filiale della Banca d’Italia aperta al pubblico.

Arbitro bancario finanziario: che fare se il ricorso non viene accolto?

Occorre precisare che la decisione presa dall’Arbitro bancario finanziario in merito al ricorso presentato dal cliente della banca non è vincolante come quella di un giudice. Tuttavia, per l’intermediario, se non perentoria, si può rendere quantomeno controproducente: nel caso in cui non rispetti quanto stabilito dall’Abf sarà tenuto, infatti, a darne notizia sul sito dell’Arbitro, dove resterà per 5 anni. Inoltre, dovrà rendere pubblico l’inadempimento, in evidenza, sulla home page del proprio sito, dove la notizia dovrà rimanere per 6 mesi.

La parte insoddisfatta dalla decisione dell’Abf può rivolgersi al giudice ordinario, questa volta accompagnato da un avvocato.

L’esposto alla Banca d’Italia

C’è una terza via a tutela dei clienti della banca: si tratta di quella che prevede la presentazione di un esposto alla Banca d’Italia. Questo strumento consente di segnalare comportamenti ritenuti irregolari o scorretti da parte degli istituti di credito e degli intermediari finanziari.

Tuttavia, Bankitalia non interviene nel merito dei rapporti contrattuali perché le banche e le società finanziarie hanno autonomia decisionale nella gestione delle relazioni con i propri clienti. Resta, quindi, una mera possibilità di segnalazione affinché venga verificata la correttezza dell’istituto o dell’intermediario.



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